Lettere alla Nuova15 settembre 2020 19:33

Per Willy e per Armando

Lo conoscevo Willy, grazie alle parole del suo papà Armando che lavora da più di vent’anni per un’impresa edile romana che avevo contattato per una piccola ristrutturazione

Per Willy e per Armando

Armando è (era) un uomo contento della sua vita laboriosa e fiero della sua famiglia: la moglie arrivata per prima in Italia tanti anni fa come badante, poi la ricerca di un posto di lavoro per lui, subito trovato e sempre mantenuto. 

Armando l’ha raggiunta in Italia pieno di speranze e la vita ha premiato la serietà e l’impegno: ha lavorato senza guardare mai l’orologio, ha messo su famiglia, una bella famiglia, una casa. 

Poi sono nati Willy e sua sorella. 

Armando era molto orgoglioso di quel suo figlio serio e gentile che a vent’anni già aveva un lavoro che lo appassionava, delle ambizioni e tanti amici. 

E per aiutare un amico Willy è morto, quella notte a Colleferro: quella notte ha cambiato tutto per Armando e per la sua famiglia, quella notte ha ucciso la speranza.

Non oso chiamarlo, ma spero che legga questa lettera. 

Che sappia che in tanti gli siamo vicini, che non vogliamo un mondo così. 

 

Milena

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