News27 luglio 2021 17:19

Il bilancio di Toti e la vita vera dei liguri

Sansa: "I difetti della nostra sanità valgono oltre 50 milioni di euro. Non attiriamo malati dalle altre regioni, ma i liguri devono andare altrove per cercare le cure migliori. Qui fuori non si nasce più. Non si lavora più. Non ci si cura più. E voi spendete milioni per la pubblicità istituzionale, per gli eventi, per le regate e le bandierine. Migliaia di euro per festeggiare la zona bianca. Un bilancio fuori dal mondo"

Il bilancio di Toti e la vita vera dei liguri

L'intervento completo di Ferruccio Sansa sul bilancio presentato da Regione:

"Questo non è il bilancio dei liguri. È il bilancio della maggioranza, dei partiti, della politica.

Non è un documento che custodisce la Liguria di ieri, protegge quella di oggi e disegna quella di domani. È un insieme di misure che non sono legate una all’altra da un’idea della nostra terra, ma sembrerebbe piuttosto dal tentativo di mettere insieme una rete di interessi, consenso. Insomma, di potere.

Quando questa mattina sono entrato in Consiglio il contrasto mi ha colpito come un pugno. Fuori c’è l’estate; ci sono un milione e mezzo di persone che cercano di ritrovare serenità nonostante timori e affanni. Qui dentro ci sono l’aria condizionata, quest’aula di velluti e pelle finti e un po’ consumati. Qui dentro si spostano soldi da una missione all’altra come fossero soltanto numeri sulla carta, non risorse che possono cambiare il destino di centinaia di migliaia di persone. Qui dentro si scrivono emendamenti che sembrano quasi mance politiche. Qui dentro si sparano emendamenti, così, depositati all’ultimo momento senza che vi sia una discussione decente. Basta il voto, 19 sì. Via, approvato. Questo conta. Qui dentro si discute di poltrone di garanti, non di nomine di qualità, tre a noi e una a voi.

Qui dentro si stanziano due milioni di euro per foraggiare giornali, radio e siti internet, rischiando di condizionarne l’indipendenza e di mettere a rischio la libertà di informazione della nostra regione. Ma quei soldi potrebbero essere spesi diversamente, magari, come proponiamo oggi noi in un ordine del giorno, esentando per quest’anno dal 50 per cento dell’Irap quelle imprese che maggiormente abbiano risentito dell’emergenza provocata dal Covid. Servono circa 3 milioni, più o meno quanto spendete per farvi propaganda. Caro presidente, crede che sia giusto?
Chissà se fuori da quest’aula gli imprenditori che vi sostengono lo sanno.
È un dolore che i liguri non seguano tutti i nostri lavori. Che non ci ascoltino. Certo, hanno ben altri pensieri, ma sarebbe utile a loro, e anche a noi: ci sono due mondi diversi, lontani. Dentro e fuori quest’aula e il vostro bilancio è la fotografia perfetta di questa situazione.

No, non sono soltanto numeri quelli del bilancio. Potrebbero diventare prima di tutto uguaglianza: assistenza sociale uguale per tutti, salute uguale per chi ha mezzi per curarsi e per chi non ce l’ha. Potrebbero, questi numeri, diventare libertà: di continuare negli studi anche se siamo nati in famiglie e quartieri in difficoltà. Libertà di scegliere il lavoro nel quale mettere a frutto i nostri talenti. Libertà di spostarci con infrastrutture adeguate e mezzi di trasporto pubblici dignitosi. Fraternità, anche, come dicono i francesi. Perché questo bilancio preferisce dare soldi a chi ne ha già, a chi è amico di chi governa, a chi vi ha finanziato nella campagne elettorali, piuttosto che eliminare le differenze, aiutarci quindi a essere un solo popolo. Una comunità.
Così voi costruite le differenze, le tensioni e le insicurezze di oggi e di domani. Ma in momenti come questo ci si salva tutti o nessuno.
Voi avete scritto questo bilancio nelle aule rosse della Regione, nelle stanze degli assessorati e dei cenacoli di partito. Non lo avete scritto per le strade, le piazze. Non lo avete scritto nelle case dei liguri.

