News07 giugno 2019 09:43

La pesca che uccide

La denuncia della Protezione Animali: pesca sportiva e dispersione della plastica sono un’accoppiata micidiale per ambiente ed animali

La pesca che uccide

Ne ha fatto le spese in modo atroce un colombo che ha ingerito un amo, cui era quasi sicuramente rimasta attaccata un’esca, ed il filo a cui era attaccato, abbandonato o perduto su una spiaggia di Savona dal solito pescatore maleducato; è stato ritrovato, ormai morto, dai volontari della Protezione Animali, letteralmente impiccato al ramo di un albero attorno al quale era rimasta impigliata la lenza durante il volo frenetico dell’animale per liberarsi.

Da Andora a Varazze in questi giorni i volontari dell’Enpa hanno soccorso numerosi gabbiani reali e colombi rimasti feriti in ami e lenze lasciati sulle spiagge; l’associazione chiederà ai ragazzi di Friday4future di organizzare, con le dovute cautele e con dispositivi di protezione individuale adeguati, una giornata di raccolta ed eliminazione di ami e lenze sulle spiagge savonesi; un’iniziativa a favore non solo degli animali ma dei tanti frequentatori umani delle spiagge, che potrebbero ferirsi in modo serio per colpa della scorrettezza di troppi pescatori dilettanti, la cui attività gode purtroppo della tutela o dell’inerzia delle autorità pubbliche che dovrebbero invece proibirla o limitarla fortemente, non solo in estate.

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