Lettere alla Nuova27 novembre 2019 08:30

Un Lettore ci scrive

Abbiamo insegnato al mondo a costruire 2000 anni fa e le nostre opere sono ancora in piedi quale emblema della grandezza della nostra civiltà, ma ora ci si deve arrendere all'evidenza: si sa ancora progettare e realizzare a regola d'arte?

Un Lettore ci scrive

Un evento metereologico eccezionale, ma tutti i limiti delle nostre opere infrastrutturali emergono con cruda evidenza.

Strade franate e smottamenti, senza fondazione né massicciata, nessuna regimentazione delle acque superficiali e meteoriche, con maldestra improvvisazione su elementi dimenticati come cunette caditoie tombini, muri di controripa e sottoscarpa non fondati e senza drenaggi, a vista sottodimensionati.

Rii minori e compluvi naturali ignorati senza alcuna opera, lasciati liberi nelle fondazioni stradali, fronti terrosi acclivi senza opere di sostegno o con soluzioni inadeguate, sversamenti in strada di acque meteoriche provenienti dalle proprietà private senza alcuna immissione nella rete, acque bianche mischiate alle nere, etc ...e chi ne ha più ne metta.

Abbiamo insegnato al mondo a costruire 2000 anni fa e le nostre opere sono ancora in piedi quale emblema della grandezza della nostra civiltà, ma ora ci si deve arrendere all'evidenza: si sa ancora progettare e realizzare a regola d'arte?

G.M.

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