Penso al Rapporto Annuale di Bankitalia sulla Liguria. Qui si parla di compravendite immobiliari crollate del 10%, eppure voi ancora puntate sul cemento. Bankitalia ricorda del crollo dei prezzi degli immobili commerciali, invece voi continuate a spalancare le porte agli ipermercati (la Liguria ha il primato negli ultimi anni), magari di catene commerciali che hanno finanziato le vostre campagne elettorali.
Si racconta del calo di fatturato delle imprese con oltre venti addetti.
Si parla del crollo del 40 per cento delle presenze di stranieri nel 2020, mentre voi per sostenere il turismo parlate di tappeti rossi, di mascherine da togliere. Ma nel bilancio, al turismo destinate soltanto 7,8 milioni.
Nel rapporto di Bankitalia si ricorda dell’aumento del fabbisogno finanziario delle imprese, dell’indebitamento in crescita delle famiglie, ma intanto la Liguria ha perso la sua banca, l’ha vista ridimensionata. E la politica è intervenuta senza un disegno, senza nessun risultato, magari parlando al telefono con Castellucci, il numero uno di Autostrade.
Noi qui dentro parliamo, ma intanto, ci ricorda Bankitalia, la povertà assoluta arriva all’8,8%.

E penso, anche, ai sondaggi. Ecco, voi, signor Presidente, state molto attenti ai sondaggi. A quelli sul consenso ai partiti. Ma avete letto i sondaggi sulle preoccupazioni dei liguri? Ai primi posti il lavoro, la sanità, la sicurezza sociale e l’avvenire dei giovani.
No, questi sondaggi non li avete letti. Non ce n’è quasi traccia nel vostro bilancio e nell’assestamento.
Sembra scritto in un altro mondo questo bilancio. È un bilancio tutto politico, fatto per strappare qualche voto, qualche titolo sui giornali. Ma è soprattutto un bilancio MEDIOCRE, dove spesso troviamo la voce “”somme erogate e non utilizzate”. È un bilancio “INADEGUATO” al momento che stiamo vivendo.
L’assestamento, se possibile, peggiora l’impressione che avevamo avuto a dicembre.
Ma ora vorrei essere concreto. Esaminare i singoli punti. Penso alla Sanità. Se dovessi definire in una parola il vostro bilancio sanitario direi che è un documento di “POTERE”.

La Sanità da sola vale il 78,99 per cento del bilancio regionale. Non a caso, lei come un sovrano ha ritenuto di tenerli per sé riservandosi l’assessorato.
Qui dentro, nell’aula di velluto rosso, lei può farci credere che la sanità ligure vada bene. Che voi abbiate affrontato adeguatamente l’emergenza Covid. Non è vero, lo dicono i dati del vostro Governo: la settimana scorsa, mentre lei in aula si vantava della sua gestione, la Liguria penultima in Italia per dosi somministrate in rapporto con quelle ricevute (88,8 per cento mentre in Lombardia, la regione più avanti, sono addirittura al 96,8%). Siamo al quattordicesimo posto per dosi somministrati in rapporto alla popolazione. E penultimi per vaccinazioni effettuate (due dosi o monodosi). I dati del Governo dicono che siamo al 45,74 per cento su una media nazionale oltre il 51 per cento. O i dati del Governo sono sballati oppure non è vero quello che lei ci ha detto in Consiglio Regionale.
Intanto con il Covid avete dato forse la spallata definitiva per smantellare il sistema sanitario pubblico, uno degli vanti della nostra Regione e dell’Italia: prima l’affidamento, anche ai privati suoi finanziatori, di buona parte della campagna vaccinale. Poi adesso si annuncia il ricorso ai privati per superare i ritardi della chirurgia.
Questo vivono i liguri nelle corsie, negli ambulatori. Questo vivono malati, medici, infermieri e operatori sanitari.

