Infine, sempre senza un battito di ciglia, ha appoggiato l’osceno progetto di piazzare un rigassificatore davanti alle coste savonesi.
Inspiegabilmente si è quindi trovata nel 2023 con un posto (e uno stipendio) di tutto rispetto: Toti, che ancora per poco era il plenipotenziario per la Liguria e non immaginava che il 2024 gli avrebbe portato in dono un rovinoso arresto e la fine della sua carriera politica, l’aveva infatti nominata commissaria di quella Agenzia regionale ligure per i rifiuti (Arlir) finita recentemente in pasto alle cronache per la sua inesistenza in vita - se non per i salati costi che i liguri continuano a pagare.
Adesso la Corte dei Conti contesta a Toti un danno erariale di 178 mila euro proprio per quella nomina. Per i giudici contabili, infatti, non sarebbero state valutate eventuali figure interne alla Regione prima di optare per Monica Giuliano, un oneroso soggetto esterno che oltretutto non avrebbe avuto i titoli previsti dalla normativa per ricoprire quel ruolo.
L’argomento ambiente d’altronde - se non ricordiamo male - non era esattamente tra le battaglie principali combattute dalla commissaria che avrebbe dovuto ‘chiudere’ il fantasioso ciclo dei rifiuti. Forse cercando di infilare un inceneritore da qualche parte in Valbormida, chissà.
Selena Candia, capogruppo regionale di AVS, rivendica l’esito positivo dell’esposto presentato dal centrosinistra alla Corte dei conti nel 2023: “Grazie all’esposto delle opposizioni sulla nomina di Monica Giuliano alla guida dell’Agenzia per i rifiuti, la Corte dei Conti ha contestato all’ex presidente Giovanni Toti il danno erariale per le cifre stanziate dalla Regione per questo incarico inutile. Si tratta di 178 mila euro spesi in due anni e mezzo per l’indennità della commissaria ai rifiuti, scelta senza alcuna procedura di selezione, né tra i dirigenti in servizio in Regione Liguria né tra i manager esterni specializzati nel settore ambientale”.
“Si è creato un organismo che non è servito a nulla, perché in due anni e mezzo non ha prodotto alcun risultato, lasciando irrisolto il problema dei rifiuti in Liguria. Ad aggravare la condotta di Toti c’è stata anche la nomina di Monica Giuliano, che è costata ai liguri 178 mila euro per un incarico superfluo, giunto proprio dopo che l’ex sindaco di Vado Ligure aveva dato il via libera al progetto del rigassificatore. Adesso la Corte dei conti si è espressa chiaramente su quell’incarico, che noi avevamo contestato fin da subito. Non c’erano i presupposti per assegnarlo a Monica Giuliano: Toti restituisca ai liguri i soldi che ha speso inutilmente”, dichiara Candia.
Giampedrone, dal canto suo, nega tutto: "Regione Liguria e l'Agenzia per i rifiuti, costituita nel 2022 con una legge, pienamente vigente, approvata in Consiglio regionale e mai impugnata da nessuno, non hanno ricevuto alcuna segnalazione o contestazione dalla Corte dei Conti. Anche le proroghe dell'incarico dell'ex commissario Giuliano sono state ugualmente votate dall'Aula e rientrano quindi perfettamente all’interno del perimetro normativo dell’Agenzia, tracciato dal legislatore regionale". Così l'assessore regionale al Ciclo dei Rifiuti rispetto all'attività di Arlir.
"In particolare l'Agenzia non ha mai ricevuto alcuna osservazione, tecnica, giuridica o amministrativa negli anni di operato fino ad oggi - prosegue Giampedrone - contrariamente a quanto vorrebbe far intendere qualcuno in modo quantomeno molto scorretto dal punto di vista istituzionale. Monica Giuliano durante il suo mandato ha rispettato appieno i compiti assegnati dalla norma al Commissario, adottando i numerosi atti necessari all’avvio e al funzionamento della struttura di Agenzia e presentando relazioni puntuali sul suo operato (come previsto dalla Norma istitutiva) e anche con una relazione finale del suo incarico che posso affermare fin d’ora essere stato molto proficuo e importante per il nostro Ente e per gli obiettivi fissati dalla legge in materia. Oggi, con l'attuale Direttore Tommasini, Arlir sta proseguendo in modo efficace il suo lavoro giunto alla vigilia della chiusura dell'avviso pubblico per le manifestazioni di interesse finalizzate alla chiusura del ciclo dei rifiuti nella nostra regione. Un traguardo mai pensato e, come è sempre più evidente, mai voluto dal centrosinistra che in passato con una gestione scellerata dei rifiuti ha determinato, questo sì, enormi costi aggiuntivi a carico dei cittadini".
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