Lettere alla Nuova17 ottobre 2021 19:31

Il ponte tanardo

Il ponte sul Letimbro a Santuario, grande "tappo" in caso di forti piogge: si può fare qualcosa?

Il ponte tanardo

Il ponte sul Letimbro a Santuario, ogni volta che piove con una certa intensità, esercita la sua funzione di "tappo" contro il quale si vanno ad accatastarsi tronchi che poi formeranno una bella diga.

Sono decenni che si va avanti così, ma questo non giustifica minimamente l'inerzia politica comunale, che non ha mai deciso di intervenire, anzi.

Intanto 40 metri a monte del ponte la larghezza dell'alveo è largo 19 metri, poco più all'altezza del ponte, ed appena a valle passa a 27 metri.

Il ponte è costituito da due archi che sorreggono la carreggiata, e quindi la sezione utile al deflusso dell'acqua ne è fortemente limitata.

L'appoggio centrale, inoltre, è un ostacolo per i tronchi che vanno a sbattervi contro e ad accatastarsi, ma quando il livello dell'acqua aumenta ed arriva quasi in cima all'arco, l'effetto "tappo" aumenta considerevolmente, perchè i tronchi che galleggiano si accatastano ancor più facilmente.

Una domanda semplice, semplice: si può fare qualcosa?

Io penso proprio di sì!

Una soluzione?

Allargare l'alveo a monte di 4 metri.

Per fare questo è necessario deviare una strada che scorre accanto all'argine.

Occorre demolire il ponte ad archi e costruirne uno ad una sola campata più largo possibile: 4 metri in più almeno.

E per finire migliorare l'ingresso nel fiume del rivo laterale che si immette appena in adiacenza del ponte, lato mare.

La sezione libera di passeggio sarebbe decisamente più grande, e sopratutto non ci sarebbero più gli ostacoli degli archi del ponte.

Paolo Forzano

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