Mezza politica01 maggio 2019 07:47

Bacioni a Casapound

Cortei vietati che si svolgono comunque, saluti romani come se piovesse, addirittura la RAI che celebra senza un plissé le commemorazioni di Predappio: e mentre l’estrema destra avanza inesorabile in un Paese disorientato e infelice, Salvini sceglie Casapound per pubblicare le sue memorie

Bacioni a Casapound

Pensiamo a Trieste, settimana scorsa: tutto inizia col divieto di partecipazione a una mezza maratona per gli atleti africani.

Scoppia il caso, reazioni indignate da ogni dove.

Retromarcia degli organizzatori: era una provocazione.

Gli atleti africani sono riammessi.

Con un solo risultato certo: la prossima volta che qualcuno vorrà estromettere atleti africani da una gara non scoppierà nessuna bufera, la cosa farà parte del “già visto”.

È così che l’ultradestra va avanti: a piccoli passi.

Vede fino a dove può spingersi, recede (momentaneamente), poi riprova magari affinando qualche dettaglio.

E così facendo, piano piano fiacca le resistenze di un popolo sfiduciato, lacerato dalla crisi economica e valoriale, culturalmente impoverito dalla ponderata distruzione della scuola pubblica.

In tutto questo, chi poteva pubblicare il nuovo libro del primo ministro in pectore?

«Sono un editore, ma prima di essere un editore sono un militante di Casapound, e non mi vergogno di questo. Anzi». Questo dichiara alla Stampa il buon Francesco Polacchi, editore della nuova biografia di Salvini e suo prediletto fornitore di giubbini marchiati.

Le case editrici italiane sono circa 4500.

Il ministro doveva per forza scegliere quella più vicina a Casapound?

Le scelte dei famosi, i suoi esperti di marketing e di mitra Beretta certamente lo sanno, significano pubblicità e quindi denari.

Ci vorranno altri vent’anni per svegliarsi?

LNS

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