News22 marzo 2022 12:42

L'ANPI piange Maurizio Calvo

E' stato insegnante dell'Istituto Boselli ed ha collaborato attivamente con l'ANPI, l'Istituto storico della Resistenza e la SMS Fornaci

Da sinistra: Maurizio Calvo, Ino Imovigli, Bruno Marengo

Da sinistra: Maurizio Calvo, Ino Imovigli, Bruno Marengo

 

È scomparso Maurizio Calvo, validissimo collaboratore della SMS Fornaci e della Sezione ANPI “G. Lagorio”. 

Nato nel 1938 a Savona nel popoloso quartiere di Villapiana, dopo la laurea in Scienza geologiche si è   dedicato all’insegnamento presso l’I.TC. “Boselli” di   Savona. 

Legato per ricordi familiari e personali al periodo della Liberazione alle lotte operaie degli anni ’40 e ’50, durante i quali ha conosciuto molti protagonisti della   Resistenza, ha pubblicato importanti opere.

Dotato di una vasta cultura, si è impegnato nella ricerca di documenti e testimonianze di quel travagliato periodo storico del nostro Paese e della Provincia di Savona, collaborando attivamente con l’ANPI e l’ISREC.  

 

Ricordando Maurizio 

Professore, sportivo, “politico” con princìpi profondamente radicati e di interessi culturali e sociali coerenti con il suo stile di vita, Maurizio se n’è andato proprio ora, quando più avremmo avuto bisogno  della sua esperienza per ritrovare la retta via in un mare che si è ancora pericolosamente agitato. 

Ma la sua lezione, il valore da cui mai si è discostato, si riassume in una voce unica: NO ALLA GUERRA! Un NO deciso, ma nutrito da una informazione che diventava sempre studio,  approfondimento e mai slogan o sopraffazione. Guerra come nemica della Libertà, il valore più alto  per la crescita dell’uomo singolo o in rapporto con i suoi simili e con la natura, che egli molto amava  e riconosceva. Nelle sue storie partigiane non mancano mai il rispetto per animali e piante e sentite  descrizioni di paesaggi. Maurizio si affezionava alla vita, agli ambienti alla bellezza dei sentimenti con la  disponibilità e la serenità che la sua cultura gli consentivano. 

Ognuno di noi si forma in un dato segmento di storia, attorno al quale si andranno ordinando le  esperienze e gli affetti. La sua famiglia fu colpita dalla morte di un fratellino nel tragico scoppio di esplosivi  nella galleria di Valloria l’8 maggio 1945 e Maurizio non si è mai liberato davvero da questo dramma, ma  lo ha trasformato in comprensione per i giovani e in riflessioni sulla violenza. Ha studiato con fatica e  con passione morale gli eventi della Resistenza ordinando l’archivio dei documenti e scrivendo libri per  spiegare e per spiegarsi la ricchezza dei valori umani e sociali di chi lottò con la barbarie formandosi in  aule scolastiche non ammorbate e nei luoghi di lavoro. 

Le pagine di Maurizio sono taglienti e tenerissime insieme; sia che tratti di vittime di cui con amore  ha perseguito le tracce, sia che ricordi il suo antico quartiere di formazione alla vita, in una Savona-dalle sei-ciminiere Ilva e dell’antica linea ferroviaria che spezzava via Torino. 

Nel parlare in pubblico, aveva una straordinaria dolcezza: sapeva che la violenza va distrutta,  scomposta, con la persuasione informata e non con l’odio che la scalfisce e la fa soltanto dilagare. Grazie di tutto, Maurizio, sempre pronto com’eri a ricordarci che la “verità” non è quasi mai solista,  ma canto corale costruito da tutti coloro che imparano e sanno adoperare gli esempi preziosi delle  esperienze autentiche e sofferte. 

 S.G.

com

Ti potrebbero interessare anche:

Le notizie de LA NUOVA SAVONA