Mezza politica27 agosto 2021 11:30

Sanità ligure: li chiamano eroi, li lasciano a casa

Più di cento operatori socio sanitari rimasti senza lavoro nell'ASL 5: a pagare il prezzo delle scelte di Toti, manco a dirlo, lavoratori e pazienti

Sanità ligure: li chiamano eroi, li lasciano a casa

“Sono vent’anni che molti Oss lavorano presso l’Asl 5 e ora, dopo averli, giustamente, definiti eroi per come hanno affrontato la fase acuta della pandemia, li si lascia a casa senza nessun tentativo di salvare il loro posto” così il consigliere del gruppo Partito Democratico-Articolo Uno Davide Natale e il capogruppo Luca Garibaldi commentano la situazione che si è venuta a creare.

“Leggiamo che il presidente Toti si adopererà per trovare una soluzione, nei confini della legge (che novità!) per le lavoratrici e i lavoratori che resteranno esclusi dalle assunzioni a seguito del concorso indetto per coprire 159 posti di OSS nell’Asl 5.

Peccato che noi la soluzione gliela avevamo indicata mesi or sono: costituzione della società in house, come previsto dalla norma regionale votata dallo stesso Toti, utilizzando le procedure da noi indicate che riprendevano quanto è stato fatto con successo in altre Regioni, vedi la Puglia, dove non si parla di assunzioni, che comporterebbe la selezione, ma di utilizzazione per tutto il periodo di affidamento del servizio. La selezione sarebbe stata necessaria per le ulteriori assunzioni necessarie a coprire il fabbisogno dell’ASL 5”, spiegano i consiglieri la proposta fatta e caduta nel vuoto.

“Non siamo stati ascoltati: la giunta è andata avanti incurante dei richiami a un ripensamento che provenivano da più parti. Addirittura durante le commissioni anche i dirigenti facevano antipatiche lezioncine a noi consiglieri che chiedevamo di cambiare la rotta”

 “La gestione del centrodestra, anche, di questa vicenda è stata fallimentare e disastrosa: durante i lavori della commissione consiliare, richiesta dall’opposizione, si era ottenuto l’ampliamento dei numeri delle assunzioni, anche se mai formalizzato né a noi né al sindacato, e l’invio al Ministero di una richiesta di parere per verificare la possibilità di diversificare i punteggi per i partecipanti al concorso.

Tale missiva, che al suo interno suggeriva già la risposta (negativa), è stata inviata al Ministero della Salute, che non ha nessuna competenza, invece che a quello della Funzione Pubblica. Così oggi ci troviamo dinnanzi a un fallimento e a pagarne il conto sono in primis le lavoratrici e i lavoratori ma anche i pazienti delle strutture sanitarie che in questi giorni si trovano a dovere affrontare i disservizi conseguenti a quanto è successo.

Quindi si smetta di fare discorsi e, confrontandosi con le parti sociali, si avvii immediatamente l’istituzione della società in house senza ulteriori indugi. La situazione non è sopportabile e può rappresentare un problema sociale di cui non si sente assolutamente il bisogno. Si colga anche le opportunità previste dal Recovery Plan per incrementare le nuove assunzioni”, concludono i consiglieri.

com

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