News16 maggio 2019 07:25

Da matti a cittadini

Slavich, Basaglia e il progressivo smontaggio dell’istituzione manicomiale: stasera alle 18 alla Ubik

Da matti a cittadini

Nel marzo 1962 il giovane Antonio Slavich entra in servizio presso l'Ospedale psichiatrico di Gorizia, ultimo avamposto italiano prima della Cortina di Ferro. Lo ha chiamato il neodirettore Franco Basaglia, che in un ambiente nettamente ostile e in un mondo di sofferenza, violenza e annientamento, ha voluto a fianco a sé il suo unico allievo.

Inizia così la narrazione di quei primi mesi e anni in cui prende avvio il lento e progressivo smontaggio dell’istituzione dei manicomi. Slavich ripercorre passo dopo passo le piccole conquiste quotidiane, i tentativi di scardinare le logiche manicomiali, il procedere per prove ed errori. In quel deserto immobile e squallido, con la sua violenza neppure tanto dissimulata, ogni gesto irrituale, ogni piccola azione che scalfisce un po’ la superficie sembra già una riforma.
È il momento in cui si aprono le porte, e gli internati sono “costretti” a una nascente cittadinanza, invitati a esprimere il loro parere, il loro assenso, il loro rifiuto. L’“assemblea goriziana” diventa il cuore e l’anima di un movimento destinato a sconvolgere il mondo.

Giovedì 16 maggio ore 18 Libreria Ubik:

“Da matti a cittadini”

Slavich, Basaglia e il progressivo smontaggio dell’istituzione manicomiale

 

Presentazione del libro di Antonio Slavich

“All'ombra dei ciliegi giapponesi. Gorizia 1961”

Partecipano

lo psichiatra NATALE CALDERARO

e la giornalista DONATA BONOMETTI

Introduce RENATA BARBERIS


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