Mezza politica20 agosto 2022 12:04

Le liste, le firme

Il problema è di democrazia: difficile dar torto a Marco Cappato che un’altra volta torna sulla impossibilità sostanziale, da parte di chi non sia già presente in parlamento, di potersi presentare alle elezioni politiche del 25 settembre

Le liste, le firme

Raccogliere le firme necessarie in una manciata di giorni a cavallo di ferragosto è un’impresa, tanto più che si può firmare esclusivamente nel proprio collegio elettorale: per questo Cappato, che sta raccogliendo le firme con lo Spid, sarà oggi in presidio davanti a Palazzo Chigi per coltivare - così scrive in una lettera indirizzata a Mario Draghi - “l’estrema speranza di un Suo cenno di attenzione e di risposta a questo tema, che non riguarda più la “nostra” Lista, ma lo stato di salute della democrazia nel nostro Paese”.

Il quaranta per cento dei cittadini dichiara di non aver intenzione di votare, e già questo - in una democrazia sana - dovrebbe esser considerato un campanello d’allarme.

Inoltre, lo ricordiamo, il Parlamento che verrà fuori dalle urne sarà sforbiciato di un terzo dei parlamentari, riducendo così ulteriormente la rappresentanza.

E mentre nella maggior parte dei partiti che non devono raccogliere le firme si litiga su liste, posti blindati e collegi, e mentre la legge elettorale fa in modo che chi voterà per Pippo Civati darà automaticamente la preferenza a Pierferdy Casini, quasi metà della popolazione non si sente rappresentata dall’offerta politica attualmente presente in parlamento e deciderà quindi di disertare le urne.

Per dire: non è costretto a raccogliere le firme Calenda, fuoriuscito dal PD che si è unito per l’occasione a Renzi. Non deve raccoglierle Di Maio, fuoriuscito dal M5S che si appoggia sul simbolo di Tabacci.

Agli altri son rimasti i banchetti sotto il solleone, o il tentativo delle firme digitali.

In un Parlamento come quello che verrà, e coi tempi che verranno, sarebbe davvero un’ottima cosa se potessero entrare tutte le istanze politiche ostracizzate da una classe dirigente che ha come unico scopo quello di restare viva.

E che non ha compreso che quando si è morti nel cuore di mezzo Paese non si tratta neppure della tanto temuta eutanasia, ma di omicidio - suicidio.

LNS

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