News24 marzo 2026 17:41

I numeri del referendum

In tempi che rimangono di forte disaffezione, il tema costituzionale rimane comunque il "magnete" più importante per attirare all'impegno la parte democratica e progressista del nostro Paese (di Franco Astengo)

I numeri del referendum

Accadde nel 2006, si ripeté nel 2016 e ancora 10 anni dopo, oggi: un ventennio segnato da tentativi di stravolgimento del nostro assetto democratico respinti dal voto popolare e dall'impegno unitario di forze politiche, sindacali, associative.

Questo è il primo segnale da cogliere rispetto a questo risultato. Il tema della partecipazione al voto rimane comunque all'ordine del giorno.

Sicuramente la quota di presenza ai seggi nell'occasione referendaria è risultata più alta del prevedibile e di quanto pronosticato dai sondaggi.

Però alla fine tra territorio nazionale ed estero (c'è da modificare qualcosa nel voto all'estero rivedendo i criteri di ammissione al voto) la vittoria del NO si colloca di poco al di sopra del 30% degli aventi diritto e questo rimane un preoccupante segnale di fragilità del sistema.

Si è molto discussa la questione della spaccatura territoriale rispetto alla partecipazione al voto tra Centro - Nord e Sud.

Da notare sotto questo punto di vista il riproporsi del tema centro/periferia, con il voto delle città favorevole al NO e quello dei centri periferici favorevoli al Sì anche nelle regioni del Nord dove il Sì ha prevalso complessivamente (un punto che potrebbe anche far pensare di un voto per il Sì "meno moderno" ma si tratta di un elemento che dovrebbe essere discusso più a fondo).

 

In questo caso offriamo un quadro riferito alle percentuali ottenute dai due schieramenti rispetto al totale degli aventi diritto dividendo Sì e No ed elencandoli in ordine decrescente.

 

SI' (totale nazionale 13.251.887 pari al 27,06% del totale degli aventi diritto)

 

VENETO iscritti 3.750.551 voti Sì 1.382.701 pari al 36,86%

LOMBARDIA iscritti 7.573.433 voti Sì 2.572.803 pari al 33,97%

FRIULI VENEZIA GIULIA iscritti 931.761 voti Sì 310.743 pari al 33,35%

MARCHE iscritti 1.157.824 voti Sì 339.091 pari al 32,74%

UMBRIA iscritti 658.041 voti Sì 205.479 pari al 31,22%

ABRUZZO iscritti 1.015.499 voti Sì 293.887 pari al 28,94%

PIEMONTE iscritti 3.303.313 voti Sì 955.168 pari al 28,91%

EMILIA ROMAGNA iscritti 3.365.900 voti Sì 954.053 pari al 28,34%

VALLE D'AOSTA iscritti 97.949 voti Sì 27.395 pari al 27,96%

LAZIO iscritti 4.350.049 voti Sì 1.212.443 pari al 27,87%

TOSCANA iscritti 2.797.696 voti Sì 771.094 pari al 27,77%

LIGURIA iscritti 1.180.907 voti Sì 313.935 pari al 26,58%

TRENTINO ALTO ADIGE iscritti 819.907 voti Sì 210.916 pari al 25,72%

MOLISE iscritti 237.348 voti Sì 57.566 pari al 24,25%

SARDEGNA iscritti 1.220.821 voti Sì 281.766 pari al 23,08%

PUGLIA iscritti 3.171.631 voti Sì 702.639 pari al 22,15%

BASILICATA iscritti 432.862 voti Sì 91.205 pari al 21,07%

CALABRIA iscritti 1.467.969 voti Sì 301.133 pari al 20,51%

SICILIA iscritti 3.860.565 voti Sì 689.506 pari al 17,86%

CAMPANIA iscritti 4.450.547 voti Sì 774.772 pari al 17,40%

 

Regioni dove il Sì ha superato la media nazionale: Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia (le 31 regioni dove il Sì ha prevalso) con Marche. Umbria, Abruzzo, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Valle D'Aosta, Toscana regioni dove ha prevalso il No con alta partecipazione. Risulta evidente da questa analisi un forte disaffezione da parte di potenziali sostenitori del "Sì" (votanti di partiti di governo) in regioni.-chiave come la Sicilia e la Campania.

