Mezza politica25 ottobre 2020 13:01

Il Dpcm secondo Toti

Il presidente commenta le nuove norme scagliandosi, tanto per cambiare, contro il governo. “Vista la situazione sanitaria nuove misure andavano sicuramente prese, ma alcune appaiono francamente incongruenti e dal sapore punitivo: la chiusura alle 18 dei ristoranti ad esempio”

Il Dpcm secondo Toti

“Come Regioni avevamo chiesto infatti che fosse portata alle 23. Spero che almeno questa volta il sistema di risarcimento sia efficace e puntuale, perché si rischia la chiusura di molte imprese. Come impostazione generale, resto convinto che sarebbero più utili misure per proteggere o lasciare a casa le persone più fragili (anziani, cittadini che soffrono di patologie varie) e cercare di convivere col virus”

Il problema dei bar e ristoranti è serissimo anche secondo noi, che conosciamo e intervistiamo da mesi esercenti che si sono autotassati oltre misura per garantire la massima sicurezza: l’abbiamo scritto tante volte, ed è perfettamente inutile chiudere i bar se poi la gente si ammucchia senza controllo nelle piazze, munita di bottiglie che si porta da casa.

Però: “Resto convinto che sarebbero più utili misure per proteggere o lasciare a casa le persone più fragili (anziani, cittadini che soffrono di patologie varie) e cercare di convivere col virus”. 

Tanto sono anziani o malati, consumano poco: quindi perché non lasciarli a casa?

Eh sì presidente, che impiccio questa Costituzione per la quale siamo tutti uguali, che impiccio questi medici di famiglia che costringono gli anziani e finanche i malati a camminare per tener la glicemia sotto controllo e la muscolatura allenata.

Qui in Liguria però, prima di chiudere in casa la stragrande maggioranza della popolazione - che l’ha perfino votata - si potrebbe partire da qualche innovazione rivoluzionaria: incrementare la medicina territoriale, per esempio.

Così che le persone siano curate a casa anziché andare ad affollare i pronto soccorso.

Assumere il personale sanitario che già dovrebbe esser stato assunto, e a tempo indeterminato.

Evitare le vetrine che fanno tanto bene alla visibilità di chi sogna Roma (“il salone nautico del coraggio”) e soprattutto sbarazzarsi dell’indispensabile Alisa.

Per esempio.

LNS

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