Crisi Complessa07 maggio 2019 13:33

Lavoro: non c’è pace per Mondomarine

Avevamo tirato un sospiro di sollievo insieme ai lavoratori, a novembre, per l'affidamento della concessione ventennale dello storico cantiere savonese al gruppo Palumbo: ma adesso un altro colpo di scena mette di nuovo tutto a rischio. Marco Ravera (Rete a Sinistra): corretto che la giustizia faccia il suo corso, ma i lavoratori sono uomini e donne in carne e ossa

Lavoro: non c’è pace per Mondomarine

Ieri il TAR di Genova ha accolto i ricorsi presentati da Rodriguez Yachts e Monaco Marine contro il rilascio della concessione, contestando all’Autorità portuale diverse carenze istruttorie. 

Marco Ravera, consigliere comunale di Rete a Sinistra che più volte ha portato la situazione dei lavoratori Mondomarine all’attenzione del Consiglio comunale savonese, oggi non nasconde l’amarezza: accade spesso che quando sul nostro territorio troviamo un imprenditore che rispetta le promesse, tutto poi venga bloccato, commenta.

Palumbo le promesse occupazionali ha cercato di mantenerle, tant’è vero che il cantiere è tornato a operare quasi a pieno regime, anche grazie alla tenacia dei lavoratori che hanno perseverato nelle attività di manutenzione e pulizia anche in stato di grave incertezza sul proprio futuro.

Molti di loro avrebbero trovato agevolmente un altro impiego, grazie alle loro professionalità: ma sono rimasti lì, hanno aspettato.

I dati ci dicono qualcosa di importante: se guardiamo il numero di navi da diporto in sosta o in transito presso il cantiere a qualsiasi titolo, scopriamo che da una media di 20 navi del primo semestre 2011 siamo di nuovo tornati a 20 nel primo semestre del 2018, a fronte di un 2016  e di un 2017 in cui la media era solo 11.

Un trend positivo, uno dei pochi nella provincia di Savona dilaniata dalla crisi economica: tutto questo dovrà finire nel silenzio e nell’indifferenza? Perché il rischio, sottolinea Ravera, è che si blocchi l’attività: che questo ennesimo intoppo metta a repentaglio la fase espansiva che il cantiere stava riconquistando.

E i lavoratori, conclude Ravera, non sono pacchi: se le carte sono sicuramente da valutare, bisogna che tutte le istituzioni si prodighino immediatamente per non perdere un cantiere che per Savona  è sempre stato un fiore all’occhiello.

G.S.

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