I magistrati della Corte dei Conti nella loro relazione resa pubblica pochi giorni fa dicono testualmente: è palese “la necessità di migliorare l’attrattività del sistema sanitario ligure o di ridurre le fughe dei pazienti verso altre regioni o ancora, di stipulare accordi con le regioni confinanti”. Insomma, il vostro assestamento lo ribadisce: i difetti della nostra sanità valgono oltre 50 milioni di euro. Avete un bel dire che c’è stato un calo, ma ai tempi del Covid nessuno va fuori della Liguria per curarsi. La semplice verità è che non attiriamo malati dalle altre regioni, ma i liguri devono andare altrove per cercare le cure migliori.
Non basta. Il nuovo procuratore regionale della Corte dei Conti, Antonio Giuseppone, dice: “Il sistema sanitario ligure, oltre a risultare essere poco attrattivo, presentando costantemente saldi della mobilità negativi, presenta costanti risultati economici negativi. Sarebbe davvero poco auspicabile che il pareggio venisse raggiunto abbassando ulteriormente la qualità delle prestazioni”.
C’era da temere in passato. Ci sono ancora più motivi di inquietudine oggi che il Covid ha drenato risorse per aggiuntive per altri 147 milioni. Come saranno curati i liguri ora che dovremo recuperare decine di migliaia di esami, centinaia di interventi? Adesso che dovremo pagare il conto di un anno in cui la prevenzione è stata messa da parte e bisogna chiedersi se possano bastare i 24 milioni previsti dal programma RESTART.
È scritto anche questo nei documenti che andiamo a votare oggi.
Ma la Corte dei Conti punta il dito anche su altro: le operazioni Galliera e Felettino. Sono anni che manifestiamo dubbi sull’operazione Galliera, di cui Giuseppe Profiti è il gran sacerdote, perché rischia di nascondere una speculazione immobiliare. E di certo è un pozzo senza fondo di finanziamenti pubblici. Un dubbio sollevato anche dalla Corte dei Conti: “Emerge che sia stata concessa al Galliera un’integrazione finanziaria di euro 12.850.000,00 relativa ad una accensione di un mutuo comunque necessario ad assicurare la copertura del quadro economico dell’opera. Non è dato conoscere se tale integrazione finanziaria sia stata effettivamente corrisposta dalla Regione”.

E poi c’è il Felettino di La Spezia, che ha collezionato il record di prime pietra, ma ancora non esiste. Mentre crescono senza fine i finanziamenti. “La Procura – dicono i magistrati – non può che auspicare un attento esame della fattibilità finanziaria e della convenienza economica di tale scelta, in considerazione della notevole mole di risorse pubbliche che verrebbe destinata alla costruzione di quest’opera pubblica”. Di cosa si tratta? Lo ha spiegato bene Guido Melley consigliere comunale a La Spezia: “Il precedente appalto revocato da Toti si basava su un budget di 175 milioni di euro “chiavi in mano”, mentre il nuovo progetto è arrivato alla cifra iperbolica di 264 milioni di euro. L’operazione è imperniata sulle strutture regionali a partire da Ire spa, che ha già “dilapidato” quasi 10 milioni di euro del precedente appalto finito incagliato tra varianti progettuali e contenziosi vari e che, con il nuovo appalto, gestirà di fatto altri 30 milioni di incarichi progettuali e consulenze professionali onerose. L’operazione Felettino vede Asl 5 totalmente succube delle decisioni prese a Genova e comporterà rischi molto rilevanti per l’erogazione dei servizi sanitari spezzini nel medio lungo periodo a causa dei pesantissimi canoni che dovrà ripagare a causa delle scelte imposte dalla Regione.
Il presidente e assessore alla Sanità infatti ha scelto la strada del PPP (partenariato pubblico privato) ed ha previsto che 86 milioni sui 264 totali debbano essere apportati dal privato aggiudicatario della gara d’appalto. Il privato – ricorda Melley – presterà 86 milioni per costruire l’opera e ne riceverà da Asl 5 ben 262 (!!) nell’arco di 25 anni di ammortamento del finanziamento, potendo usufruire di un tasso pari a circa l’8 % di remunerazione rispetto al capitale investito. Ma in base agli accordi già stipulati ed alla base del progetto il privato potrà usufruire parimenti di un finanziamento già garantito da Cassa Depositi e Prestiti che sarà concesso a tassi decisamente più convenienti”. La nostra battaglia è per valutare la congruenza del nuovo iperbolico budget ma soprattutto per ottenere da Governo e Regione la totale copertura del finanziamento pubblico dell’opera, prevenendo tra le varie ipotesi il fatto che Asl 5 possa contrarre un mutuo venticinquennale con la stesa CdP o altri ad un tasso di mercato non superiore all’1-2%, con un risparmio di almeno 120 milioni di euro nell’arco del periodo temporale di 25 anni a tutto vantaggio della sanità spezzina.

