Mezza politica30 settembre 2021 07:06

La campagna debole di un centrodestra fallimentare

Branca: “Il centrodestra è talmente debole nei contenuti savonesi che ha incentrato tutta la campagna elettorale sul presidente della Regione Toti, che è estraneo al contesto cittadino e l'operato dell'Amministrazione uscente è stato così negativo da scegliere di sottrarsi al giudizio dell'elettorato savonese"

La campagna debole di un centrodestra fallimentare

“Ho aspettato quasi la fine della campagna elettorale per  vedere se la sfida politica potesse cambiare, ma oggi posso dire che le mie sensazioni  stanno trovando sempre più conferma: il centrodestra è talmente debole nei contenuti  sulla città, e il suo sviluppo, che ha incentrato tutto sul 'potere' del presidente della  

Regione Toti ed il suo modello. Un modello genovacentrico che è estraneo al contesto  savonese”. Così Maria Gabriella Branca, candidata consigliere comunale a Palazzo Sisto  per la lista “Sinistra per Savona”, a sostegno della coalizione di Marco Russo, e  responsabile giustizia e legalità della Segreteria nazionale di Sinistra Italiana.  

“In primis credo che sia necessario sottolineare l'assenza dell'Amministrazione uscente  dalla possibilità di giudizio dell'elettorato – spiega Branca -. L’Amministrazione uscente è  talmente negativa che lo stesso centrodestra ha ritenuto di non riproporsi sottraendosi  così al giudizio dell’elettorato savonese. Servono a poco i tentativi maldestri di distrazione di massa, dai camion che espongono candidate avvenenti, alla Lega che dimentica di  aver amministrato Savona e propone di fare pulizia, promette sicurezza (nonostante i loro  assessori non abbiano fatto nulla a tal proposito) e addirittura contesta la discarica di  Legino da loro stessi proposta e deliberata”. 

“In secondo luogo penso che sia necessario fare un ragionamento sull'enorme peso  dell'amministrazione regionale e di Toti in questa campagna – sottolinea la candidata di  Sinistra per Savona -. Il presidente della Giunta regionale si intesta una campagna  chiamata 'Toti per Savona' e tenta con i cartelloni, i bus e i comunicati preconfezionati per i candidati, di convincere i nostri concittadini che sarebbe vincente l'omologazione nella  guida del Comune di Savona a quella - appunto - della Regione Liguria. Savona però non  potrà uscire in questo modo dall’isolamento istituzionale e dal declino economico,  industriale e finanziario. La strada non è sottomettersi ancora di più alle logiche  genovacentriche”. “Savona deve ottenere il recupero dell'idea di città capoluogo –  aggiunge Branca - per perseguire importanti obiettivi, ed in primo luogo l’uscita  dall’isolamento affrontando, attraverso una più ampia programmazione territoriale: il  tema delle infrastrutture, dell’utilizzo delle aree industriali dismesse e della protezione  dell’ambiente. Possiamo individuare un diverso approccio al tema dell’area industriale di  crisi complessa, rispetto alla quale deve essere sostituito il principio di fondo: dal 

“pensare alla crisi” al “pensare al progetto”, costruendo un soggetto di coordinamento  capace di porsi in grado di intercettare i flussi di spesa”.  

“In questo ragionamento – conclude Maria Gabriella Branca - debbono essere inseriti due punti assolutamente imprescindibili e decisivi: quello del ritorno alla presenza di realtà  produttive fortemente misurate sull’innovazione tecnologica (il tema dell'adeguamento  tecnologico è fondamentale anche per il mantenimento delle attuali più importanti  attività industriali presenti in provincia di Savona, come dimostrano le vicende dei  passaggi di proprietà per Bombardier, Mondomarine e Piaggio) e quello di una forte  capacità di espressione di conoscenza e di sostenibilità sociale e ambientale: questi gli  orientamenti da far assumere per il suo futuro sviluppo anche sotto l'aspetto dei  riferimenti geografici”.

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