News24 maggio 2022 12:26

Sanità ligure: un'altra riforma spezzatino

Gruppi PD, M5S, Lista Sansa e Linea Condivisa: “La Giunta Toti mette in campo il riordino della chirurgia appaltando al privato, manca una programmazione seria e duratura e si rischia di indebolire ulteriormente la Sanità pubblica ligure”

Sanità ligure: un'altra riforma spezzatino

“Nella commissione è stato riprodotto un documento tecnico, sicuramente preciso e rigoroso rispetto all'accreditamento della chirurgia ambulatoriale ai privati, che ancora una volta conferma l'intenzione del centrodestra di non assumersi il compito di una adeguata programmazione del servizio pubblico e che chiarisce come una fetta di chirurgia ambulatoriale sempre più consistente sarà assorbito dai privati nella nostra Regione.

Toti di fatto sta svendendo pezzi della nostra sanità ai privati, senza minimamente porsi l'obiettivo di rafforzare il nostro sistema di sanità territoriale pubblica. Il risultato sarà che tra pochi anni per qualsiasi piccolo intervento le persone dovranno andare in strutture private, con inevitabili conseguenze”, dichiara Gianni Pastorino - vicepresidente della Commissione regionale Salute e capogruppo Linea Condivisa, commentando quanto presentato dalla Giunta in Commissione.

“Ancora una volta la Giunta e la maggioranza fanno una riforma spezzatino, affrontando un tema delicato come quello del riordino della chirurgia ligure semplicemente appaltando tutto al privato, senza una programmazione seria e duratura e al di fuori di un Piano socio sanitario, di cui ancora non si vede l’ombra”, aggiunge il consigliere regionale del Partito Democratico Roberto Arboscello.

“Siamo consapevoli delle difficoltà e dello stato di emergenza che sta attraversando la sanità, e in particolare la chirurgia in questo momento, con liste d’attesa lunghissime. Pensare però di risolvere il problema - prosegue Arboscello - spostando le prestazioni sul privato è diventata un’abitudine di questa Giunta che rischia di trasformarsi in un processo irreversibile che alla lunga indebolirà ulteriormente la sanità pubblica. Per risolvere il problema alla radice, parallelamente al piano emergenziale, bisogna mettere a punto un piano strutturato per rendere la sanità pubblica pronta ad affrontare le emergenze future autonomamente. Diversamente il rischio è di perdere altre professionalità che lascerebbero il pubblico per il privato. Non si comprende il motivo per cui per questa giunta sembra impossibile riuscire ad affrontare il tema sanità a 360°”.

“In Liguria, fanno il solito giochino delle tre carte, mettendo ancora una volta mano nelle tasche dei cittadini. Con le tasse dei liguri, infatti, in questa regione si continua a ‘ungere’ il privato. La Giunta Toti non sta facendo una seria, attenta e puntuale pianificazione, e per colmare le proprie mancanze utilizza fondi pubblici. Gravissimo che lo faccia per appaltare la nostra sanità regalandola a chi intorno sulla salute fa affari. La prova del nove delle criticità? Le lunghissime, quasi infinite liste d’attesa che per l’assessore alla sanità e presidente di Regione diventano anzi un’occasione ghiotta per spalancare sempre più le porte al privato”, dichiara il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle Fabio Tosi.

“Quella che la Giunta Toti chiama deospedalizzazione e razionalizzazione altro non è che la privatizzazione di un'altra grande fetta della sanità pubblica – attacca il capogruppo della Lista Sansa, Ferruccio Sansa -. Il documento arrivato ieri in fretta e furia in Commissione Sanità spalancherà ancor di più le porte alla sanità privata che ha finanziato la campagna elettorale del centrodestra. In pratica si è deciso che gli interventi chirurgici di minore entità potranno essere compiuti in ambulatorio, nella maggioranza dei casi, negli ambulatori privati. La ragione, sostengono Toti è compagni, è semplice: ci sono liste d'attesa troppo lunghe. Quindi visto che la sanità pubblica, pagata con le tasse di tutti i cittadini, non ce la fa, invece di migliorarla la distruggiamo ancora di più”. 

“Dopo le chiusure degli ospedali, la privatizzazione di altre strutture, l'affidamento ai privati del controllo delle vaccinazioni – conclude Sansa – è il momento per i liguri di pensare ad una grande mobilitazione prima che la sanità pubblica sia definitivamente smantellata”.

com

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