 

NO (totale nazionale 14.461.573 pari al 31,47% sul totale degli aventi diritto)

 

TOSCANA iscritti 2.797.496 voti No 1.071.763 pari al 38,31%

EMILIA ROMAGNA iscritti 3.365.900 voti No 1.277.512 pari al 37,95%

LIGURIA iscritti 1.180.907 voti No 416.683 pari al 35,28%

MARCHE iscritti 1.157.824 voti No 393.928 pari al 34,02%

LAZIO iscritti 4.350.049 voti No 1.457.352 pari al 33,50%

UMBRIA iscritti 658.041 voti No 219.751 pari al 33,39%

PIEMONTE iscritti 3.303.313 voti No 1.099.038 pari al 33,27%

CAMPANIA iscritti 4.450.547 voti No 1.453.050 pari al 32,64%

BASILICATA iscritti 432.862 voti No 136.997 pari al 31,64%

SARDEGNA iscritti 1.320.821 voti No 412.866 pari al 31,25%

ABRUZZO iscritti 1.015.499 Voti No 315.401 pari al 31,05%

VALLE D'AOSTA iscritti 97.949 voti No 29.456 pari al 30,07%

PUGLIA iscritti 3.171.611 Voti No 936.589 pari al 29,53%

LOMBARDIA iscritti 7.573.433 Voti No 2.230.349 pari al 29,43%

MOLISE iscritti 237.348 voti No 57.566 pari al 29,28%

SICILIA iscritti 3.860.565 voti No 1.077.512 pari al 27,91%

FRIULI VENEZIA GIULIA iscrutti 931.761 voti No 259.721 pari al 27,87%

CALABRIA Iscritti 1.467.969 voti No 403.513 pari al 27,48%

TRENTINO ALTO ADIGE iscritti 819.907 voti No 215.945 pari al 26,28%

VENETO iscritti 3.750.551 voti No 984.383 pari al 26,24%

 

 

Il No rimane al di sotto della media nazionale nel Molise , Sicilia, Friuli - Venezia Giulia, Calabria, Trentino Alto AdigemSardegna, Abruzzo, Valle d'Aosta,Puglia, Lombardia, Veneto fanalino di coda. L'analisi approfondita del voto per il "NO" rapportato al totale degli iscritti conferma comunque una importante spalmatura su tutto il territorio nazionale: un elemento da considerare quindi con grande attenzione dal punto di vista della capacità di aggregazione sul momento e sulla ulteriore necessità di "solidificazione".

 

UNA COMPARAZIONE FORSE IMPROPRIA (ma che può aiutare a capire)

 

Una delle tesi sostenute compilando questo lavoro è quella dell'importanza del voto al riguardo del referendum sul lavoro indetto dalla CGIL e svolto nel giugno 2025.

Non si raggiunse il quorum ma il voto favorevole ai quesiti superò i 12 milioni di voti: non lontano quindi da quei 14 milioni di voti che hanno consentito di sconfiggere l'ennesimo attacco alla Costituzione.

Un risultato accantonato frettolosamente come una sconfitta da dimenticare invece punto di raccolta di una aggregazione che ha funzionato da piattaforma per il risultato odierno.

Come si vedrà le percentuali sul totale degli aventi diritto non risultano poi così tragicamente minoritarie.

Abbiamo così provato a comparare il voto del "NO" nel referendum costituzionale con il voto favorevole ai quesiti CGIL, regione per regione (percentuali sempre rigorosamente sul totale degli aventi diritto).

 

Preso in esame come base il quesito numero 1.

Italia. Elettori 45.997.941 voti favorevoli 12.249. 614 pari al 26,63% (-4,84% rispetto al 2026)

 

VOTO 2026 VOTO 2025

TOSCANA iscritti 2.797.496 voti No 1.071.763 pari al 38,31% 2025: iscritti 2.803.442 voti favorevoli 960.994 pari al 34,27% (-4,04)

EMILIA ROMAGNA iscritti 3.365.900 voti No 1.277.512 pari al 37,95% 2025: iscritti 3.370.704 favorevoli 1.108.127 pari al 32,87% (-5,08%)

LIGURIA iscritti 1.180.907 voti No 416.683 pari al 35,28% 2025: iscritti 1.183.114 voti favrevoli 364.952 pari al 30,90% (-4,38%)

MARCHE iscritti 1.157.824 voti No 393.928 pari al 34,02% 2025 iscritti 1.158.517 voti favorevoli 325.928 pari al 28,13% (- 5,89%)

LAZIO iscritti 4.350.049 voti No 1.457.352 pari al 33,50% 2025 iscritti 4.356.034 voti favorevoli 1.242.699 pari al 28,52% ( -4,98%)

UMBRIA iscritti 658.041 voti No 219.751 pari al 33,39% 2025 iscritti 659.165 voti favorevoli 180.861 pari al 27,43% (-5,96%)

PIEMONTE iscritti 3.303.313 voti No 1.099.038 pari al 33,27% 2025 iscritti 3.317,443 voti favorevoli 989.988 pari al 29,84% (-3,43%)

