Mezza politica11 agosto 2020 11:30

Oltre il tradimento

Il dichiarato appoggio al presidente regionale uscente Toti, di centrodestra, da parte della signora sindaco di Vado, erede di una lunga tradizione storica della sinistra, non appartiene alla categoria del “tradimento” politico come ingenuamente si solleva da parte dei vertici del PD provinciale (di Franco Astengo)

Oltre il tradimento

Un’affermazione quella della signora prima cittadina della capitale dell’industria savonese che, a prescindere dalle modalità con le quali è stata resa pubblica, pone invece una questione di merito molto importante alla sinistra e a chi sta tentando, come nel caso del sostegno alla candidatura di Ferruccio Sansa, di proporre un’alternativa nella politica regionale.

Nel frangente debbono essere considerati anche i risvolti che questo tipo di operazione promossa nell’occasione potrà avere sulla scadenza elettorale prevista per il 2021 al riguardo dell’elezione del Sindaco del Comune di Savona.

In ballo, infatti, c’è l’attenzione e la qualità progettuale al riguardo della residua area industriale del comprensorio savonese e della Valbormida.

E’ questo il punto che va in discussione in questo momento e non certo la categoria del “tradimento”; partendo da due situazioni che riguardano propriamente Vado quali l’insufficienza del quadro infrastrutturale riguardante il contesto in cui sta operando la piattaforma Maersk e l’assenza di piano industriale relativo a Bombardier, in ispecie dopo la commessa ricevuta in questi giorni e in presenza della ventilata cessione ad Alstom e del ramo d’azienda della progettazione.

Serve una visione relativa ad una politica riguardante il comprensorio savonese e la Val Bormida che metta al centro alcune questioni decisive.

Riprendo i temi che sono stati discussi nel concorso del convegno svoltosi il 30 luglio scorso sotto il titolo dell’isolamento economico e sociale e concluso lanciando una proposta relativa a un “Progetto Comune per il comprensorio savonese e la Val Bormida”.

Al di fuori da qualsiasi ipotesi di spirito campanilistico il tema dell’area compresa tra Savona, Vado e la Val Bormida deve essere, invece, affrontato avendo a cuore una prospettiva di sviluppo complessivo della Liguria.

In questo senso il tema riguardante l’area del comprensorio savonese e della Val Bormida assume un’importanza fondamentale.

Sono necessari: 1) un incremento delle potenzialità logistiche dell’area savonese 2) una ripresa della Val Bormida.

Due opzioni da collegare in una proposta che tenga assieme infrastrutture , bonifica e riutilizzo delle aree industriali, elaborazione progettuale collocata ad uno stadio superiore rispetto a quella – inespressa – contenuta nel dichiarazione di area industriale di crisi complessa ormai vecchia di quattro anni.

Al di fuori di un progetto di questo livello la situazione resterà molto difficile, in una provincia come quella di Savona che conta migliaia di disoccupati.

Dal punto di vista delle infrastrutture mancano: l’aggancio della linea ferroviaria alla piattaforma Maersk, il raddoppio della ferrovia per Altare (di cui esiste già il tracciato) onde consentire il massimo dello smaltimento su ferro delle merci in arrivo nella già citata piattaforma, il ripristino della funivia Savona – San Giuseppe, i caselli autostradali tra Savona e Albisola e a Vado Ligure (già individuati nelle loro sedi).

Non approfondisco nel dettaglio il discorso sulla bonifica delle aree ex-industriali per non appesantire il discorso ma è evidente che qualsiasi progetto di reindustrializzazione ad alto livello tecnologico passa da quella strada, abbandonata da troppi anni.

A questo punto è necessaria una ripresa di confronto partendo dall’idea di una progettualità a livello comprensoriale.

Una progettualità che unisca Savona e la Valbormida: soltanto in questo modo, affrontando i nodi più spinosi di una politica ormai da troppi anni assente o in ritardo (di cui l’amministrazione Toti è completamente responsabile).

Sarà soltanto attraverso espressioni di qualità progettuale alternativa. che si potranno respingere questi tentativi trasformistici obliquamente trasversali tesi a favorire una negativa continuità nel governo regionale.

Franco Astengo

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