La malattia di Parkinson (PD) è un disturbo neurodegenerativo progressivo che colpisce oltre 9,4 milioni di persone in tutto il mondo e potrebbe superare i 12 milioni di casi a livello globale entro il 2040.
Nonostante i progressi, la diagnosi e il trattamento precoce restano difficili a causa della mancanza di biomarcatori affidabili.
Le proteine α-sinucleina mal ripiegate svolgono un ruolo chiave nella patologia del PD e sono emerse come promettenti bersagli diagnostici.
Il progetto VαMPiRE, finanziato dall’UE, studierà le isoforme della α-sinucleina in vescicole extracellulari derivate da neuroni, provenienti da un’ampia coorte di pazienti affetti da PD e soggetti non affetti.
I risultati del progetto contribuiranno allo sviluppo di un nuovo test diagnostico in vitro (IVD) per la rilevazione precoce e il monitoraggio della progressione del PD. Questa innovazione potrebbe migliorare lo screening e la diagnosi precoce, ottimizzare la gestione della malattia e i risultati clinici, e favorire lo sviluppo di trattamenti migliori.
Un miglioramento dello screening per il Parkinson consentirà una diagnosi più precoce di 270.000 nuovi casi all’anno e una migliore gestione della malattia per i 9,4 milioni di persone attualmente diagnosticate. Questo eviterà la perdita di 5,8 milioni di anni di vita corretti per disabilità (DALYs) entro il 2028 e faciliterà lo sviluppo di trattamenti migliori.
Di questo si parlerà nell'iniziativa organizzata a Savona sabato mattina.
Relatori:
Maria Laura Ester Bianchi - Neurologo specialista ambulatoriale, ATS LIGURIA Area 2, specialista Centro Parkinson Savona
Ottavia Baldi - Dirigente Medico Neurologo presso la S.C.
Neurologia P.O. Levante ATS LIGURIA Area 2, specialista Centro Parkinson
Savona
Marco Feligioni - European Brain Institute "Rita Levi-Montalcini"
Foundation, Roma