Anche di questo parliamo oggi in aula.

Noi dell’opposizione abbiamo un duplice ruolo: di controllo e critica, ma anche di proposta. Proverò allora a spiegare cosa avremmo fatto noi, come impiegheremmo diversamente i soldi che voi avete destinato a poste di bilancio che a me paiono, appunto, frutto di una ricerca miope del consenso, ma anche di semplice mancanza di visione. Di errori, anche.

Il nostro progetto di sanità era diverso dal vostro. Direi opposto. Pensavamo a case della salute pubbliche nei comuni di medie dimensioni dove i cittadini avrebbero potuto trovare i medici di base e gli specialisti. Una sanità di qualità, ma vicina. Una sanità per curare e prevenire. Pensavamo anche a consultori diffusi sul territorio, a investimenti veri e consistenti per gli assistenti sociali. Avevamo anche immaginato a progetti ambiziosi per garantire agli anziani liguri il diritto di invecchiare nelle loro case, non nelle Rsa, avendo a disposizione l’assistenza di cui hanno bisogno.

Ma ci sono anche spese più piccole che possono essere eliminate destinando le somme ad altre iniziative che possono avere un enorme impatto sociale e sanitario.
Mi verrebbe da ricordare la sua decisione di realizzare unità di missione, di affidare quella della Sanità a Giuseppe Profitti, il manager preferito dal cardinale Tarcisio Bertone. Di pagare questi nuovi manager fino a 120mila euro.
Mi verrebbe anche da chiedere se siano davvero necessari quei 426mila euro che vengono destinati “all’acquisto di giornali, riviste e pubblicazioni”.
Nel grande mare del bilancio possono sembrare forse spiccioli. Ma se ben spesi cambiano la vita delle persone. Noi proponiamo che questi denari – quelli destinati a ricompensare chi dovrebbe occupare le poltrone di responsabili delle unità di missione come i sottosegretari – come abbiamo chiesto in un emendamento votato a dicembre, e mai attuato, siano finalmente destinati a incentivare l’attività dei medici di base e dei pediatri che devono ricoprire i posti lasciati vacanti, soprattutto nei piccoli comuni.
Ma oggi presentiamo un altro ordine del giorno dai costi relativamente bassi, che però potrebbe avere un grande impatto sociale: offriamo ai minori visite mediche sportive gratuite. È una proposta che mi ha illustrato un assistente sociale del Ponente genovese. Oggi moltissimi minori che provengono da famiglie con ridotte disponibilità economiche non possono dedicarsi allo sport anche perché non hanno i soldi per affrontare una visita specialistica. Non solo: un check up medico gratuito negli anni dell’adolescenza permetterebbe di intercettare molte patologie cliniche e molte forme di disagio che altrimenti rischiano di produrre effetti ben più seri nell’età adulta. Non solo: una misura di questo genere garantirebbe maggior benessere ai nostri ragazzi, ma ridurrebbe anche i costi ben più alti per affrontare per curare le patologie e i disagi in età adulta.
Le risorse per queste piccole-grandi iniziative ci sono. Si possono prendere, appunto, dagli emolumenti per figure nuove e non necessarie come i responsabili delle unità di missione. Si possono trovare nel mare delle spese per la pubblicità istituzionale, per le cerimonie, per la rappresentanza.

