Cose belle15 aprile 2022 15:00

Nuovofilmstudio: gli appuntamenti della settimana

La programmazione dal 15 al 21 aprile: La figlia oscura, Lunana - il villaggio alla fine del mondo, A white, white day, Napoleone - nel nome dell'arte, Emilio Sidoti - il cinema e il maestro

Nuovofilmstudio: gli appuntamenti della settimana

Continuano dal 15 al 18 le proiezioni de "La figlia oscura": Maggie Gyllenhaal, attrice pluripremiata per le sue interpretazioni innovative ("Donnie Darko", "Secretary", "Sherrybaby", "Crazy heart") debutta alla regia con l’adattamento cinematografico del romanzo di Elena Ferrante "La figlia oscura”, vincendo a Venezia il premio per la migliore sceneggiatura e ricevendo le candidature a tre premi Oscar. Un intrigante dramma psicologico al femminile che vede protagoniste Olivia Colman e Dakota Johnson.

 

Sempre dal 15 al 18 aprile riproporremo a grande richiesta "Lunana - il villaggio alla fine del mondo": candidato al premio Oscar 2022 come miglior film internazionale, l'opera del regista bhutanese Pawo Choyning Dorji ritrae il viaggio del giovane docente Ugyen, inviato sulla catena dell’Himalaya per insegnare ai bambini del villaggio Lunana. Una storia autentica sulla ricerca della felicità e il senso di appartenenza.

 

Martedì 19 e mercoledì 20 aprile arriva al Nuovofilmstudio "A white, white day": Il regista Hlynur Pálmason torna sul grande schermo con un’intrigante storia di vendetta, amore, tradimento e ossessione ambientata tra le nebbie dei ghiacci islandesi. Miglior film al 37° Torino Film Festival e candidato dall’Islanda agli Oscar 2020 come miglior film internazionale.

 

Sempre martedì 19 e mercoledì 20 torna "Arte al Cinema" con le proiezioni di “Napoleone - nel nome dell'arte” presentate insieme al Gruppo Fai Giovani Savona: Napoleone pensava che i posteri lo avrebbero ammirato non solo per le battaglie, ma anche per avere portato al popolo cultura e bellezza, per la scuola pubblica e l’idea moderna di museo universale. Giovanni Piscaglia parte da questo aspetto per dirigere un documentario sul pensiero del grande condottiero con la guida eccezionale di Jeremy Irons e le musiche originali del compositore e pianista Remo Anzovino.

 

Giovedì 21 aprile alle ore 17.30, per la rassegna "GenerAzioni" vi aspettiamo con l'appuntamento "Emilio Sidoti: il cinema e il maestro", dedicato al lavoro e al metodo del maestro di scuola elementare di Albisola Superiore che coinvolse negli anni 60 e 70 gli scolari delle sue classi nella realizzazione di numerosi film didattici. Sarà occasione per incontrare Emilio Sidoti che, dopo la proiezione di tre suoi cortometraggi, ci esporrà il suo metodo e il suo pensiero sul mondo della scuola di ieri e di oggi. L'ingresso è libero

 

Potete acquistare i biglietti in sala prima degli spettacoli oppure in prevendita su https://www.liveticket.it/nuovofilmstudio

 

Vi invitiamo a consultarle le misure previste per l'accesso ai cinema dalla normativa in vigore: https://bit.ly/3c0KIpq

 

La figlia oscura

 

di Maggie Gyllenhaal

con Olivia Colman, Dakota Johnson, Ed Harris

USA 2021, 121'

Premio migliore sceneggiatura a Venezia 2021; candidato a tre premi Oscar

 

ven 15 apr (15.30 - 21.00)

sab 16 apr (18.00 - 21.00)

dom 17 apr (15.30 - 18.00)

lun 18 apr (18.00 - 21.00)

 

Durante una vacanza al mare da sola, Leda rimane incuriosita da una giovane madre e dalla sua figlioletta mentre le osserva sulla spiaggia. Turbata dal loro irresistibile rapporto, oltre che dalla loro chiassosa e minacciosa famiglia allargata, Leda è sopraffatta dai suoi ricordi personali…

 

Maggie Gyllenhaal, la cui carriera di attrice è piena di premi e interpretazioni rivoluzionarie e stimolanti ("Donnie Darko", "Secretary", "Sherrybaby", "Crazy heart") debutta alla regia con l’adattamento cinematografico del romanzo di Elena Ferrante "La figlia oscura”, vincendo a Venezia il premio per la migliore sceneggiatura e ricevendo le candidature a tre premi Oscar. Un intrigante dramma psicologico al femminile che vede protagoniste le ottime Olivia Colman e Dakota Johnson.

