Sciûsciâ e sciorbî01 agosto 2019 14:49

Misteri del pallone

Chi sono i nuovi padroni del Savona calcio? In due mesi di interventi quasi quotidiani su siti e giornali, il neopresidente Roberto Patrassi è stato capace di tenere coperti i suoi finanziatori (di Nicola Stella)

Misteri del pallone

Ieri sera si è concluso l'atto di vendita delle quote di maggioranza del Savona calcio che così passa anche formalmente dalla General Sport di Cristiano Cavaliere alla Sanna Sport Management di...boh? 

Dei nuovi azionisti di maggioranza non sappiamo nulla, se non genericamente che si tratta di imprenditori lombardi, attivi - così è stato scritto - nel settore dell'energia. In due mesi di trattative non si sono mai esposti né presentati, lasciando completamente la scena al neopresidente Roberto Patrassi, accolto come un messia dai tifosi e dagli organi di informazione. 

Di lui, invece, ci è stato raccontato tutto: un esperto a 360 gradi: plurilaureato, dirigente amministrativo, arbitro, manager, osservatore e dirigente calcistico in varie società, con il Milan come fiore all'occhiello. Un esperto talmente esperto che, mentre trattava per acquisire il Savona, è stato intervistato come autore di pubblicazioni sugli impianti sportivi. Per far sapere - in sostanza - che lo stadio Bacigalupo di Savona, nelle condizioni in cui si trova, contribuisce a togliere valore alla società. E cos'altro avrebbe dovuto dire uno che stava cercando abbassare il prezzo d'acquisto? 

Questa intervista è stata accompagnata da un improvviso interesse del consiglio comunale per le condizioni del povero "Bacigalupo", tanto che la questione, una volta sollevata a livello politico, è finita in commissione, anche con l'ausilio di una foto spacciata per nuova, ma scattata anni fa dopo una bufera di vento che aveva divelto la copertura di una panchina...

Patrassi, dunque, è stato abilissimo nel creare una sorta di accerchiamento politico e informativo intorno alla proprietà cui è subentrato, già invisa ai tifosi per gli scarsi risultati della prima squadra. Potrebbe essere un buon segno per il futuro del Savona, visto che per avere successo nel calcio non bastano le competenze specifiche, ma occorre saper maneggiare anche altri elementi.

A cominciare dalla comunicazione.

 

 

Nicola Stella

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