News02 maggio 2021 15:02

Savona e Napoleone

La nostra non è soltanto la “Città dei Papi”, ma fu anche protagonista in quella fase convulsa che segnò comunque l’avvento di una nuova era che la vicenda rivoluzionaria francese aveva tracciato investendo anche la nostra terra (di Franco Astengo)

Savona e Napoleone

Le contraddizioni della storia a Savona sono racchiuse in poche decine di metri, dall’angolo di piazza Chabrol una targa ricorda appunto il prefetto napoleonico che resse di dipartimento di Montenotte di cui la nostra città era capoluogo tra il 1806 e il 1812, alla piazza del Vescovado dove un’altra targa ricorda l’incontro fra due tra i più eccellenti reazionari dell’epoca, il papa Pio VII e il re sabaudo Vittorio Emanuele I, ritrovatisi dopo la battaglia di Waterloo a ringraziare con un Te Deum celebrato al Santuario la sconfitta dell’Orco Corso e il ritorno all’ancien regime.

Quel Papa Pio VII che proprio nel palazzo del Vescovado di Savona era stato tenuto prigioniero prima di essere trasferito nel castello di Fointanebleau.

Questa nota non è stata però scritta per tracciare una sorta di “Bignami” della storia savonese, ma per ricordare prima di tutto che il periodo nel quale Savona è stata capoluogo del dipartimento napoleonico (che comprendeva anche parte dell’acquese e del cebano scendendo giù fino ad Oneglia che si trovava già in territorio francese) può ben essere giudicato come di forte e positiva modernizzazione nel campo delle infrastrutture (Chabrol era stato anche autore di un ardito progetto di canali navigabili che avrebbe avvicinato il territorio del dipartimento alla Lombardia), dell’industria, del commercio come testimoniato anche dalla pubblicazione delle “Statistiche del Dipartimento” a suo tempo redatte dallo stesso Chabrol: due volumi editi, a suo tempo, da Marco Sabatelli e curati magistralmente da Giagi Assereto.

Napoleone aveva stabilito a Savona il suo comando durante la Prima Campagna d’Italia (1796) e conseguito sul nostro territorio, tra Montenotte, Dego e Cosseria le sue prime grandi vittorie ed era rimasto molto legato alla nostra terra.

Non mancarono certo le contraddizioni e la memoria non può dimenticare i tanti savonesi caduti nelle guerre imposte all’Europa, in particolare in Spagna e in Russia.

Nei 200 anni dalla scomparsa del generale Bonaparte Savona non potrà però dimenticare la ricorrenza: la nostra non è soltanto la “Città dei Papi”, ma fu anche protagonista in quella fase convulsa che segnò comunque l’avvento di una nuova era che la vicenda rivoluzionaria francese aveva tracciato investendo anche la nostra terra.

Si trova anche un motivo in più per ricordare Napoleone: l’idea di Savona capoluogo del territorio circostante.

Questa idea della Savona capoluogo è andata con il tempo smarrita e si è tornati a una certa dipendenza non solo genovese ma anche verso l’estremo ponente ligure, se si pensa anche a scelte recenti di presunta razionalizzazione amministrativa o rispetto ad altri campi soggetti a scelte di governo a livello regionale.

Ricordare, nell’occasione della ricorrenza dei 200 anni dalla morte di Napoleone, la funzione del dipartimento di Montenotte potrebbe rappresentare forse un momento di riflessione e di stimolo per iniziative che riportino Savona a ricoprire rango e ruolo che competono alla nostra Città.

Franco Astengo

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