Un bilancio di potere, dunque.
Questo è un bilancio “SENZA PASSATO”. Senza identità. Come ha scritto Giulia Mietta sul sito Genova24, il centrodestra in Comune ha speso quasi 50mila euro per la giornata della bandiera. Senza contare altri soldi arrivati dal solito sponsor privato, la solita catena di supermercati che magari apre nuove sedi in giro per la città. Per che cosa? Tra l’altro per distribuire decine di migliaia di bandierine con le copie di un quotidiano ligure. Ecco l’esempio della cattiva politica: soldi pubblici cacciati al vento, propaganda pagata dai contribuenti e risorse a sostenere i bilanci degli organi dell’informazione che deve essere indipendente.
Ma l’identità, il senso di appartenenza si sviluppano invece valorizzando lo straordinario patrimonio culturale e artistico di cui disponiamo. Sostenendo le associazioni, le iniziative dei cittadini, penso allo straordinario esempio dei cittadini della Val Bisagno e al loro acquedotto storico.

Invece voi alla missione “Tutela e Valorizzazione dei beni e delle attività culturali” destinate appena 6,6 milioni. Mi fa sorridere confrontandole con gli oltre 4 milioni che la Regione spenderà per il raddoppio delle poltrone tra consiglieri e assessori. Pensando agli 800mila euro per le spese della Giunta.

Vi propongo qualche alternativa concreta: non sarebbe meglio, caro Presidente, cari colleghi, spendere queste somme per recuperare Villa Sultana a Ospedaletti, quel capolavoro che ospitava il Casino e che oggi, dopo aver rischiato di essere trasformata in condominio, va a pezzi?
Non sarebbe meglio investire denaro nell’antico orfanotrofio di Dolceacqua, dove aveva sede la Comunità Montana? È un gioiello in ottimo stato che potrebbe diventare sede di un’università che studi le coltivazioni di pregio. Così si darebbe vita ai nostri tesori, si porterebbero giovani e sapere.
Questa è cultura, è identità. È un modo per costruire un legame tra passato e futuro.

Ma questo è un bilancio anche “SENZA PRESENTE”, nato, appunto, nei palazzi delle politica, non nelle case dei liguri. Non saprei definire altrimenti un documento che alla missione 12 – “diritti sociali, politiche sociali, famiglie” – ha impegnato soltanto 835mila euro per infanzia e asili nido. E appena 1,5 milioni per gli interventi a favore di soggetti a rischio di esclusione sociale. È inutile, e suona anche francamente un po’ fasullo, riempirsi la bocca di dichiarazioni a favore della famiglia quando poi si destina così poco ai giovani genitori che hanno figli piccoli, alle donne che devono cercare di barcamenarsi tra casa e lavoro. Suona stonato quando meno della metà delle risorse destinate alle famiglie sono finora state impegnate e su 13 milioni destinati all’edilizia residenziale pubblica ne sono stati impegnati fino solo 4,5. Suona un po’ stonato parlare di sicurezza nelle strade, perché questa non si costruisce soltanto con la presenza delle forze dell’ordine, ma anche investendo sul sostegno dell’infanzia e l’educazione dei ragazzi. Suona fasullo parlare di tutela dei più deboli se poi diamo così poco alle associazioni che si occupano di cecità, sordità e di altre patologie… associazioni che nell’anno del Covid non hanno potuto organizzare quelle iniziative che consentono di raccogliere finanziamenti per le attività di prevenzione.

Questo è un bilancio “SENZA PRESENTE” e senza sicurezza se in una regione martoriata dalle alluvioni si destinano 911mila euro alla “tutela e valorizzazione delle risorse idriche” lasciando che comuni come Mele, come quelli della Valle Impero e della Valle Arroscia devastati dalle frane provocate da piogge e torrenti impazziti abbiano meno di 10mila euro per la manutenzione dei rivi.

Questo è un bilancio “SENZA FUTURO” se alla missione 14, SVILUPPO ECONOMICO E COMPETITIVITA’ alla voce “Ricerca e Innovazione” nonostante si parli di 40 milioni di finanziamenti, non troviamo ancora nessun impegno. Certo, ci sarà una spiegazione e ci piacerebbe sentirla in aula.

