In mattinata, presso la Casa Circondariale di Milano San Vittore, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Savona hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa in data 15 luglio 2026 dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Savona, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti del 52enne Renato Mastroianni, gravemente indiziato del reato di omicidio volontario ai danni del 37enne marocchino Yassine Mirinioui.
Il provvedimento cautelare costituisce l’esito delle approfondite indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo e della Compagnia di Savona, in relazione all’omicidio avvenuto sulla spiaggia del prolungamento di Savona nel pomeriggio di domenica 5 luglio scorso.
L’attività investigativa, sviluppata attraverso l’acquisizione delle testimonianze, l’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nell’area interessata, nel centro cittadino savonese e lungo tutti gli spostamenti dell’indagato, gli accertamenti tecnici e il sequestro dell’arma ritenuta utilizzata per il delitto, ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’uomo, pregiudicato e di fatto senza fissa dimora. Le immagini hanno documentato gli spostamenti dell’aggressore dall’area della spiaggia fino alla stazione ferroviaria, mentre le testimonianze ne ha confermato il riconoscimento.
L’indagato, di fatto senza fissa dimora, rintracciato a Milano lunedì 6 luglio in collaborazione con la Polizia di Milano e Savona, ha reso poi dichiarazioni nel corso dell’interrogatorio, ammettendo di aver colpito la vittima con un coltello, sostenendo tuttavia di aver agito per paura e a seguito di un malinteso, escludendo la volontà di uccidere.
Secondo la ricostruzione investigativa dei Carabinieri di Savona, accolta dal Giudice per le Indagini Preliminari nella fase cautelare, Mastroianni avrebbe colpito Yassine Mirinioui con un’arma da taglio al culmine di un banale diverbio verificatosi sulla spiaggia. La vittima è successivamente deceduta lunedì 6 luglio a causa di uno shock emorragico conseguente alla ferita da arma da taglio riportata all’addome.
Il procedimento, inizialmente trattato dall’Autorità Giudiziaria milanese a seguito del rintraccio dell’indagato a Milano, è stato successivamente trasmesso per competenza territoriale al Tribunale di Savona.
Nel disporre la misura della custodia cautelare in carcere, il G.I.P. del Tribunale di Savona ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza e concrete esigenze cautelari, individuate nel pericolo di fuga e nel rischio di reiterazione di reati della stessa specie, valorizzando, tra gli altri elementi, i precedenti penali dell’indagato, la sua condizione di persona senza fissa dimora, le modalità della condotta contestata e il comportamento tenuto dopo il fatto.
L’Autorità Giudiziaria savonese ha inoltre ritenuto la misura custodiale proporzionata alla gravità del reato contestato e adeguata alle condizioni personali dell’indagato.
Si ricorda che il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità penale dell’indagato potrà essere definitivamente accertata solo con sentenza irrevocabile di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.