 

«Quando ho letto il romanzo mi è tornato in mente qualcosa di molto strano e doloroso, ma anche di innegabilmente vero. Alcune parti che tenevo segrete della mia esperienza di madre, di amante, di donna in questo mondo venivano pronunciate ad alta voce per la prima volta. E ho pensato a quanto potesse essere eccitante e pericoloso rendere collettiva un'esperienza del genere, non nella solitaria tranquillità che ti dà un libro, ma in una stanza piena di persone che la vivono insieme e si percepiscono. Come ci si sente a sedersi accanto a propria madre - o marito o figlia o moglie - mentre vengono svelati i sentimenti e le esperienze comuni che sono stati tenuti nascosti? Naturalmente, si provano terrore e senso di pericolo nel relazionarsi con qualcuno che lotta contro cose che ci è stato detto essere vergognose o brutte. Ma quando quelle esperienze vengono mostrate sullo schermo, c'è anche la possibilità di sentirsi confortati: se qualcun altro ha questi pensieri e sentimenti, forse non sono sola. Questa è una parte della nostra esperienza che viene articolata solo raramente, e principalmente attraverso l'aberrazione, la disgiunzione o il sogno».

(Maggie Gyllenhaal)

 

Lunana - il villaggio alla fine del mondo

 

(A yak in the classroom)
di Pawo Choyning Dorji
con Sherab Dorji, Ugyen Norbu Lhendup, Kelden Lhamo Gurung
Bhutan 2019, 110'
Candidato al premio Oscar 2022 come miglior film internazionale

 

ven 15 apr (18.00)

sab 16 apr (15.30)

dom 17 apr (21.00)

lun 18 apr (15.30)

 

Un giovane insegnante del Bhutan moderno, Ugyen, si sottrae ai suoi doveri mentre progetta di andare in Australia per diventare un cantante. Come rimprovero, i suoi superiori lo inviano nella scuola più remota del mondo, nel villaggio di Lunana a 4.800 metri di quota, per completare il suo periodo di servizio. Dopo un cammino di 8 giorni, Il giovane si ritrova esiliato dalle sue comodità occidentalizzate. Sebbene poveri, gli abitanti del villaggio porgono un caloroso benvenuto al loro nuovo insegnante, che deve affrontare il difficile compito di insegnare ai bambini senza alcuno strumento didattico a disposizione. Preso dallo sconforto, è sul punto di decidere di tornare a casa, ma poco a poco inizia a conoscere la felicità incondizionata degli abitanti del villaggio, dotati di una straordinaria forza spirituale in grado di contrastare le grandi avversità del luogo...

Meritatamente candidato al premio Oscar 2022 per la sua storia autentica, “Lunana: Il villaggio alla fine del mondo" è stato girato sul tetto del mondo, lungo la catena dell’Himalaya al confine tra Bhutan e Tibet:

