Mezza politica03 febbraio 2021 08:43

Giganti e nani

L’obiettivo di Matteo Renzi è stato ampiamente raggiunto. Si è liberato di Conte e ha messo l’alleanza giallorossa contro il muro: un’alleanza da sempre effimera, e adesso prossima allo sfascio comunque vada

Giganti e nani

Perché se alcuni Cinquestelle voteranno la fiducia a Draghi sarà inevitabile lo scontro con l’area oltranzista dibbiana, per cui Supermario è “l’apostolo delle élite” e quindi il Male personificato.

Il Partito Democratico - che Renzi aveva precedentemente provveduto a demolire - probabilmente farà buon viso a cattivo gioco appoggiando Draghi, e a seconda delle scelte del banchiere pagherà caro questo sostegno nelle urne, come già accaduto con Monti.

A gongolare sono i cespugli forzitalioti tra cui il nostro Toti, ma non va male neppure a Salvini il cui legame con Renzi si è rinsaldato a tal punto da telefonargli prima di salire al Colle per comunicargli in anteprima cos’avrebbe detto a Mattarella.

La Meloni ha già chiarito che non sosterrà Draghi, e con poca fatica si prende un altro paio di punti nei sondaggi.

Mastica amaro Casalino, che come il povero Speranza deve ritirare di fretta il suo nuovo libro autocelebrativo, e soffre Giuseppe Conte che ha sperato fino all’ultimo.

In ultimo soffriamo tutti noi, non tanto per la probabile dipartita dei vari Casalini, Azzolini, De Micheli (a proposito, che farà Draghi con Arcuri dai 600mila euro annui? Gli lascerà i superpoteri o avrà finalmente l’ardire di dimetterlo?), ma per lo spettacolo desolante offerto da una politica dalla p minuscola come non mai.

L’avversione che da sempre nutriamo per l’improvvido profeta del Rinascimento di Rignano si accompagna ormai da anni al disgusto per una classe politica incapace di guardare non solo oltre il proprio naso, ma perfino dove mette i piedi.

Una classe politica composta perlopiù da personaggi sfocati, voci e volti in cerca di un posto al sole che ormai provocano solo un lieve, irritato fastidio.

Gente che da tempo ha abbandonato i nostri cuori di cittadini e che presto scomparirà anche dagli schermi. 

Che non ha neppure saputo, in trent’anni, scrivere una legge elettorale decente.

Che ha tagliato se stessa per dare un po’ di sangue da bere ai vampiri e adesso non ha idea di come proseguire.

Resta Sergio Mattarella, lui sì ben a fuoco con la statura di un gigante tra i nani.

E resta Mario Draghi, che nel bene o nel male almeno un nano non è. 

LNS

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