Molti i cittadini e i rappresentanti politici presenti.
Ma il comitato - garantisce la presidente Vania Landini - è assolutamente apolitico: “Siamo disposti a collaborare con chiunque condivida le nostre istanze, ma non vogliamo essere strumentalizzati.
Siamo nati per rabbia - prosegue Landini -: la rabbia di vedere il nostro ospedale continuamente depauperato e la nostra sanità territoriale abbandonata, non è possibile aspettare un anno per una visita”.
I motivi per arrabbiarsi non mancano e sono condivisi da tanti medici e operatori della sanità savonese da quando la Regione Liguria ha approvato il cosiddetto POA - che sta per Piano di Organizzazione Aziendale (mica sanitaria, nota bene: aziendale) - della neonata ATS Liguria, sorta di mostruoso carrozzone erede di Alisa, senza considerare minimamente le criticità dei territori e soprattutto del nostro ospedale.
Un nosocomio che serve un bacino enorme e che rischia costantemente di essere azzoppato da anni di tagli, nella sostanziale indifferenza della società civile e politica savonese, difeso solo dal Comitato Amici del San Paolo guidato da Giampiero Storti che si è infatti sciolto, con grave danno per i cittadini.
La funesta riorganizzazione Aziendale dunque è servita, se non altro, a riportare la sanità nella discussione pubblica.
E alle critiche sacrosante giunte dal Savonese l’assessore regionale Nicolò e il direttore di Ats Vinai hanno risposto nel modo peggiore possibile in pieno stile marchese del Grillo e senza risparmiare attacchi anche personali assai grevi.
Ieri all’ultima provocazione ha risposto magistralmente Roberto Lerza, ex primario del Pronto Soccorso dell’ospedale San Paolo con una lettera aperta che ci pare meritevole di essere pubblicata integralmente.
"Leggo l’intervento del dott. Vinai su Savona news di oggi , preparato proprio alla vigilia della manifestazione in difesa dell’Ospedale San Paolo. Con grande tristezza devo constatare che oramai il dibattito è trasceso sull’insulto personale più che sui contenuti tecnici sui quali abbiamo cercato di renderci comprensibili dalla popolazione.
E’ trasceso sia nell’intervento del dott. Vinai, ma anche nei giorni scorsi in quello davvero poco elegante dell’assessore Nicolò che anteponendo il ruolo politico alle regole della deontologia cerca di far apparire gli ex primari come degli scorretti provocatori di paure nella popolazione, mossi da finalità politiche o ancorati a vecchie prerogative del ruolo.
Ma Vinai va oltre invitandoci a portare in giro cagnolini o nipotini e cercare di dimenticare il ruolo che abbiamo avuto.
Personalmente non ho cagnolini né nipotini da portare in giro, ma certamente potrei cogliere il consiglio e fare due passi con il dott. Vinai per provare a spiegargli qualcosa.
E il ruolo del cagnolino mi sembra potrebbe interpretarlo lui dato il suo intervento , verosimilmente sollecitato da Regione Liguria e funzionale alla manifestazione . La prima cosa che potrei spiegargli passeggiando sarebbe la differenza tra lui e noi . Al contrario di lui noi non siamo più tenuti ad essere degli “obbedienti” e siamo liberi in scienza e coscienza di esprimere le nostre opinioni e le preoccupazioni che mi pare abbiamo sempre ben circostanziato
Con riferimento a quanto riportato nel suo intervento vorrei spiegargli che l’ammodernamento di un ospedale ed il rinnovo delle apparecchiature sono un preciso dovere degli amministratori e che periodicamente devono essere fatte per restare al passo con i tempi. Ma cambiare un robot, una risonanza magnetica o altro, non ha niente a che vedere con l ‘accorpamento delle Strutture Complesse di cui si discute e la perdita dei primariati. E’ parlare d’altro. E’, questo sì, dare fumo negli occhi all’utenza cercando di spostare l’attenzione dal problema. Lo stesso dicasi per l’aumento delle prestazioni che sono state in fisiologica risalita dopo il Covid e sono sempre più stressate (anche con incentivi) data l’enormità delle liste di attesa praticamente in ogni ambito.
Vorrei anche ricordargli che sono proprio tutti i colleghi meritevoli di questo sbandierato incremento delle prestazioni, ad essere molto preoccupati da questi cambiamenti del POA.
E’ proprio l’incremento delle prestazioni che rende ancora più essenziali le varie Radioterapie, Malattie Infettive, Anatomia Patologica, Laboratorio , Centro Trasfusionale e la loro direzione in loco. E’ così difficile da capire ?
Il dott. Vinai potrebbe spiegarmi, durante la passeggiata, perché alcune di queste Strutture Complesse sono state ripristinate se andavano così contro la logica ed il buon senso. Dovrebbe spiegarmi come mai la politica e gli amministratori si fanno scudo del DM 70 quando fa loro comodo, mentre in altri momenti e situazioni lo ignorano completamente. Dovrebbe spiegarmi se conosce le specialità in questione , la loro complessità gestionale, la loro importanza in ambito ospedaliero e le innovazioni che le caratterizzano nella loro continua evoluzione che deve stare di anno in anno al passo con i tempi per seguire il progresso scientifico.
Come si possa rendere più efficiente una struttura allontanandone la guida a 100 km di distanza è una alchimia di cui forse il dott. Vinai conosce la ricetta, pur senza avere alcuna esperienza di ospedale.
Ci dovrebbe anche dire come si fa a sostenere che possano essere ritenute complesse dal POA , alcune strutture , anche di nuova istituzione, che nemmeno lontanamente si avvicinano per articolazione e complessità gestionale a quelle ospedaliere di cui si tratta.
La passeggiata credo sarebbe piuttosto lunga , perché oltre a quanto riportato sopra dovrei spiegargli molte altre cose e cioè che molti di noi, per quanto pensionati, hanno mantenuto viva la passione per il lavoro che ci ha coinvolto per una vita . Parlo della Medicina con i suoi aspetti clinici di cura , ma anche gestionali e non della sedia che visti i tempi non ci manca affatto.
La nostra esperienza potrebbe anche essere vista come una risorsa, ma forse è chiedere troppa comprensione da parte di chi vorrebbe annichilire la componente sanitaria di medici, infermieri, tecnici, OSS inondandoli di ostacoli e burocrazia.
Parlando della mia storia personale, ma credo anche di molti colleghi, credo di poter dire con certezza al dott. Vinai di non aver mai “scodinzolato” di fronte ai capi e che questa sua uscita finirà per essere controproducente . Ma come si fa passeggiando con il cagnolino, credo sia importante trasmettere messaggi di educazione ed anche di eleganza di comportamento Eleganza che non sembra essere nelle corde del dott. Vinai sia nelle sue affermazioni ma nemmeno nel suo Curriculum Vitae che inizia autodefinendosi “manager di alto profilo” a testimonianza di una enorme autostima che gli auguro venga ricambiata. Dottor Roberto Lerza"















