Cose belle03 giugno 2022 11:50

Pretty Places: un posto tira l’altro

“Dimmi un posto bello”: così Serena Pastorino, tornata a Savona dopo venticinque anni trascorsi a studiare e lavorare fuori, cerca di riorientarsi nella sua città grazie a un progetto corale e bilingue. Una creazione molto social, che vive su Facebook e Instagram, portata avanti con un mezzo pre-social, evocativo e un po’ elegiaco: la polaroid

Pretty Places: un posto tira l’altro

Un posto tira l’altro. Come le ciliegie, il simbolo di Pretty Places Savona.
Ci sono posti belli a Savona? Forse noi ci siamo disabituati a vederli, ma quando ce lo chiedono ce ne vengono subito in mente tanti.

Luoghi della città noti o reconditi, accessibili o transennati, valorizzati o abbandonati al degrado, posti che ciascuno custodisce nell’anima e che adesso può segnalare grazie alla staffetta nata dall’inventiva di Serena, progettista culturale savonese specializzata in comunicazione che è rientrata a casa dopo un quarto di secolo decisa a ritrovare le coordinate della sua città partendo da una prospettiva quasi turistica: gli occhi degli altri.

L’obiettivo di Pretty Places, nato grazie alla collaborazione con l’associazione Dialoghi d’Arte e con lo studio creativo Spazioblu, è creare una mappa di luoghi da vedere, descritti in italiano e in inglese, grazie alle segnalazioni dei cittadini: un progetto dal basso come Serena ne ha portati avanti molti in passato e che già cammina sulle sue gambe, da quando alla fine di aprile è partita la staffetta.

Ognuno sceglie un posto, che viene immortalato con una simil polaroid (lo scatto in copertina è opera del fotografo e architetto savonese Marcello Campora), e chi abita o lavora nel luogo segnalato è chiamato a sua volta a indicare il suo spazio del cuore.

Chi vuole suggerire un pretty place, poi, può farlo con un messaggio alla pagina Instagram del progetto (https://www.instagram.com/pretty.places.savona/) o mandando una mail a prettyplaces.savona@gmail.com

“Accade spesso - ci racconta l’ideatrice - che a Savona i posti che ci vengono indicati siano luoghi che le persone vorrebbero soprattutto vedere valorizzati.”

Così Pretty Places assume velocemente una valenza che possiamo definire politica, come spesso accade nelle produzioni dal basso: gli abitanti, nuovamente protagonisti nella loro città, la riscoprono ritrovandola e spontaneamente elaborano le possibilità di miglioramento.

Il primo pretty place savonese lo ha segnalato proprio Serena, ed è lo studio di Spazioblu col suo giardino interno: “È un luogo che ho incontrato per caso, in cui sono entrata per curiosità e con cui ho iniziato a collaborare in seguito. È in piazza Vacciuoli, in centro. Spazioblu è uno studio creativo multidisciplinare di design e comunicazione. È al piano terra ed è molto accogliente. Ha pareti grigie scure e mobili vintage bellissimi che cambiano spesso. Mi piace passare il tempo da loro. Si respira un’aria internazionale."

"In particolare mi piace entrare nel loro giardino interno. Che è pieno di piante (adoro l’acero giapponese) e ceramiche, sedie, tavolini. Persino un bersaglio per freccette. E offre scorci su tutte le altre attività commerciali che si affacciano al suo interno.
A Savona giardini condominiali fioriti, curati e aperti alla vita di comunità ce ne sono davvero pochissimi. Vorrei tanto che fossero molti di più, come accade abitualmente in altre città.”

Spazioblu a sua volta ha suggerito lo scatto successivo: la gelateria Cora, storico chiosco sul mare che ha nutrito a creme e sorbetti generazioni di savonesi. La titolare ha designato poi il Tempietto Boselli, gioiello neoclassico collocato nei giardini pubblici di viale Dante Alighieri, col suo pergolato di glicine.

La staffetta è quindi passata nelle mani del Comune, e l’assessore alla Cultura Nicoletta Negro ha preferito scegliere da privata cittadina il suo luogo del cuore indicando “Il Marinaio”, la statua in bronzo di Renata Cuneo posta all’ingresso della darsena di Savona, sotto la Torretta: “Mi sono sempre domandata dove andassero a riflettere le persone che abitano in luoghi senza il mare, io non saprei proprio dove volgere lo sguardo. La scultura del Marinaio di Renata Cuneo racchiude quel tipo di amore difficile da spiegare ma così semplice da vivere, per chi come me ci è cresciuta davanti. Un amore che protegge e contempla, ascolta e sedimenta, ma che è in grado anche di portare via, con crudeltà e per sempre. Chissà, forse è per questo motivo che mi ci sono sempre affidata incondizionatamente: la forza della malinconia ha il potere di essere rassicurante”.

La staffetta continua e presto sulle pagine social di Pretty Places troveremo altri luoghi, altri scatti. Altri pezzi di Savona e di noi.

Un progetto di respiro internazionale capace di vincere la scommessa più difficile: creare comunità.
 

G.S.

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