Crisi Complessa05 maggio 2022 20:28

Ammortizzatori sociali e area di crisi complessa

L'affidamento ai bandi di Invitalia non ha consentito di affrontare i termini concreti della difficoltà strutturale che riguarda Savona, il suo entroterra, la diversità tra le diverse zone della provincia (di Franco Astengo)

Ammortizzatori sociali e area di crisi complessa

Questa la notizia: "Questo pomeriggio 5 maggio Cgil Cisl e Uil di Savona, insieme alle associazioni datoriali della provincia di Savona e alla Regione Liguria, hanno sottoscritto il protocollo d’intesa per la proroga della mobilità in deroga per garantire la continuità dell’ammortizzatore sociale ai lavoratori interessati residenti nei comuni savonesi riconosciuti in area di crisi industriale complessa."

Come si era previsto circa 6 anni fa l'area industriale di crisi complessa riguardante alcuni comuni della Provincia di Savona (non tutti e tra gli esclusi c'è il capoluogo) si è rivelata una "fabbrica di ammortizzatori sociali" .

L'affidamento ai bandi di Invitalia non ha consentito di affrontare i termini concreti della difficoltà strutturale che riguarda Savona, il suo entroterra, la diversità tra le diverse zone della provincia come del resto aveva già fatto rilevare uno studio del CENSIS all'inizio degli ann'90 del secolo scorso.

Ribadiamo allora le considerazioni di fondo che avevamo sviluppato fin dall'estate 2016 quando ci si apprestava all'elaborazione del decreto che poi sarebbe stato emanato nel settembre dello stesso anno.

"Manca la comprensione dello strumento economico complessivo di riconversione del modello di sviluppo territoriale. Oltre, infatti, a un rischio commissariamento Regione - Invitalia, che va scongiurato con patti seri e certificabili, c’è la questione delle risorse strutturali disponibili. Il rischio che si corre e che è già stato segnalato da situazioni analoghe è quindi di legarsi ad accordi di governance dove, ci venga scusato il gioco di parole, non si governa. Magari si partecipa come oggetto dell’intervento di crisi, come oggetto d’intervento su fondi e politiche d’immediata emergenza. Ci sono poi altre questioni di fondo che non possono essere trascurate. Questioni che non ci risultano finora essere state discusse, in modo approfondito, in sede istituzionale. Prima tra tutte: si ha un’idea dell’impatto che ha un accordo sulle aree a industrializzazione complessa ha sull’economia complessiva del territorio?"

Questo quadro è stato modificato nel post-emergenza sanitaria dal PNRR al riguardo del quale è necessario che il discorso di reindustrializzazione e della portualità sia strettamente connesso a quello delle infrastrutture.

A questo punto appare evidente come per Savona si impongano, al fine di produrre l’uscita dall’isolamento, l’allaccio ferroviario della piattaforma Maersk, l’attrezzatura del porto di Savona alla nuova dimensione di commercializzazione, il raddoppio della linea ferroviaria per Alessandria (oltre a quella per Torino) come ipotesi prevalente rispetto al contestato raddoppio della linea di Ponente (senza alcuna volontà di produrre inutili frizioni localistiche).

Franco Astengo

Ti potrebbero interessare anche:

Le notizie de LA NUOVA SAVONA