News24 ottobre 2026 13:03

Il ponte dei deliri

Preoccupazione per i tempi di riapertura del ponte di Quiliano e per la segnaletica dei percorsi alternativi: nasce il comitato che raccoglie oltre 40 esercenti dei Comuni di Vado Ligure e Savona. Solidarietà e sostegno anche da parte dei cittadini, direttamente colpiti dai disagi provocati dalla chiusura

Il ponte dei deliri

La chiusura della Strada Statale 1 Aurelia, disposta da ANAS per consentire i lavori sul ponte di Quiliano, ha determinato una situazione di forte criticità per le attività economiche presenti nell’area, che si trovano oggi ad affrontare un isolamento di fatto, con pesanti ripercussioni legate alla drastica riduzione del passaggio veicolare e, conseguentemente, delle opportunità di lavoro e di business. 

Per affrontare questa emergenza nasce il Comitato esercenti Ponte Vado Ligure– Savona, che raccoglie la partecipazione di oltre 40 esercenti, con attività ubicate sia nel Comune di Vado Ligure sia nel Comune di Savona. Un’iniziativa spontanea nata dalla necessità di unire le forze, dare voce alle attività coinvolte e richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla gravità delle conseguenze economiche e sociali determinate dalla chiusura dell’Aurelia. 

L’iniziativa ha inoltre suscitato un significativo interesse tra la popolazione residente, sia a Vado Ligure sia a Savona. Anche i cittadini stanno infatti subendo direttamente gli enormi disagi legati alla chiusura della strada e alle difficoltà di collegamento tra i due territori. In tanti hanno voluto sottoscrivere l’adesione all’iniziativa, esprimendo solidarietà e vicinanza agli esercenti e alle attività economiche coinvolte. 

Una partecipazione che testimonia come la situazione non riguardi soltanto le imprese, ma coinvolga un’intera comunità, con ripercussioni sulla mobilità quotidiana, sull’accessibilità dei servizi e sulla vita economica e sociale del territorio. 

«Non possiamo accettare che attività produttive, lavoratori, famiglie e cittadini si trovino ad affrontare una situazione di questa portata senza essere stati coinvolti in un confronto preventivo e senza ricevere informazioni chiare sulle conseguenze e sulla durata effettiva della chiusura. Fino a oggi, nonostante la gravità delle ricadute sul tessuto economico locale, le istituzioni non hanno incontrato direttamente gli esercenti interessati né fornito loro informazioni sufficienti per comprendere come affrontare questa fase». 

L’incertezza sui tempi di riapertura. Uno degli aspetti più preoccupanti riguarda proprio l’incertezza sui tempi di riapertura del ponte. 

Secondo quanto riportato negli atti amministrativi di cui il 

comitato ha preso visione, l’ordinanza ANAS indicherebbe il 12 maggio 2027 come data di riapertura, mentre altri atti delle autorità comunali farebbero riferimento alla fine di novembre 2027. Una differenza di circa sei mesi che, se confermata, avrebbe conseguenze estremamente pesanti per le imprese coinvolte. 

«È inaccettabile che, di fronte a una chiusura destinata a incidere così profondamente sulla vita economica e sociale del territorio, non vi sia ancora un quadro chiaro e condiviso delle tempistiche. Sei mesi di differenza non sono un dettaglio amministrativo: per un’attività commerciale possono significare la differenza tra

riuscire a resistere e dover cessare definitivamente. Chiediamo pertanto che venga chiarito ufficialmente quale sia il cronoprogramma dei lavori e quale la data prevista per la riapertura». 

Segnaletica confusionaria e percorsi alternativi: criticità in entrambe le direzioni 

Il comitato intende inoltre richiamare l’attenzione sulla gestione della segnaletica stradale e sull’individuazione dei percorsi alternativi, elementi fondamentali per garantire la corretta circolazione e, allo stesso tempo, evitare che le attività e i servizi presenti nella zona vengano completamente esclusi dai flussi di traffico. 

Le criticità relative alla segnaletica non riguardano una sola direzione di marcia, ma interessano entrambi i sensi di percorrenza lungo l’asse stradale coinvolto. 

In particolare, nel Comune di Vado Ligure, per chi percorre l’Aurelia da ponente verso levante, e nel Comune di Savona, per chi procede nella direzione opposta, da levante verso ponente, le indicazioni relative alle deviazioni e ai percorsi alternativi risultano confusionarie e non sufficientemente chiare. Una situazione che rischia di disorientare gli automobilisti, scoraggiare il transito nelle aree interessate e impedire alla clientela di raggiungere agevolmente le attività commerciali e i servizi che continuano a essere operativi. 

