Dal Documento 2024 Rete Ambiente Lombardia, ISDE (Associazione Medici per l’Ambiente) e Altri, Convegno di Brescia del 9 Novembre 2024 - pag 3 e 4
EMISSIONE DI INQUINANTI DA INCENERITORI
“… Evidenziamo che sul tema del monitoraggio delle emissioni da incenerimento permane una forte distorsione: la valutazione delle emissioni stesse avviene sempre in termini di concentrazione degli inquinanti nei fumi emessi al camino, mentre quello che conta, rispetto a inquinanti persistenti e/o bioaccumulabili, è il flusso di massa complessivo che porta tali inquinanti ad accumularsi nei comparti ambientali e nelle catene alimentari attorno agli inceneritori. Inoltre gli inceneritori dotati di sistemi di abbattimento emettono polveri con diametro aerodinamico di frazioni di micron che dal punto di vista tossicologico sono particolarmente critiche anche perchè a queste frazioni sono adesi gli inquinanti più tossici come diossine e metalli pesanti. In effetti accumuli significativi di diossine e PFAS, alcuni dei quali riconosciuti come carcinogeni certi dallo IARC, sono stati dimostrati negli ecosistemi prospicienti inceneritori di nuovissima generazione (The true toxic toll, Zero Waste Europe, 2021) Si deve poi considerare che, i rifiuti inviati ad incenerimento generano a loro volta rifiuti che debbono essere trattati e o conferiti in discarica. Ad esempio l'inceneritore di Brescia tratta oltre 730.000 t di rifiuti che generano 133.000 t/a di scorie e 33.000 t/a di ceneri volanti (rifiuti pericolosi).”
EPIDEMIOLOGIA RELATIVA A INCENERITORI
ANCHE DI RECENTE COSTRUZIONE
“Gli studi sugli inceneritori. anche di recente costruzione, hanno spesso evidenziato un impatto negativo sulla salute in particolare sugli esiti della gravidanza (parti pre-termine, basso peso alla nascita, piccole malformazioni (Moniter Regione Emilia Romagna, 2011; Ashworth D C et al. 2014; Trentalange et al 2025; Hao Y et al 2021) e sulle malattie cardiache e respiratorie (Romanelli
A M et al 2019; Ancona C et al 2015). Gli studi sulla malattia oncologica sono limitati dall’incongruità del tempo di osservazione ma rilevano segnali di aumentato rischio per alcune tipologie di tumori (linfomi, tumore del fegato e della mammella) (Minichilli F et al 2017; Ancona C et al 2015). A fronte di questi dati un forte richiamo al principio di precauzione è imprescindibile.....”
link per ottenere il documento integrale:
https://www.isdenews.it/inceneritori-lombardia-urge-tavolo-di-confronto-con-le-associazioni/
PROGETTO “RIFIUTI ZERO” PROPOSTO DAL MODA PER
LA PROVINCIA DI SAVONA
Per la Provincia di Savona senza produzione di CSS e senza incenerimento di rifiuti, ipotizzando una quantità totale di RSU in Provincia di Savona di circa 200.000 tonnellate/anno:
➢ Riduzione dei rifiuti alla fonte di produzione per 30.000 t/a (15%)
➢ Una seria raccolta domiciliare "porta a porta" che permetta di recuperare quasi tutte le 60.000 tonnellate/anno di rifiuto organico (30% del totale) e avviarlo a uno o più impianti di compostaggio con compost da utilizzare come concime in agricoltura. (vedi nuovo impianto di La Spezia)
➢ Il recupero delle altre frazioni solide (plastica, metalli, carta, vetro, legno) per un totale di 100.000 tonnellate/anno (50% del totale) con raccolta differenziata che potrebbe fruire dei finanziamenti "Obiettivo 2" della Comunità Europea.
➢ Con queste premesse su 200.000 t/a si potrebbero recuperare almeno 190.000 t/a ed il residuo di 10.000 t/a (5%) potrebbe essere smaltito con sicurezza senza ampliamenti in discarica.
Savona, 2 Luglio 2026
Virginio Fadda (Biologo),
MODA Savona






