News14 ottobre 2026 17:32

Crimini e numeri

Il Silp Cgil: "Le graduatorie sulla criminalità parlano al pubblico, ma a chi opera servono indicatori. L'Indice 2026 del Sole 24 Ore (denunce 2025) colloca Genova al 7° posto nazionale (+4,1%), Imperia all'11° (-2,7%), Savona al 19° (-3,8%), La Spezia al 34° (-2,7%), con l'Italia a -1,8%. Il posizionamento dice poco: conta la composizione dei reati"

foto: Armi Magazine

foto: Armi Magazine

 

"L'Indice - proseguono dal Sindacato di polizia ligure - registra l'emersione, non il fenomeno: un calo può essere dovuto a meno reati o meno denunce. I reati che si basano su investigazione pura, come gli stupefacenti, misurano anzitutto l'attività di contrasto: il 5° posto di Imperia è anche un indicatore di lavoro".

"Nelle province piccole pochi casi spostano molte posizioni: a Savona 8 tentati omicidi valgono il 13° posto nazionale. In questa città furti (4.027), danneggiamenti (1.792) truffe e frodi informatiche (1.585) valgono due denunce su tre.

Il dato chiave è il rapporto tra truffe e rapine: 16 a 1. Il reato si sposta dalla strada allo schermo, alle chat, ai social su base AI: tracciamenti finanziari, richieste ai provider, vittime spesso vulnerabili. Lesioni dolose (17°, in salita) e tentati omicidi indicano una violenza relazionale che chiede prevenzione e codice rosso.

Nel Ponente il calo convive con una violenza interpersonale da primato: Imperia è 2ª per lesioni e percosse, 6ª per tentati omicidi, 7ª per violenze sessuali. Genova cresce in controtendenza: un trend da leggere su porto, turismo e marginalità urbana, non da inseguire con risposte emergenziali.

L'Indice prende in considerazione i residenti, ma in Riviera la popolazione reale, soprattutto d'estate, si moltiplica, mentre gli organici restano tarati sempre su quei residenti. E un modello pensato per furti e rapine fatica davanti a frodi digitali e violenza domestica, reati ad alta intensità investigativa".

"Il convegno nazionale dell'Osservatorio Nazionale Informatica Forense, in programma a Genova venerdì 16 ottobre, risponde a questa trasformazione. Mette allo stesso tavolo chi raccoglie la prova digitale, chi la analizza e chi la valuta in aula: smartphone, cloud, criptovalute, intelligenza artificiale. Per il SILP CGIL ha un valore preciso: dimostra che la formazione d'eccellenza si può portare sul territorio e che il dialogo con professionisti e accademia è una risorsa, non un'eccezione. È il modello che chiediamo diventi strutturale, con partecipazione in orario di servizio e competenze riconosciute nella carriera.

Il SILP CGIL chiede piante organiche calibrate su flussi e carichi reali, turn over pieno, rinforzi stagionali che non svuotino altri uffici. E formazione continua, imprescindibile: investigazione digitale, codice rosso, ascolto delle vittime. La sicurezza si costruisce con la competenza di chi la garantisce ogni giorno" concludono dal Silp.

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