E’ un bilancio “SENZA FUTURO” se alla missione 7, “Turismo”, troviamo appena 7,8 milioni di stanziamenti. Se alla missione 14, alla voce “Sviluppo settore agricolo e sistema agroalimentare” troviamo appena 4,8 milioni. Davvero voi pensate che i turisti si attirino con i tappeti rossi che dopo tre anni marciscono per strada?

No, il futuro della Liguria si costruisce aiutando gli abitanti a vivere nella loro terra, a coltivarne le bellezze e i prodotti. A conservare insomma un’identità forte, un patrimonio naturale e umano ricco che sia richiamo per chi arriva da altre regioni e dall’estero. Penso a incentivi per i giovani che intendano dare vita a cooperative agricole e abbiano la garanzia di vedere nei primi anni acquistati i loro prodotti. Penso a una banca della terra dove proprietari e giovani possano unirsi creando imprese agricole.

È un bilancio “SENZA FUTURO” anche per piccoli dettagli come quei 191mila euro e spiccioli per i trasporti pubblici sulle vie d’acqua.

Ma anche un bilancio “SENZA FUTURO” perché è “SENZA GIOVANI”. Lo dico pensando alla missione 4, ISTRUZIONE E DIRITTO ALLO STUDIO che vede impegni per 385mila euro per l’istruzione prescolastica, 1,8 milioni per l’istruzione tecnica superiore, appena 387mila euro per il diritto allo studio. Per non dire dei 411mila euro per l’edilizia scolastica. Caro Presidente, non c’era momento migliore del lockdown e della didattica a distanza per realizzare i lavori nelle nostre scuole per far tornare i nostri ragazzi in aule finalmente decenti.
Ma perché, ecco una proposta, non destinate più risorse – come noi abbiamo chiesto in un emendamento – per evitare che gli studenti si affollino nelle classi pollaio, perché non riprendete le misure studiate dalla Regione Emilia Romagna per individuare spazi attrezzati da destinare alla didattica?

“BILANCIO SENZA FUTURO” perché alla missione 6, “Politiche giovanili, sport e tempo libero” destina 6,5 milioni con appena 365mila euro alla voce “giovani” e 30mila euro per “la politica unitaria per i giovani, lo sport e il tempo libero”. Trentamila euro, quanto è costata la cerimonia per l’anniversario del Covid in cui Sergio Castellitto ha letto il libro del professor Matteo Bassetti.
Di nuovo anche per lo sport si sceglie la politica degli eventi, della propaganda, delle regate che costano milioni di euro e richiamano yacht miliardari. Ma lo sport, quello vero, quello che poi porta i nostri ragazzi alle Olimpiadi (ma anche semplicemente li educa alla vita) ha bisogno di risorse per le strutture di quartiere, per le associazioni, per i circoli.
Basta immagine, più sostanza.

Caro Presidente, basta leggere questi dati per capire che i giovani nel vostro assestamento di bilancio non ci sono. Ma senza i giovani semplicemente la Liguria di domani non esisterà. Loro devono portare i sogni, i progetti, le energie, ma anche le risorse, loro devono pagare le tasse su cui stanno in piedi questi bilanci.

Ma questo è soprattutto, lo ripeto, un bilancio della politica, “DEL PALAZZO”. Lo dimostrano gli emendamenti che ci avete scaricato addosso nelle ultime ore. Alcuni con l’aria di essere “tapulli” e mancette, una vecchia abitudine della partitocrazia italiana. Penso al decreto Omnibus, ai punti 1 quater e quinquies che coprono i mancati ricavi di Trenitalia.
Caro Presidente, però così sembrate dimenticarvi che questi ricavi sono legati a un contratto di servizio tra i peggiori in Italia che prevede un aumento spropositato delle tariffe (circa il 50%) senza aumentare il servizio. Secondo i più recenti report di Legambiente dedicati ai pendolari in Italia, la Liguria negli ultimi 10 anni ha ridotto il servizio ferroviario del 4,5%, mentre ha aumentato le tariffe di quasi il 50% (il maggior aumento in tutta Italia); i passeggeri sono cresciuti del 22,1%. Questi dati non considerano le ultime soppressioni dei treni Thellò, che collegavano Milano con Marsiglia passando per la Liguria. La linea ferroviaria in Liguria ha sicuramente bisogno di interventi, ma per dare un segnale (e migliorare il servizio rapidamente) potremmo intanto recuperare le tratte di treni che abbiamo perso negli ultimi dieci anni. Senza contare che il materiale rotabile acquistato con soldi della Regione poi diventa di proprietà delle ferrovie.