CAMPANIA iscritti 4.450.547 voti No 1.453.050 pari al 32,64% 2025 iscritti 4.454.667 voti favorevoli 1.225.412 pari al 27,50% (-5,14)

BASILICATA iscritti 432.862 voti No 136.997 pari al 31,64% 2025 iscritti 433.874 voti favorevoli 119.386 pari al 27,51% (- 4,13%)

SARDEGNA iscritti 1.320.821 voti No 412.866 pari al 31,25% 2025 iscritti 1.322.744 voti favorevoli 334.027 pari al 25,25% (-6,00%)

ABRUZZO iscritti 1.015.499 Voti No 315.401 pari al 31,05% 2025 iscritti 1.015.799 voti favorevoli 264.748 pari al 26,06% (-4,99)

VALLE D'AOSTA iscritti 97.949 voti No 29.456 pari al 30,07% 2025 iscritti 97.805 voti favorevoli 23.185 pari al 23,70 (- 6,37%)

PUGLIA iscritti 3.171.611 Voti No 936.589 pari al 29,53% 2025 iscritti 3.171.757 voti favorevoli 811.722 pari al 25,59% ( -3,94%)

LOMBARDIA iscritti 7.573.433 Voti No 2.230.349 pari al 29,43% iscritti 7.577.346 voti favorevoli 1.945.474 pari al 25,67% (- 3,76%)

MOLISE iscritti 237.348 voti No 57.566 pari al 29,28% 2025 iscritti 238.268 voti favorevoli 58.751 pari al 24,65% (-4,63%)

SICILIA iscritti 3.860.565 voti No 1.071.763 pari al 27,91% 2025 iscritti 3.865.466 voti favorevoli 803.908 pari al 20,79% (- 7,12%)

FRIULI VENEZIA GIULIA iscrutti 931.761 voti No 259.721 pari al 27,87% 2025 iscritti 932.597 voti favorevoli 212.611 pari al 22,79% (- 5,08%)

CALABRIA Iscritti 1.467.969 voti No 403.513 pari al 27,48% 2025 iscritti 1.469.405 voti favorevoli 316.465 pari al 21,53% (-5,95%)

TRENTINO ALTO ADIGE iscritti 819.907 voti No 215.945 pari al 26,28% 2025 iscritti 819.159 voti favorevoli 151.040 pari al 18,43% (-7,85%)

VENETO iscritti 3.750.551 voti No 984.383 pari al 26,24% 2025 iscritti 3.750.825 voti favorevoli 809.436 pari al 21,58% ( - 4,66%)

 

Le distanze percentuali minori tra il "NO" 2026 e il voto favorevole ai quesiti CGIL 2025 si sono verificati in Piemonte e Lombardia rispettivamente con un meno 3,43% e un meno 3,76%: dimostrazione dell'esistenza di un problema operaio al Nord al di fuori da una più complessa "questione settentrionale".

Appare evidente che in Piemonte e in Lombardia siano emersi settori (presumibilmente impegnati nell'industria) che hanno votato per i quesiti proposti dalla CGIL confermando soltanto parzialmente l'indicazione del sindacato nel referendum confermativo. Da notare ancora che il voto 2025 nelle due regioni ha avvicinato molto quello di Toscana ed Emilia tradizionali capofila delle cosiddette "regioni rosse" dove può essere permesso affermare che il voto segue in grandi dimensioni l'indicazione politica generale.

In conclusione emergono alcune questioni di grande rilievo che dovrebbero impegnare da subito il fronte uscito vittorioso da questa contesa:

1) il considerare questo risultato del "NO" nel referendum confermativo (considerata appieno la valenza politica) come punto d'appoggio fondamentale per la costruzione di una alleanza stabile e strutturata capace di proporre un'alternativa;

2) L'esistenza di un divario rilevante tra Centro Nord e Sud, accompagnato dell'acuirsi della diversità tra i centri urbani e le piccole città, gli entroterra, le periferie anche quale esito della crescita complessiva delle disuguaglianze;

3) La necessità di approntare una risposta alle problemtiche giovanili. Il voto della generazione Z può essere stato originato, in questo occasione, da un moto per certi versi spontaneo di anelito democratico ma ha ora bisogno di consolidarsi attorno a una concreta capacità di proposta;

4) esiste una questione di "condizione materiale" (aggravata dalla crisi internazionale e dalle incertezze del governo prima di tutto intorno alla vicenda europea e della relazione con gli USA) che si riflette in particolare nelle aree più avanzate e suoi settori maggiormente coinvolti nella fase della post-globalizzazione e dell'innovazione tecnologica: il tema molto sentito dell'assenza di programmazione industriale ne fa parte appieno.

Franco Astengo