News31 luglio 2022 16:21

L'esposizione notturna di Imelda Bassanello

Tre serate di arte e festa popolare al Santuario di Savona

L'esposizione notturna di Imelda Bassanello

"Una   esposizione breve, di solo tre serate, dalle ore diciotto alla mezza notte, a Santuario di Savona, dove il mondo finisce nel silenzio dei boschi, carico di storie, una mostra che diventa un pretesto per fare uscire le persone di casa la sera, dopo cena, per fare due passi. Non siamo a Miami né ad Alassio, ma in un puntino all’angolo di un’estrema periferia di Savona, una città di provincia sul mare, dove le vicine colline e le vallate regalano quella pace ristoratrice, di cui siamo un po’ tutti alla ricerca."

"L’intento della mostra - spiega l'artista Imelda Bassanello - è anche quello di fare conoscere questo luogo magico e sacro, dove impera una storia cinquecentesca non solo di apparizioni misericordiose, ma anche di arte e architettura con i suoi rigorosi palazzi e basilica che fanno da cornice alla piazza con fontana.

Un invito a salire a piedi, in bicicletta, in motorino, in macchina e, come si faceva un tempo, prendere il fresco (4 km dal mare e 90 m sul suo livello). Non c’è molto ma un gelato si può ancora trovare, magari anche una pasta al pesto, continuando un po’ più in su, o una pizza, una farinata con un buon bicchiere.

Ho pensato anche ad un programma nelle ore che precedono l’imbrunire (dalle ore 18) cui darei il titolo Disegniamo il paesaggio intorno a noi.

Un pretesto per venire con una matita, uno o due foglietti e guardarsi intorno, insieme ad altri (la piazza è grande, c’è posto per tutti) cercando un’ispirazione nei muri, nelle statue, nei cornicioni, nei putti sulla facciata della basilica, negli alberi, nello zampillo della fontana e disegnare chiacchierando e scherzando, senza arte né parte, senza gare, senza maestri e senza pudore ma con la libertà, finalmente. Una piazza del cinquecento che diventa cortile di casa.

La personale esposizione, che sarebbe l’elemento protagonista, aprirà i suoi battenti e rimarrà a disposizione di tutti fino a mezzanotte. Il luogo, l’atelier stesso dove io lavoro, diventa una galleria, un po’ disordinata, ma, a differenza di una vera galleria, più libera e meno impegnativa, con l’odore dei colori e l’essenza del reale mestiere. Io ci provo per un momento a farlo diventare anche esposizione, soprattutto dopo la lunga “carestia” che ha tenuto lontano tutto da tutti."

"Tengo particolarmente a questa esposizione notturna, che chiamo così per il luogo dove viene concepita e realizzata, luogo dove (ad eccezione sembra di quest’anno) non succede nulla e alla sera tutto è buio e fermo. L’anno scorso la motivazione che mi ha spinto a creare questo evento è stata la pandemia che ci aveva tenuto tutti prigionieri, e visto il successo di partecipazione di pubblico, di cui molti compaesani, mi sono imposta di ripeterla da un anno all’altro."

"Sono convinta che si debba unire e sensibilizzare prima gli abitanti di un luogo, soprattutto se si tratta di una piccola frazione, farli stare insieme a chiacchierare, magari a mangiucchiare in maniera disimpegnata, per conoscersi meglio tra di loro. Questo è molto importante, soprattutto in questo tempo di confusione, tornare cioè alla semplicità dei rapporti.

Le tre serate cominceranno con un invito a disegnare tra le ore 18 e le 20 “la piazza in piazza” a chiunque vorrà cimentarsi con matita e carta o cartone. Tutti potranno partecipare, senza alcun obbligo di capacità artistica, anzi.

Venerdì 5 agosto alle ore 21 ci sarà l’inaugurazione della manifestazione, alla presenza, e questo è un invito, delle autorità.

Sabato 6 agosto, dopo l’esibizione in piazza di amatori del disegno, alle 20 ci sarà un convivio popolare, in cui ognuno preparerà un piatto e lo metterà a disposizione di altri che faranno altrettanto. Una cosa frugale, ma che aiuterà a dare un po’ di sale al tutto. Questo si svolgerà davanti e di lato del palazzo delle Azzarie, di cui le Opere Sociali daranno disponibilità, per luci esterne e bagni.

Si approfitta anzi dell’occasione per usare la prima sala del Palazzo come esposizione di una scultura “orfana” intitolata “La Famiglia”, eseguita nel 2020 in pieno periodo di chiusura totale per la pandemia. Ho scritto orfana perché non ha ancora trovato una collocazione, essendo stata già donata, attraverso la Fondazione De Mari, più di un anno fa ad un ente pubblico che avrei dovuto cercare personalmente, ma non è stato possibile poiché mi è stato in qualche modo rifiutato dall’Amministrazione comunale stessa (la precedente naturalmente). Si coglie l’occasione per ritornare a proporre tale scultura.

Domenica 7 agosto, infine, performance del disegno in piazza dalle 18 alle 20 ed esposizione fino alle 24."

 

red

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