Lettere alla Nuova01 dicembre 2020 07:12

Maradona a Napoli era già Santo prima

"Forse, era meglio fare meno chiasso e avere pietà di quella persona"

Maradona a Napoli era già Santo prima

Il clamore su Maradona non si è ancora spento. C'è chi lo osanna come un Dio, chi fa notare che l'Argentina, che ha proclamato tre giorni di lutto, ha ben altri problemi di debito pubblico (6800 $ pro capite) e chi, persino, accusa i moralisti di avere una vita inutile, nella sola attesa del camposanto, e di odiare chi è leggenda ed è al di sopra del bene e del male.  Più originale è il post di Marco DiDomenico, fotografo freelance (Maradona a Napoli... | Fotografo Freelance Marco DiDomenico (chepallestefoto.com) - la foto che vedete è sua), che titola: Maradona a Napoli era già Santo prima (della morte).

Da quando è iniziata questa fiera, ho pensato che anch’io avrei avuto qualcosa da dire. Non certo dal punto di vista calcistico. Io non ho mai seguito il calcio e non ho mai visto giocare Maradona o chiunque altro.

Mio padre era stato calciatore, a dir suo, bravissimo: si calava addirittura dalla finestra del primo piano di casa per andare a giocare perché mio nonno non glielo permetteva, voleva che studiasse. Infine, è arrivata la guerra e ha distrutto le sue speranze. Ma il nostro appartamento è sempre stato abbellito da una sua foto in mutande da calcio.

Per tutta la vita, poi, è sempre stato un tifoso accanito della Juventus e del Savona. Avrò avuto sei anni, forse. Già deluso dal fatto che fossi femmina e che quindi non avrei fatto il calciatore (erano altri tempi), mio padre ha pensato, allora, che mi avrebbe introdotta alle delizie del tifo. Così, mi ha portata con lui a vedere una partita del Savona.

Ero una bambina timida, negata per qualsiasi tipo di attività fisica, paurosa, incapace di qualsiasi cosa (a quel tempo non ero ancora la ribelle sessantottina). Improvvisamente, mi sono trovata davanti a un esagitato che correva di qua e di là, urlando, aggrappandosi alla rete, rosso paonazzo in viso. Non sono mai più andata allo stadio con lui.

Quindi, non posso esprimere alcun giudizio sul genio calcistico. Inoltre, non ho alcuna simpatia per uno sport che fa guadagnare milioni ai calciatori mentre un ricercatore universitario, che porta progresso scientifico e tecnologico nella società tutta, ha uno stipendio da fame.
Comunque, in questi giorni, mi sono posta una domanda: che esempio possa essere Maradona per i giovani.

Si dice “genio e sregolatezza”. Ho fatto infinite discussioni con i miei alunni, quando insegnavo all'Artistico. Proprio i ragazzi più fragili, quelli che di geniale non avevano nulla di nulla, sostenevano che tutti i geni (riferendosi a molti artisti dalla vita disgraziata) sono sregolati, assumono droghe, alcool e quant'altro. Probabilmente, volevano giustificare se stessi in caso avessero preso droghe e alcool perché erano "artisti".

Io ho sempre sostenuto che genio e sregolatezza non sono sinonimi, bastava pensare a Dante, il più grande di tutti, o a Manzoni e a tanti altri che non si sono abbassati alla perversione e hanno affrontato le loro tragedie personali con consapevolezza e dignità.
Ora, tutto questo osannare una persona terribilmente infelice, che ha eluso il suo dolore esistenziale nascondendosi dietro sostanze allucinanti, un grande evasore fiscale, colluso, a quanto ho sentito, con la malavita, mi sembra un brutto esempio per i giovani.
Quando ci liberemo di mafia, camorra, ‘ndrangheta, evasione fiscale, se sosteniamo che, per qualcuno, tutto sia un piacevole vezzo perché è un "genio del pallone"?
La gente che, in questi giorni, affolla le strade per un defunto che ha guadagnato tantissimo, che si è detto amico del popolo essendo, però, amico di chi il popolo lo affama, come la malavita e l'evasione fiscale, scende mai per strada contro i corrotti, i ladri, gli assassini?

In questo ultimo anno, infine, tanti hanno sofferto e soffrono per il Covid: molti hanno perso i loro cari, o magari il lavoro, tutti incappiamo in difficoltà e paure. Per questo, forse, è facile trovare conforto in un Dio pagano, una religione prêt-à-porter.
Ma, domani, i giovani che esempio avranno avuto? Che cosa desidereranno fare? Una dura vita di lavoro o cercheranno, invece, le scorciatoie per una ricchezza smodata a qualunque costo?

Forse, era meglio fare meno chiasso e avere pietà di quella persona. Bisognava chiedersi, sinceramente, "Vorrei una vita così per mio figlio/a, è questo il modello che vorrei che seguisse?"
Io credo che nessuno di noi si augurerebbe tanta tragedia e infelicità nella vita di un figlio/a.
Dunque, bisogna dirlo apertamente e, magari, se si è credenti, rivolgere una preghiera per chi non ha saputo gestire una fortuna troppo grande per le sue capacità. Che la sua anima possa trovare un po' di pace, quella che non ha avuto sulla terra.

P.S. non bisogna pensare male di mio padre, era un grandissimo lavoratore, faceva due o tre lavori per guadagnare parecchio, era molto intelligente, anche se aveva in carattere un po' fumantino (che ho consapevolmente ereditato). Anche lui, come tutti, non era perfetto.

Renata Rusca Zargar

Ti potrebbero interessare anche:

Le notizie de LA NUOVA SAVONA

sabato 16 gennaio
domenica 10 gennaio
giovedì 07 gennaio
sabato 28 novembre
Le caviglie di Vado
(h. 18:12)
mercoledì 18 novembre
martedì 10 novembre
domenica 08 novembre
martedì 03 novembre
domenica 01 novembre
venerdì 23 ottobre