«Essendo la nazione della "felicità interna lorda", il Bhutan è presumibilmente il paese più felice del mondo. Ma cosa significa davvero essere felici? I bhutanesi sono davvero così felici? Ironia della sorte, molti bhutanesi lasciano il Bhutan, la terra della felicità, per cercare la propria versione di "felicità" nelle moderne e scintillanti città dell'ovest. Con "Lunana: Il villaggio alla fine del mondo", ho voluto raccontare una storia in cui anche il giovane protagonista desidera andare alla ricerca della sua felicità. Tuttavia è costretto a intraprendere un altro viaggio. Si ritrova in un mondo che è diverso da quello moderno in ogni aspetto. Durante questo viaggio si rende conto che ciò che cerchiamo così disperatamente in realtà esiste da sempre dentro di noi. Nel villaggio ci sono solamente 56 persone, la maggior parte delle quali non aveva mai visto il mondo fuori da Lunana. La parola "Lunana" significa letteralmente “la valle oscura”; una valle così lontana che la luce non la raggiunge nemmeno. Il villaggio è così isolato che ancora oggi non ci sono elettricità e collegamenti alla rete cellulare. A causa della mancanza di strutture, la produzione del film dipendeva totalmente dalle batterie a carica solare. Anche se estremamente impegnativo, volevo girare il film a Lunana, ispirato dalla purezza delle terre e delle persone. Volevo anche che tutte le persone coinvolte nella produzione vivessero questo viaggio che cambia la vita, in modo che l'autenticità dell'esperienza potesse tradursi nel film. I temi principali della storia sono la ricerca della felicità e il senso di appartenenza. Ho voluto presentare questi temi attraverso un luogo come Lunana, un mondo e un popolo così diversi non solo dal resto del mondo, ma anche dal Bhutan stesso. Volevo mostrare che anche se in un mondo così lontano, le speranze e i sogni che collegano l'umanità sono gli stessi».
(Pawo Choyning Dorji)

Trailer: https://youtu.be/_uXaA9H6z7g

A white, white day

 

(Hvítur, hvítur dagur)

di Hlynur Pálmason

con Ingvar Eggert Sigurðsson, Ída Mekkín Hlynsdóttir, Hilmir Snær Guðnason

Islanda/Danimarca 2019, 109'

Miglior Film al Torino Film Festival 2019

 

mar 19 apr 15.30 - 18.00

mer 20 apr 18.00 - 21.00

 

In una remota cittadina della gelida Islanda, Ingimundur è un capo di polizia in congedo dopo la morte della moglie in un incidente stradale inspiegabile. Quando viene ritrovata una scatola con alcuni effetti personali della donna, Ingimundur inizia a sospettare che lei lo tradisse con un uomo del paese. Lentamente la sua ricerca della verità diventa ossessione e inevitabilmente inizia a mettere in pericolo se stesso e i suoi cari...

 

Il regista islandese Hlynur Pálmason torna sul grande schermo con un’opera seconda ricca e articolata, premiata come miglior film al 37° Torino Film Festival e designata dall’Islanda agli Oscar 2020 come Miglior Film Internazionale. Un’intrigante storia di vendetta, amore, tradimento e ossessione ambientata tra le nebbie dei ghiacci islandesi.

 

«Penso di essere attratto dalle cose che trovo misteriose e che presentano un certo grado di ambiguità. Tutto quello che è nascosto è pieno di possibilità e stimola la mia fantasia. Credo che una delle principali spinte nel lavoro sia la passione e il desiderio di esplorare l'ignoto. Non ho mai pensato ai generi, ne so molto poco. Non sono così consapevole di dove stia andando un film, ma per me "A white, white day" riguarda due tipi di amore. L'amore che hai per i tuoi figli o nipoti, che è semplice, puro e incondizionato e poi un altro tipo di amore, un amore che hai per il tuo partner, il tuo amante, moglie. È qualcosa di completamente diverso, è più complesso, intimo, animalesco, qualcosa di unico che non hai con nessun altro. Ritengo che il film sia una storia d’amore e odio allo stesso tempo perché i pensieri più belli sono spesso vicini a quelli più oscuri. Le persone che ami e adori spesso sperimentano i tuoi lati peggiori e il confine tra amare qualcuno e odiare qualcuno è molto sottile».

(Hlynur Pálmason)

 

Napoleone - nel nome dell'arte
Ciclo "Arte al Cinema"

 

Gruppo Fai Giovani Savona e Nuovofilmstudio presentano

 

Napoleone - nel nome dell'arte

di Giovanni Piscaglia

con Jeremy Irons

Italia 2021, 100'

introduzione di martedì alle 21.00 a cura di FAI Giovani Savona

 

mar 19 apr 21.00

mer 20 apr 15.30

 

Ingresso aperto a tutti 10€ - soci FAI e soci sostenitori 8€ - durante la serata sarà possibile iscriversi o rinnovare l'iscrizione al FAI a soli 15€ fino ai 35 anni.

