Mezza politica20 maggio 2020 12:48

Sfiducia a Bonafede, il governo resta in piedi

Il senatore Renzi ha parlato, il governo non cadrà sulla sfiducia al guardasigilli. Il ministro è parso affannato ma sincero, quando ha dichiarato che Di Matteo gli telefonò il 20 giugno 2018 per dirsi non disponibile a una collaborazione

Sfiducia a Bonafede, il governo resta in piedi

D’altra parte non aveva convinto molti e neppure noi, la modalità con cui il dottor Di Matteo ha comunicato il presunto siluramento subito da Bonafede, che nel 2018 avrebbe proposto al magistrato di dirigere il Dipartimento amministrazione penitenziaria salvo poi ripensarci dopo la contrarietà dimostrata dai boss al 41 bis.

Infatti Di Matteo decide di parlare due anni dopo i fatti e non su carta bollata, ma nientemeno che con una telefonata in diretta nel programma di Massimo Giletti.

Le ultime 24 ore son trascorse tutte in attesa del verbo di Matteo Renzi, che oggi come prevedibile l’ha fatta cader dall’alto (de minimis non curat praetor, addirittura) ma alla fine ha dichiarato che non voterà la sfiducia a Bonafede.

Il siparietto è finito, e il cosiddetto decreto Rilancio pubblicato finalmente in Gazzetta ufficiale.

LNS

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