Mezza politica14 agosto 2020 07:19

Mascherine: a te sì, a te no

Gianni Pastorino e Francesco Battistini (Linea Condivisa): "DPI, ancora incertezza sugli approvvigionamenti regionali in vista dell’autunno. Per l'assessore Viale medici di base, guardie mediche e altre categorie non dovrebbero riceverli. Assurdo: si rilegga il decreto legge 18/2020”

Mascherine: a te sì, a te no

«Un paio di giorni fa l’assessore Viale ha fatto dichiarazioni in merito ai DPI che ci hanno sconcertato. L’assessore afferma, infatti, che i medici di base e le guardie mediche hanno ricevuto i dispositivi di protezione durante l’emergenza covid, ma che la regione non può essere l’interlocutore di queste categorie.

Evidentemente noi abbiamo una diversa interpretazione del decreto legge 18/2020, che all’articolo 5 comma 5 recita: “i dispositivi di protezione sono forniti in via prioritaria ai medici (compresi quelli con rapporto convenzionale o comunque impegnati nell’emergenza da covid-19) e agli operatori sanitari e sociosanitari».

Così il capogruppo di Linea Condivisa Gianni Pastorino, vicepresidente della commissione regionale sanità, e il vicecapogruppo Francesco Battistini.   

«Crediamo che l’assessore Viale sia un po’ in confusione. Il che, dopo 5 anni di governo della sanità ligure, preoccupa particolarmente.

Sovente l’assessore cita i medici di medicina generale come parte integrante del sistema sanitario regionale.

E noi ricordiamo anche che i medici di continuità assistenziale prestano servizio in locali di strutture pubbliche, con l’ausilio di strumenti forniti dagli enti sanitari pubblici. Eppure, secondo l’assessore Viale, queste 2 categorie, non dovrebbero essere rifornite di DPI.

E poi ci sarebbero le pubbliche assistenze, che in caso di recrudescenza del virus sarebbero chiamate a svolgere un ruolo di straordinaria importanza, come peraltro hanno già fatto nei mesi scorsi. Ma anche in questo caso l’assessore alla sanità ritiene che non debbano ricevere DPI».

«E ancora: proprio su nostra sollecitazione, A.li.sa. ha avviato una ricognizione sui possibili fabbisogni di DPI in caso di un ritorno del covid in autunno. Però, come nel caso di ASL3, la previsione è stata rifiutata perché ritenuta “troppo elevata”.

A.li.sa. ha pertanto prescritto di ridimensionare le richieste, allineandosi agli standard dei mesi del lockdown: peccato però che quel periodo è stato caratterizzato proprio da una costante carenza di DPI. Il che è assurdo – conclude Pastorino -.

L’insieme di tutta questa situazione dimostra che in Liguria non vi siano ancora direttive chiare e fatti concreti circa l’approvvigionamento di DPI, la loro destinazione ed il loro utilizzo. Nonostante si stia già registrando un primo, nuovo aumento di casi covid».

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