Mezza politica21 ottobre 2021 15:30

Fratelli e coltelli

Per osservare quanto è profonda la frattura nella destra ligure dopo che Savona ha aperto la prima breccia nel granitico strapotere di Toti, è sufficiente farsi un giro sulla pagina del commissario ligure di Fratelli d’Italia

Fratelli e coltelli

Scriveva Matteo Rosso, all’indomani degli esiti elettorali (le maiuscole sono sue): “DALLE SCONFITTE BISOGNA SAPER RIPARTIRE CON UMILTÀ capendo gli errori fatti e senza dividersi e io chiedo al Presidente Toti di tornare con tutti noi a DEDICARSI TOTALMENTE  ai tantissimi PROBLEMI QUOTIDIANI dei liguri e di non dedicare il suo tempo alla politica nazionale, quella lasciamola fare ai leader nazionali.”
Come a dire: Toti non è nessuno, rinunci al suo Coraggio Italia, Cambiamo o come si chiama e si occupi dei due assessorati dei quali è titolare in Liguria (di peso, lo ricordiamo: Sanità e Bilancio).
Un rimprovero in piena regola, neppur minimamente edulcorato.
E oggi Rosso rincara la dose: “Io sono convinto che ai liguri non interessi avere ALTRE LISTE e ALTRI PARTITI ma quello che giustamente vogliono, e io per primo non devo dimenticarmelo mai,  è che ci impegniamo per risolvere i tantissimi problemi che vivono ogni giorno, forse primi tra tutti quelli della sanità e quelli del lavoro.”.
Eh già, prima di tutto proprio quelli.
Insomma la sconfitta sembra bruciare assai non solo sulla pelle dei leghisti, che per primi con Edoardo Rixi hanno criticato il protagonismo eccessivo del presidente e che con Toti da tempo hanno rapporti poco amichevoli.
Toti, come d’uso, non risponde personalmente alle critiche ma affida ai fidi mastini di “Cambiamo” le sue piccate repliche. Seppur con toni meno aspri di quelli che riservano all’opposizione, da “Cambiamo” mettono in chiaro che senza i voti ottenuti dalla lista di Toti le elezioni regionali sarebbero state tutt’altro che stravinte e concludono con un generico invito all’unità del centrodestra.
Un’unità che, in Liguria come a livello nazionale, sembra mostrare più d’una falla.
La napoleonica opinione che Toti ha di se stesso non pare più essere condivisa dai suoi rancorosi alleati.
Il centrosinistra ligure gode, grazie a Marco Russo e alla conquista di tutte le principali città italiane, di un momento favorevole in vista delle amministrative che in primavera attendono Genova e La Spezia.
Dovrà però stare attento a non sprecarlo: come scrive il politologo Piero Ignazi su Domani, “Come non era scritta l’inevitabile vittoria della destra, così non lo è quella della sinistra, tutt’altro.”. Una raccomandazione, ci permettiamo di aggiungere, valida tanto sul piano nazionale quanto su quello locale.

LNS

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