È un bilancio “DI PALAZZO” quando nel decreto omnibus infila la nuova disciplina sulle estrazioni minerarie: “In previsione di una ripresa dell’attività estrattiva, al fine di favorire e accrescere la resilienza del tessuto produttivo ligure”, è scritto così nella relazione. Un passaggio che non si capisce se voglia tutelare il territorio e il turismo oppure le miniere. Davvero, presidente, lei crede che il futuro economico della Liguria sia nelle miniere di titanio sul Beigua oppure nelle miniere nell’entroterra del Tigullio?
E’ un bilancio di vecchia politica quando invece di studiare soluzioni nuove e durature per il trasporto pubblico fornito dai taxi infila del decreto omnibus una mancia da 150mila euro, pochi spiccioli per le migliaia di tassisti liguri messi in ginocchio dal lockdown.
E anche inserire in una legge un finanziamento di 400mila per una manifestazione – importante e meritevole di sostegno, ma pur sempre gestita da privati – come Slow Fish, le pare il metodo più corretto?
Lo dice anche la Corte dei Conti: “c’è un ricorso anomalo allo strumento legislativo anche per prevedere finanziamenti ad associazioni che vedono come vice-presidente esecutivo un consigliere regionale della maggioranza”. A noi pare almeno una questione di opportunità.

È un bilancio “DI POTERE, DI PALAZZO” quando, come scrive la Corte dei Conti, “viene rilevato l’elevato costo sostenuto per consulenze affidate a soggetti esterni, che sembrano rappresentare la modalità ordinaria di esercizio di buona parte delle attività societarie”. Consulenze che vengono affidate, innopportunamente, aggiungiamo noi, anche a parlamentari e assessori di primo piano dei grandi della nostra Regione. Esponenti istituzionali che, quindi, si trovano magari a interloquire con l’amministrazione regionale che offre loro consulenze.

È un bilancio di “PALAZZO E DI PARTITO” quando prevede spese sontuose per l’ufficio di Presidenza. Quando prevede 50mila euro per il garante delle vittime di reato: una figura che pare un doppione del difensore civico, ma pare uno strumento di propaganda e una nuova poltrona di riempire. Vero cari colleghi della Lega?
Un potere che sfugge sempre più al controllo dei cittadini e viene concentrato in scatole oscure come Liguria Digitale, società ad amministratore unico dove si concentrano immensi finanziamenti e competenze. Dall’informazione alle gare, sta tutto là dentro. Ma che cosa ne sanno i liguri? Come possono controllare?
Io oggi parlo davanti a voi, ma le mie parole sono rivolte soprattutto ai liguri che stanno fuori da quest’aula e devono affrontare problemi che non sono nemmeno toccati dai vostri bilanci, dai vostri emendamenti. Ricordando Shakespeare mi viene da dirle una cosa, caro Presidente: “Ci sono molte più cose in cielo e in terra, ci sono molte più cose in Liguria, di quante ne comprenda la vostra politica”.
Ecco poi ci stupiamo della distanza dei cittadini della politica. Ma qui fuori, ricorda Bankitalia, ci sono soltanto 600mila occupati su un milione e mezzo di abitanti e la popolazione in età lavorativa è calata ancora del 4,5 per cento. Qui fuori la natalità è calata ancora dello 0,3 per cento rispetto al 2019. Qui fuori le retribuzioni nette sono calate dell’8,3 per cento.

Qui fuori, caro presidente, non si nasce più. Non si lavora più. Non ci si cura più. E voi spendete milioni per la pubblicità istituzionale, per gli eventi, per le regate e le bandierine. Migliaia di euro per festeggiare la zona bianca.
Questo è un bilancio fuori dal mondo."

com

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