Contromano25 settembre 2021 16:05

L’inferno della doppia musica

Nelle serate estive è bello ritrovarsi fuori, specie dopo inverni in cui l’epidemia ha compresso la vita sociale

L’inferno della doppia musica

Può perfino capitare che a più d’un locale venga il guizzo di “fare musica”: lo sanno bene gli abitanti della Darsena e in particolar modo quelli che abitano nei dintorni di piazza Calabresi che ieri sera, come spesso accade, era stretta tra due vicinissimi fuochi: da un lato disco nostalgica degli anni ’90, dall’altro un (supponiamo) karaoke artigianale - che in confronto Fiorello era Riccardo Muti - a decibel libero.

La peculiarità del caso è che gli eventi musicali - chiamiamoli così - sembrano svolgersi a una decina di metri l’uno dall’altro, e ovviamente si gareggia perché la propria musica si senta di più di quella del vicino - rivale.

A farne le spese timpani e fegato degli abitanti, che da giugno han dovuto rassegnarsi a telefonate continue alla Municipale e a notti insonni salvo emigrare (possibile che ai privati sia concessa qualunque cosa?) ma probabilmente anche quelli di savonesi e turisti che han pensato di uscire per mangiare una pizza o bere qualcosa: forse nei prossimi giorni andranno in cerca di qualcosa di meglio di “The Summer is Magic” e “Non ho l’età” che si prendono a pugni su una lastra di cemento.

E forse per esser certi di finir lontani dallo scempio acustico finiranno in qualche bel paese dell’entroterra a mangiar tartufi e ascoltare finalmente quel che dicono i commensali.

Che le terre di nessuno, a lungo andare, stancano tutti.

LNS

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