Particolarmente critica appare la situazione in corrispondenza dell’incrocio tra via Aurelia e corso Ferrari, un punto di snodo importante nel quale risulta inoltre disattivato l’impianto semaforico. 

La segnaletica relativa alla deviazione obbligatoria, collocata circa un chilometro prima del ponte chiuso, risulterebbe poco chiara e tale da indurre gli automobilisti a ritenere che non sia possibile proseguire oltre l’incrocio, senza indicare 

adeguatamente la presenza, nell’area del centro abitato, di attività commerciali, servizi e altre realtà produttive che restano aperte e raggiungibili. 

Il problema, quindi, non è soltanto rappresentato dalla chiusura del ponte e dalla conseguente interruzione della viabilità, ma anche dalla mancanza di indicazioni efficaci che consentano agli automobilisti di comprendere quali strade siano effettivamente percorribili e come raggiungere le attività presenti nei territori di Vado Ligure e Savona. Una segnaletica più chiara, completa e coerente in entrambe le direzioni risulta indispensabile per limitare i disagi, garantire una corretta informazione agli utenti della strada e impedire che le imprese subiscano un ulteriore danno, oltre a quello già provocato dalla chiusura. 

Le richieste del comitato 

Alla luce delle criticità riscontrate, il Comitato esercenti Ponte Vado Ligure–Savona chiede: 

• un incontro urgente con ANAS, i Comuni di Vado Ligure e Savona e gli altri enti competenti, per affrontare direttamente le problematiche segnalate dagli esercenti e dai cittadini; 

• un chiarimento ufficiale e documentato sui tempi di esecuzione dei 

lavori e sulla data effettiva prevista per la riapertura del ponte; 

• una verifica immediata della segnaletica stradale e dei percorsi 

alternativi, sia nel tratto da ponente verso levante, nel Comune di Vado 

Ligure, sia nella direzione da levante verso ponente, nel Comune di 

Savona; 

• l’installazione o la revisione di indicazioni chiare, visibili e coerenti, che 

segnalino adeguatamente la possibilità di raggiungere le attività 

commerciali, i servizi e le altre realtà produttive presenti nelle aree 

interessate; 

• l’adozione di misure concrete per mitigare le ricadute economiche della

chiusura, tutelando la continuità delle attività produttive, i posti di lavoro e il tessuto commerciale locale; 

• l’attivazione di un canale stabile di comunicazione tra istituzioni, enti responsabili dei lavori, esercenti e rappresentanti del territorio, affinché tutti gli interessati siano costantemente aggiornati sull’evoluzione della situazione. 

Un territorio che chiede ascolto e risposte 

La nascita del comitato non vuole essere un’iniziativa di contrapposizione, ma una risposta concreta alla necessità di dare voce a chi sta subendo direttamente le conseguenze della chiusura. La partecipazione di oltre 40 esercenti, insieme alle adesioni e alle manifestazioni di solidarietà dei cittadini di entrambi i Comuni, dimostra la volontà condivisa di affrontare questa emergenza e di richiedere soluzioni concrete. 

Le opere infrastrutturali possono essere necessarie, ma è altrettanto necessario che la loro gestione tenga conto delle ricadute economiche e sociali sul territorio, garantendo informazioni tempestive, una corretta organizzazione della viabilità e adeguate misure di mitigazione. 

«Il nostro obiettivo è impedire che le attività di Vado Ligure e Savona vengano lasciate sole ad affrontare una crisi che rischia di protrarsi per un periodo lunghissimo. La solidarietà dimostrata dai cittadini ci conferma che il problema riguarda tutti e che è necessario intervenire con urgenza. Non chiediamo privilegi, ma attenzione, informazioni certe e interventi efficaci. Vogliamo che le istituzioni  si assumano le proprie responsabilità, che venga garantita la massima trasparenza sui tempi dei lavori e che siano adottate tutte le misure possibili per evitare la perdita di posti di lavoro e la chiusura di attività che rappresentano una risorsa per l’intero territorio». 

Il Comitato esercenti Ponte Vado Ligure–Savona si attiverà quindi per promuovere ogni iniziativa utile a sensibilizzare le autorità competenti e a mantenere alta l’attenzione sulla vicenda, affinché siano fornite risposte concrete, siano corretti i problemi legati alla segnaletica e alla viabilità alternativa e venga tutelato il tessuto economico e sociale dei Comuni coinvolti. 

Vado Ligure 24 ottobre 2026  

Il Comitato esercenti Savona Vadoligure

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