Se lo vediamo in quell’angolo di via Verzellino che confina con piazza del Duomo ci agitiamo anche di più, perché già due dei bellissimi antichi cedri che regalavano un po’ d’ombra a chi si avventurava sul cemento rovente sono stati abbattuti, uno ad aprile e l’altro poco fa, a settembre.
Ne rimane un terzo, una specie di soldato Ryan che tutti avremmo sperato di vedere ancora a lungo.
Ma quel nastro avvistato oggi è minaccioso.
Cosa vogliono fare all’ultimo cedro del Duomo?
Deve morire anche lui in nome della ‘sicurezza’?
Perché sicurezza, non ci stanchiamo di ripeterlo, significa manutenzione e cura del verde, unico amico che abbiamo nelle estati sempre più torride, fonte di ossigeno e nemico dell’inquinamento che a Savona abbonda, grazie alle continue sfilate di TIR che l’autorità portuale butta sulle nostre strade come se fossero sue.
E piantare alberelli destinati a una fine precoce al posto di maestosi alberi storici - lo abbiamo visto in varie parti della città - non serve a niente.
Quindi speriamo vivamente che il nastro minaccioso sia solo una prova colore.
Qui il primo cedro tagliato:
Qui il panorama dopo il taglio del secondo:















