Lettere alla Nuova28 giugno 2022 17:30

Dove va la politica dopo le elezioni comunali?

Vien da chiedersi, in questa stagione gonfiata da caldo torrido e siccità, chi ancora si ostina a parlarne che visione ha qui ed ora

Dove va la politica dopo le elezioni comunali?

Ci distraggono i “due “ M5S divisi che pur avendo molti obiettivi comuni cercano di sputacchiarsi a vicenda per salvare poltrone e processi ormai irreversibili, non credibili da tempo...

I vari partitini “di sinistra radicale” non superano spesso neppure le soglie del 3% rimangono tronfi e felici della loro pochezza, convinti di avere però gli argomenti giusti e contro l’ideologia non puoi combattere è a priori di ogni ragionamento, felici nel loro isolamento cosmico.

Il PD di Letta vero discendente della DC continua pur nella diversità delle sue correnti o bande armate che si dica, a tenere botta forte di una organizzazione impalpabile, ma efficace di dominio mediatico e accaparramento centri di potere veri, mascherati da centri studi, da “pensatoi”che dove non nascono da reali massonerie di sinistra, sono stabilizzati in perenne colloquio con le parrocchie, gli scout che rendono elettoralmente.

OK, stabilito ciò molto in sintesi, quali sono i grandi argomenti politici che avvolgono la maccaia estiva?

- La guerra come terreno di divisione del mercato mondiale dato non solo dalla compartecipazione spinta dell’occidente a contrastare l’invasione russa dell’Ucraina, ma a speculare e cambiare tutto il moto delle merci, dei flussi dei prodotti agricoli, energetici e di vari materiali a livello mondiale. Quando si dice flussi non è sono una differenza di distribuzione ma un vero cambiamento di forme commerciali e di aggregazione di prodotti e produttori che è determinato dai centri finanziari mondiali e dalle singole potenze nazionali.

- La partecipazione della UE a molte sanzioni alla Russia che si rifrangono principalmente sull’Europa stessa, su ordine degli USA per dominio globale sui mercati in un nuovo ordine, anche contro gli interessi di molte nazioni europee(Italia compresa) su tanti aspetti dell’economia che si riverberano soprattutto sulla maggioranza povera della popolazione allargando la forbice di sopravvivenza fra ricchi e meno abbienti, dove i vari investitori planetari ridisegnano la geopolitica, ma anche l’intero assetto sociale. La storia della guerra di Ucraina è anche il segno della vittoria dei produttori di armi per esempio che tolgono risorse ai bilanci nazionali e creano disastri epocali di migrazioni e distruzioni. Se le produci devi usarle!

- Lo spegnimento con la dissoluzione dei partiti nella loro interazione con le masse, di ogni opposizione pratica al potere, l’uso anche del sindacato e di una quota di intellettuali istruiti, senza vergogna a commentare provvedimenti su energia, uso della sanità, trasporti, agricoltura, ecc. Compresi esponenti dei partiti che dicono una cosa e la smentiscono nei fatti un minuto dopo (vedi superbonus, salario minimo, ecc)

- Letta parla nel dopo elezioni di tenuta e nuovo campo largo ovvero getta la rete su ogni gruppo istituzionale non ancora conquistato, mentre verdi e M5S (qualunque versione) si sono ormai consegnati senza colpo ferire a quello che una volta era il nemico, l’artefice del job act, degli scioperi e delle manifestazioni contro il R. di C. e che di fatto ha lasciato ogni spinta positiva sulle energie rinnovabili(causando anche danni concreti a molte aziende). Quello della stabilizzazione della precarietà, che ha contribuito a creare circa 3,6 milioni di precari, circa 6 milioni di poveri dichiarati, quello che ha guidato la marcia alle tasse più alte d’Europa con il minimo servizio sociale e sta non fiatando sulla privatizzazione dei beni comuni(acqua, energia, sanità). Mentre fanno discutere su nuovi vaccini e pandemia la privatizzazione della sanità va avanti al galoppo fra regioni autoritarie e società di gestione dei beni pubblici privatizzate(A.Li.Sa.) e l’elenco locale degli ospedali o reparti chiusi o dati in gestione di comune in comune non si arresta .

- Nascono partitini al “centro” gettonati per audience dai media, schifati dai cittadini, da Calenda a Renzi, a fuorusciti dal M5S in cerca di gloria personale(Paragone, Alternativa, ecc). Insomma ormai c’è il gruppone PD che fa quadrato mentre attorno si allunga la lista degli atomi “liberi” che nasce già sapendo di non avere uno spazio utile. Eppero… si buttano poiché ormai le piccole percentuali in una atomizzazione dei voti con il 60% circa di non votanti trova “conforto e lustro” senza vergogna. Quello che una volta in politica diventa una sconfitta oggi può essere “l’ago della bilancia” nel potere. Non sono processi che arrivano dal basso, in una riedizione possibile di opposizione al potere, ma è la stessa politica di sempre sconfitta da se stessa e dalla globalizzazione del capitalismo che si RICICLA.

Nessuno si occupa più di cosa vuole la massa, di quali pensieri, interessi circolano fra la gente comune, la politica sta altrove e non se ne preoccupa a parte i talk show obbligatori, mentre progetti di ogni tipo sono cassati e resi aborti, mentre di fatto vanno avanti idee e grandi opere, vecchie di trent’anni come Tav, TAP, Mose, il vecchio PEN(Piano Energetico Nazionale) è già considerato tanta roba, mentre il PNRR fa da lima bastarda sui denti di chi vorrebbe spendere diversamente e proficuamente i prestiti condizionati della EU.

- Nel frattempo multinazionali globali e finanza che investe, dirige capitali per mantenere il mondo esistente senza cambiare nell’energia(diversificazioni fonti fossili), ne con vera conversione energetica, come nella produzioni di armi che chiedono poi guerre e sviluppi violenti, come nella gestione della sanità di fatto con l’eclisse di quella pubblica e gratuita, come nell’attacco alle piccole proprietà (vedi PAC) agricole o con la scusa della guerra per acquisire terreni a livello mondiale (in Africa come in Ucraina, ecc) da dedicare a OGM per creare dipendenza economica, senza cambiare nulla sul piano climatico dell’inquinamento.

- Ecco l’OPPOSIZIONE sociale a questo disegno diffusa, ma incerta e senza strumenti, confusa e variegata ha questi temi a cui dare una soluzione dentro ogni strato sociale in cui opera, sia politico, sia sindacale. Il processo è già in atto anche se non ha visibilità una rete si sta già formando E’ certo che “nessuno vince da solo” che la convergenza fra gruppi civici sui territori è necessità di sopravvivenza, ancor prima che per portare a casa risultati. Una sfida immane in cui hanno un ruolo le attrazioni degli stessi partiti come il PD che senza vergogna ingloba chiunque, comprese le buone intenzioni di chi attua “buone pratiche” convinto che sia un metodo davvero alternativo al sistema, mentre è solo un altra faccia del mercato globale.

-Prima di pensare ad alternative istituzionali serve coagulare la parte cosciente e attiva nei territori per costruire comunità e interessi condivisi, chi cade nella rete delle sirene partitiche potrà avere vantaggi personali, ma non risolverà il tema di quale società vorremmo costruire

Gianni Gatti

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