Cose belle17 dicembre 2021 15:58

La settimana al Nuovofilmstudio

Due nuove prime visioni: "La signora delle rose" e "Sull'isola di Bergman"

La settimana al Nuovofilmstudio

"La signora delle rose" di Pierre Pinaud - un classico matrimonio di toni da commedia e sentimentalismo ricercato, che cattura l'essenza del cinema francese più tradizionale. A rendere unica l’opera seconda di Pinaud è la sua protagonista, una splendida Catherine Frot che continua a coltivare e a prendersi cura delle sue rose in Francia e che resiste con grande determinazione alle difficoltà perché per lei c’è sempre una soluzione.

"Sull'isola di Bergman" di Mia Hansen-Løve - il nuovo film della talentuosa regista francese è una commedia raffinata con un cast formidabile. Un inno luminoso alla creatività delle donne e alla bellezza della natura, che racconta una grande passione per il cinema, facendo la gioia di quanti hanno iniziato a guardare la vita con occhi diversi grazie ai film di Bergman.

Potete acquistare i biglietti in sala prima degli spettacoli oppure in prevendita su https://www.liveticket.it/nuovofilmstudio

La signora delle rose

 

(La fine fleur)
di Pierre Pinaud
con Catherine Frot, Vincent Dedienne, Melan Omerta
Francia 2021, 105’

 

gio 16 dic (15.15 - 20.15)
ven 17 dic (17.45 - 22.30)
sab 18 dic (15.15 - 20.15)
dom 19 dic (17.45 - 22.30)
lun 20 dic (15.15 - 20.15)
mar 21 dic (17.45 - 22.30)
mer 22 dic (15.15 - 20.15)

 

Eve Vernet è stata per anni la più grande coltivatrice di rose di Francia. Oggi però si trova sull’orlo della bancarotta e la sua azienda è sul punto di essere acquisita da un potente concorrente. Vera, la sua fedele segretaria, le prova tutte per tentare di salvare la situazione e alla fine crede di poter trovare una soluzione rivolgendosi ai servizi sociali e assumendo tre dipendenti senza alcuna esperienza nel settore, ma con un desiderio: tornare a fiorire. Fra le mille difficoltà, si imbarcano insieme in un’avventura davvero unica per salvare la piccola azienda...

 

"La signora delle rose" è un film orgogliosamente vintage, un classico matrimonio di toni da commedia e sentimentalismo ricercato, che cattura l'essenza del cinema francese più tradizionale. A rendere unica l’opera seconda di Pierre Pinaud è la sua protagonista, una splendida Catherine Frot che continua a coltivare e a prendersi cura delle sue rose in Francia e che resiste con grande determinazione nonostante sia sull’orlo della bancarotta perché per lei c’è sempre una soluzione.

 

«Ho scoperto che la creazione di questi esemplari non è frutto del caso, ma si basa su una selezione molto meticolosa: si prendono i migliori "padri" (stami) e "madri" (pistilli), quelli con caratteristiche notevoli per colore o per resistenza alle malattie, o per profumo, e li si "sposa" nella speranza che ne vengano varietà degne di essere presentate nei concorsi. Poiché i temi sociali mi hanno sempre toccato e sfidato, ho visto un parallelo impressionante con le nostre società moderne ipercompetitive, con le loro tendenze elitarie, dove per entrare nelle migliori scuole, e quindi ottenere i migliori lavori, bisogna superare esami competitivi e spesso provenire da una buona famiglia. Da questa somiglianza, ho visto la base su cui avrei potuto costruire un film, e ho iniziato a immaginare una sceneggiatura».

 (Pierre Pinaud)

Sull'isola di Bergman

 

(Bergman island)
di Mia Hansen-Løve
con Vicky Krieps, Tim Roth, Mia Wasikowska
Francia 2021, 112'

 

gio 16 dic (17.45 - 22.30)
ven 17 dic (15.15 - 20.15)
sab 18 dic (17.45 - 22.30)
dom 19 dic (15.15 - 20.15)
lun 20 dic (17.45 - 22.30)
mar 21 dic (15.15 - 20.15)
mer 22 dic (17.45 - 22.30)

 

Una coppia di cineasti decide di passare un’estate sull’isola di Fårö, la prediletta del grande regista svedese Ingmar Bergman. Entrambi in cerca di ispirazione per i loro film, scopriranno che in quel posto suggestivo realtà e finzione finiscono spesso per confondersi, anche se sempre in nome dell’amore…

 

Applaudito in concorso all’ultimo Festival di Cannes, "Sull'isola di Bergman" è il nuovo film della talentuosa regista francese Mia Hansen-Løve, una commedia raffinata con un cast formidabile. Hansen-Løve compone un inno luminoso alla creatività delle donne e alla bellezza della natura, ma non rinuncia a raccontare la sua grande passione per il cinema, facendo la gioia di quanti hanno iniziato a guardare la vita con occhi diversi grazie ai film di Bergman.

 

«Circa dieci anni fa ho iniziato a sviluppare un rapporto appassionato con il lavoro di Bergman, con la sua vita. È stato l'inizio di una forte attrazione verso l'isola di Fårö, dove ha girato alcuni dei suoi film più famosi e ha vissuto l'ultima parte della sua vita. Appartato nel mezzo del Mar Baltico, è un luogo che incarna un ideale che è insieme spaventoso e seducente, austero e esaltante, un posto di assoluta integrità artistica a cui associo Bergman. La sua presenza non mi risultava opprimente, ma rasserenante e stimolante al tempo stesso. Forse ha a che fare con il fatto che non sono un genio capace di fare sessanta film e nove bambini? In nessun modo ci si può sentire rivali di Bergman… Il film racconta la storia di un’emancipazione, l’emancipazione dai nostri maestri, ma anche quella della protagonista dal suo uomo. Chris si considera fragile e dipendente, ma finalmente scopre la propria forza creatrice: è il risveglio della fiducia in se stessi, di una vocazione che va perseguita. La vocazione è una delle mie ossessioni, è presente nella maggior parte dei miei film, ma qui lo è per la prima volta in modo diretto, essendo proprio una regista donna il personaggio principale».

 (Mia Hansen-Løve)

red

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