Sciûsciâ e sciorbî15 aprile 2020 22:48

Da Toti uno schiaffo ai ragazzi della scuola pubblica

Un alunno di una scuola privata vale più di dieci volte rispetto a un alunno di una scuola pubblica. Chi lo sostiene? L'ineffabile Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria. Con fatti (soldi) e non con parole. Segnatevi questo numero: 10,89 e ricordatevelo quando andrete a votare (di Nicola Stella)

Da Toti uno schiaffo ai ragazzi della scuola pubblica

Toti e la giunta regionale hanno deciso di ripartire un po' di soldi prelevati dai fondi dell'Unione europea per sostenere le famiglie in difficoltà per il coronavirus.

Una difficoltà comune a tutti gli studenti è quella di dover seguire le lezioni da casa, attraverso pc, tablet, telefonini. Non tutti possono permetterselo, non tutti hanno i dispositivi e/o la connessione internet. Di qui la possibilità di accedere a questi aiuti, destinati a famiglie con isee non superiore a 30mila euro, con corsie preferenziali riservate ai disabili e agli studenti delle scuole professionali.

Fin qui niente da dire. Ma, leggendo i bandi pubblicati a pagamento sui quotidiani, si scopre un evidente privilegio per le famiglie con figli nella scuola privata (detta anche "paritaria", eufemismo inventato per far digerire l'indigeribile a chi ancora ricorda i principi fondamentali della Costituzione).

I 171.792 ragazzi che frequentano le scuole statali in tutta la Liguria dovranno dividersi 1,5 milioni di euro di contributi per l'acquisto di computer o tablet necessari per seguire le lezioni a distanza.

Ai 21.736 alunni delle scuole private andrà invece 1 milione di euro.

La sproporzione a favore delle scuole private risulta ancora più evidente se si sottrae dal totale dei frequentanti il numero dei bambini iscritti all'asilo: 19.838 per il pubblico, 12.437 per il privato. Tolti questi numeri, si hanno 151.954 studenti nella scuola pubblica e 9.299 nella privata.

Ciò equivale a un teorico contributo pro-capite di 9,87 euro per la scuola pubblica e di 107,53 euro per la scuola privata. Dividendo 107,53 per 9,87 si ottiene il numerino finale di cui parlavo all'inizio: se un ragazzo che frequenta le scuole pubbliche vale 1, un ragazzo che invece va alle scuole private vale 10,89.

Dopo aver devastato la sanità pubblica a beneficio della privata (lombarda), Toti ora  mostra in quanta considerazione tenga la scuola pubblica e i suoi ragazzi.

Nicola Stella

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