Lettere alla Nuova06 ottobre 2021 13:03

Nessuno vince, tutti perdiamo

Sparare sui pianisti non è politically correct, però si possono dare elementi di riflessione per chi ancora non è assorbito per interessi, per relazioni o per disperazione intellettuale, chi non ha ancora risolto l’amletico dubbio: chi voto e perché?

Nessuno vince, tutti perdiamo

Provo a farlo a voto concluso. Se nella gara vincessero le parole certo il Csx ha fatto una campagna importante ed infatti  ha ottenuto un buon piazzamento. Però al contrario dell’amico Astengo (sponsor della lista del Patto di Savona e ...dintorni) che capisco nel suo ruolo, alla fine non sarei così allegro.  Mi spiego. 

Nell’unica riunione cui ho partecipato assieme ad otto anziani come me ad inizio  campagna, quando parlavano pubblicamente di lista civica necessaria (diventata poi patto  fra “soggettività politiche”) era già allora un idea forte al loro interno la necessità di  costruire finalmente “il partito” , quello forte e proletario di vecchia memoria. Per il momento non lo hanno fatto, però si sono accontentati di un accordo pre-elettorale  col PD di Russo accettando una spartizione degli assessorati immagino in buona parte  concordati con le organizzazioni partecipanti. E i singoli individui ? Niente loro non battono cassa annegati nell’oblio della indeterminatezza utile alla campagna elettorale e poi per gli applausi forse dopo. 

Ci stà di tutto, dagli scout ai duri e puri ( e inconcludenti) ai nostalgici, ecc  Perchè queste elezioni ha vinto il partito dell’astensione? 

Opinione certo opinabile la mia, ma hanno iniziato un confronto per quanto popolare, a sei  mesi dalla data del voto in modo organizzato (perché prima, il tempo, lo ha speso a  mettere d’accordo i capi-bastone locali e regionali del PD che erano molto perplessi su chi  doveva indossare il cappello da capitano. 

Perchè questa difficoltà in una città storicamente di sinistra, con una storia generosa e  sociale, ormai da anni nella piena tradizione liberista, si fa fatica a differenziare dal Cdx.  Lo certifica parte della continuità della giunta Caprioglio nella conduzione amministrativa. Dov’è finito quello strato intellettuale, ma soprattutto popolare che si ritrovava in mille rivoli  di aggregazione?  

Parlo di Circoli dell’ARCI, ma anche di SMS cattoliche, di sms di categoria (macchinisti,  ferrovieri, ecc) di cooperative ed associazioni che operavano sul sociale dentro strati come categorie di lavoro, handicappati, migranti, nelle pieghe di alcune istituzioni (alcune ancora adesso, ma quasi solo come strumento legale di lavoro, non di discussione), nei sindacati  ormai ridotti ai minimi termini. 

Per non parlare delle circoscrizioni, dei comitati di quartiere tagliati di default da Roma e  mai sostituiti con altro equivalente, delle consulte delle associazioni che con tutti i limiti di  responsabilità erano cmq un trait d’union fra amministrazione comunale e popolazione.  Li ha in parte uccisi la politica perché la rappresentanza deve essere solo dei partiti, non  serve informare e ascoltare davvero con tutti i limiti possibili di populismo i cittadini nelle  varie zone o circoscrizioni e fino a diventare una cosa noiosa e insensata. Manca una struttura che faccia da ponte, diffusa e rappresentativa e che alla faccia della  democrazia sia davvero un elemento di democrazia di quartiere, di borgo, ecc. In alcuni comuni come spot elettorale hanno messo nei regolamenti, quote di bilancio  partecipato.  

Significa che quella spesa viene discussa e controllata fra associazioni e rappresentanti  della giunta.  

Raramente si va oltre il 2/3 % del bilancio comunale, quindi le cose decise in comune  intento sono davvero minime. Questa la realtà! 

A Savona da tempo ci sono due consulte da anni non si riuniscono neppure, altro che  attenzione ai cittadini. 

Cosa si potrebbe fare o almeno chiedere come primo atto di governo della futura giunta  ma che credo non si avvererà mai?

a) la sospensione del patto di stabilità interno e del pareggio di bilancio per i Comuni,  analogamente a quanto fatto dall’Ue per gli Stati; 

b) l’approvazione del decreto attuativo dell’art. 39 del DL 162/2019, convertito nella Legge  n. 8/2020 , che prevede l’accollo allo Stato dei mutui in essere con Cassa Depositi e  Prestiti, al fine di ridurne drasticamente i tassi di interesse; 

c) di opporsi alla proposta di rinegoziazione dei mutui fatta da Cdp (si tratta di un semplice procrastinamento nel tempo del pagamento, con relativo aumento degli interessi) e di  rivendicare per il biennio 2020-2021 mutui a tasso zero per gli investimenti dei Comuni cui  adesso i soldi sono prestati ma a tassi da usura. 

d) di annullare tutti i debiti dovuti a derivati; 

e) l’apertura del Fondo nazionale di solidarietà per i Comuni -sulla base dell’attuale Fondo  di solidarietà comunale- per garantire a tutti i Comuni le risorse necessarie per  l’emergenza economica e il riavvio delle comunità locali. 

Se su queste idee ( queste sì, buone pratiche da applicare) non c’è neppure il tentativo di  costruire in modo organizzato forme istituzionali di aggregazione, dibattito e decisione  sociale perché i cittadini dovrebbero essere andati a votare chi nemmeno propone cose  simili e non ha un progetto concreto per formarle? 

Solo promesse elettorali come se non ci fosse un domani ad ogni tornata elettorale e da  vecchio testimonio che ne ho viste e sentite. 

Si basano sul bisogno passionale di cittadini attivi cui “serve credere” che sarà possibile e  che non memorizzano le delusioni nel tempo . 

Lo strato sociale di medio-piccola borghesia illuminata e la parte direttamente proletaria  dai cantieri marittimi alle fabbriche scomparse non hanno voce, ne un “luogo” dove farsi  sentire e non è retorica sono fatti. Lo stesso per ogni minoranza che in una società  disgregata conta ancora meno 

Forse si spiega così anche l’attenzione del M5S alle faccende comunali inseguendo i  capricci della giunta più “sgalfia” della Liguria con buona lena e approfondimenti, ma  senza essere vissuta come un sapere da portare all’unico alleato che avevano i cittadini. 

Così vantarsi dopo che per 400 voti non hanno vintole altre elezioni oggi sono ai minimi  storici e senza strutture di dibattito politico, di crescita e formazione. Non dicono  stupidaggini ma non sono credibili e la gente ha percezione di queste cose. 

Forse è una spiegazione parziale, anzi di parte che non da “una gioia”, ma il pessimismo  della ragione di questi tempi è saggio apprendimento. 

Gianni Gatti

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