Salute & Veleni14 dicembre 2021 17:51

Processo Tirreno Power: l'udienza di oggi

Ascoltati oggi due consulenti per le parti civili: Emilio Gianicolo, docente presso l'università di Mainz e consulente per WWF e Uniti per la Salute ODV e Fabio Ferranti, dell'Istituto Superiore Protezione e Ricerca Ambientale

Processo Tirreno Power: l'udienza di oggi

Nella udienza odierna nel processo per disastro colposo sono stati ascoltati due consulenti per le parti civili.

Il prof Emilio Gianicolo, attualmente docente presso l'università di Mainz (Facoltà di Medicina e nell’ambito del Master Internazionale di Epidemiologia), consulente per WWF e Uniti per  la Salute ODV, nella sua relazione depositata e illustrata in aula ha innanzitutto evidenziato gli studi sugli effetti sanitari dovuti all'inquinamento atmosferico, in particolare  alla combustione di materiali fossili e di carbone. 

Successivamente ha relazionato diffusamente sull esame da lui fatto sugli studi epidemiologici relativi all’area in esame con diversi approcci epidemiologici da lui definiti altamente persuasivi: quello di Crosignani e Franceschi (per la procura della Repubblica di Savona) e quello di Minichilli e altri per il C.N.R evidenziando come abbiano prodotto risultati sovrapponibili. Inoltre ha citato i due differenti modelli  di dispersione degli inquinanti emessi e una mappa dei traccianti bio-accumulati.

Valutando e considerando quindi che questi dati disponibili permettono quella triangolazione  pubblicata da Munafo e Davey Smith, su Nature 2018 (una integrazione di  approcci e  concordanza di metodologie differenti) ha concluso in particolare come  vi siano tre evidenze sperimentali che documentano una ricaduta delle emissioni della centrale Tirreno Power di Vado Ligure e Quiliano nel territorio circostante e che queste abbiano esposto, in modo differenziato, popolazioni di diversi comuni.

E come, avendo a disposizione  due indagini condotte sul campo,  si possa ritenere che i risultati che esse esprimono rappresentano una forte evidenza di danno alla salute delle popolazioni più esposte, tanto in termini di ricoveri quanto in termini di decessi per patologie correlate.

L'ing.  Fabio Ferranti  dell'Istituto Superiore Protezione e Ricerca Ambientale  nella sua relazione depositata e illustrata ha evidenziato come  nelle  attività di controllo sia emersa una generale sottovalutazione da parte del gestore degli obblighi connessi al rispetto dell’autorizzazione.

Inoltre si è soffermato  sul sistema di monitoraggio delle emissioni  illustrandone le funzionalità, le caratteristiche  e criticità sottolineando che la particolare attenzione per la taratura del sistema di monitoraggio risultava quanto mai necessaria per la centrale in esame, considerandone la portata e il profilo emissivo definito rilevante rispetto alle altre centrali termoelettriche soprattutto per gli ossidi di zolfo , valore più elevato rispetto agli altri impianti .

E' stato sottolineato l'impatto  del deposito di carbone scoperto (42.000 m2 con capacità di 300000 m3) e gli impatti potenzialmente nocivi sulla salute delle persone residenti nell'area limitrofa alla centrale e all'ambiente circostante.

Uniti per la Salute ODV

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