Lettere alla Nuova25 agosto 2020 09:16

La Liguria e la cultura dimenticata

Ci scrive Europa Verde: "In questi giorni il Presidente della Fondazione di Palazzo Ducale è apparso sui quotidiani per una discussione con il leader di Azione Calenda sull'uso dei social e per il fatto che l'ex ministro lo avrebbe nominato suo social manager per un giorno"

La Liguria e la cultura dimenticata

La questione potrebbe finire qui se non fosse che Bizzarri è presidente del piu' prestigioso Ente regionale: Palazzo Ducale, di cui ormai abbiamo perso notizia in merito alle iniziative perche' sta sempre sprofondando in un triste grigiore culturale, tipico della destra di governo in Regione e nella città metropolitana.

Ricordate gli squilli di tromba del sindaco Bucci, che annunciava a suo tempo che dopo gli importanti risultati raggiunti dalla gestione Borzani si sarebbe passati a consolidare la situazione ponendo un occhio di riguardo alle bellezze liguri e genovesi ed in particolare a quelle nascoste nei musei e nelle abitazioni delle persone.

Da allora vi sono stati sicuramente la tragedia del Covid 19 e la grave situazione del crollo del ponte Morandi, che hanno duramente colpito anche la Liguria e Genova ma anche prima vi è stata sostanzialmente una continuità con le proposte culturali della gestione Borzani pur con alcune cadute di dubbia serietà per passare alle mostre.

Qui si poteva essere d'accordo di passare da una visione estranea al contesto culturale genovese e ligure per puntare ad approfondimenti scientifici sulla storia genovese e mediterranea, esponendo magari materiale chiuso nei depositi dei musei.

A tutte queste grandi parole sono seguite:

a) una mostra di "dubbio valore scientifico" sul violino di Paganini, divenuto una sorta di icona genovese dopo che la sua casa è stata inopinatamente demolita a suo tempo in una notte e del corrispondente istituto culturale non ci risultano notizie (anche se vorremmo essere smentiti);

b) l'esposizione di un quadro di Monet a cui si poteva accedere previo appuntamento per cinque minuti, se sono giuste le cronache di stampa.

Si ripete che ben capiamo la situazione in presenza del Covid 19 ma Genova ha visto in questi ultimi anni almeno tre mostre, che portano ad affrontare nodi irrisolti della storia ligure e genovese: Maragliano, quella sul Maragliano e quella sul periodo di Bernardo Strozzi quindi non manca la vivacità culturale.

Se a tutto questo associamo la costante attività di soffocamento dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri, del centro di Storia della cultura materiale e dell'Associazione Mazziniana viene da chiedersi ma quale politica culturale vogliono portare avanti: il trio Grosso, Cavo e Toti?

Forse vogliono muovere solo ciò che è gestito da privati e spendere il meno possibile perche' da quelle parti è sempre valida la celebre frase di Tremonti. "con la cultura non si mangia?"

Ebbene si sappia che Europa verde vuole radicalmente aumentare i fondi per musei e biblioteche; creare sistemi culturali integrati in cui finalmente i musei rispondano agli status internazionale di ICOM e si creino mostre, che non siano solo importate ma abbiano un forte radicamento in regione e siano il frutto di ricerche locali ed analisi oltre a voler finanziare nuovamente le istituzioni culturali di rilevanza regionale.

Si tratta di poche ,isolate idee ma che segnano la nostra netta differenza da una destra ignava e priva di idee che speriamo presto di riportare al posto che merita: l'opposizione.

Europa Verde

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