 

Durante “l’angosciosa deriva di Sant’Elena”, prima della morte, Napoleone pensava – leggiamo nelle memorie – che i posteri lo avrebbero ammirato non solo per le battaglie, ma per avere portato al popolo cultura e bellezza, creando la scuola pubblica e l’idea moderna di museo universale. È a partire da questo aspetto della sua esistenza che nasce "Napoleone - nel nome dell'arte ", un documentario con la guida eccezionale di Jeremy Irons, diretto da Giovanni Piscaglia con le musiche originali del compositore e pianista Remo Anzovino.

 

Scrittore mancato, lettore compulsivo, ammiratore dell’arte e della sua forza di comunicazione, Napoleone fu spinto alle sue imprese dalla brama di potere e di gloria, ma anche dal bisogno di conoscenza e dall’ambizione di associare la sua immagine alle grandi civiltà del passato. Durante le campagne militari Bonaparte promosse ricerche, colossali furti di opere e scavi archeologici, soprattutto in Italia e in Egitto, da cui nacquero scoperte come quella della Stele di Rosetta e la fondazione dei primi musei pubblici del mondo come il Louvre di Parigi e, sul suo esempio, la Pinacoteca di Brera di Milano. Mente infaticabile, memoria prodigiosa, appassionato di ogni disciplina, Napoleone trasformò il suo naturale senso di superiorità in istinto paterno: i cittadini dell’Impero erano per lui figli da educare, con i dipinti, le sculture, la musica, il teatro. Nei territori conquistati portò riforme scolastiche, rivoluzioni architettoniche e urbanistiche e un nuovo modo di intendere il classicismo: lo Stile Impero, di cui parte integrante è la figura del sovrano, effigiato in busti di marmo, monete e tabacchiere, oppure solo citato attraverso la celebre N. Punto di partenza del film è l’incoronazione di Napoleone a re d’Italia nel Duomo di Milano il 26 maggio 1805: un momento che sottolinea lo stringente legame col mondo greco-romano, con quello rinascimentale e persino con l’eredità longobarda, rappresentata dalla Corona Ferrea che Napoleone volle indossare al culmine della cerimonia. Inoltre, per la prima volta da allora, è stato fatto trascrivere, orchestrare ed eseguire in Duomo il Te Deum di Francesco Pollini, che fu composto e suonato per l’incoronazione e che è stato solo recentemente ritrovato.

 

Emilio Sidoti: il cinema e il maestro
Rassegna "GenerAzioni"

 

gio 21 apr (17.30)

 

Evento dedicato al lavoro e al metodo del maestro di scuola elementare di Albisola Superiore che coinvolse negli anni 60 e 70 gli scolari delle sue classi nella realizzazione di numerosi film didattici. Verranno presentati una selezione di tre cortometraggi scelti tra il suo ricchissimo archivio: "L'incendio del Bosco", "Il film delle ombre e dei riflessi" e "Il terrore viene dal vecchio”. Sarà occasione per incontrare il maestro che ci esporrà il suo metodo, confrontarci con gli adulti che furono gli attori e protagonisti di ieri e riflettere sul mondo della scuola, della didattica e dei mezzi di ieri e di oggi. Il cinema è lavoro collettivo e nei bianchi e neri dell’immagini di ieri si evince il coinvolgimento di tutta la comunità (genitori, maestri, nonni) nella realizzazione dei lavoro dei piccoli protagonisti. Sorge spontanea la domanda: oggi esiste ancora una comunità educante capace di coinvolgere ed essere coinvolta?

 

Rassegna GenerAzioni

 

Nuovofilmstudio propone 5 proiezioni di documentari e non solo che vedono protagonisti i giovani e le tematiche a loro vicine. Le proiezioni, 3 delle quali tratte dal catalogo UCCA “L’Italia che non si vede”, saranno gratuite e accompagnate dalla presenza dei registi e da alcuni protagonisti delle storie raccontate. “GenerAzioni” vuole proporre un'ampia riflessione sulla complessità del crescere nella società odierna senza cadere in facili semplificazioni e, attraverso la narrazione filmica, tentare di riallacciare il patto generazionale oramai compromesso, necessario a garantire la trasmissione dei saperi per poter ridisegnare prospettive ed orizzonti che vedano i giovani protagonisti.

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