Lettere alla Nuova13 novembre 2022 06:41

Il senso dei luoghi

Priamar, Palazzo Della Rovere, Teatro, Santuario: la sfida di Savona capitale della Cultura

Il senso dei luoghi

Credo che, per affermare un progetto culturale, che punti al “ben-essere” collettivo, occorra in primo luogo ritrovare il senso dei luoghi di Savona e dell'intero comprensorio.

L'espressione "il senso dei luoghi" è il titolo di un libro dell'antropologo Vito Teti, che rimanda alla necessità di costruire un rapporto con tutti quei posti,che possano dare un significato alla costruzione di una identità cittadina volta verso l' Europa e verso la creazione di una vera e significativa cittadinanza europea.

Il termine luogo va posto in antitesi ai non luoghi, individuati da Marc Augè, antropologo francese, come luoghi della mercificazione e della spersonalizzazione fra le persone.

Ciò va posto in particolare a Savona dove la città è stata invasa da centri commerciali privandola di una propria specificità, che deve essere riconquistata.

Savona in tal senso ha una grande tradizione, se pensiamo che ha ospitato nelle allora carceri Giuseppe Mazzini.

Egli qui teorizzò la Giovine Italia e soprattutto l'idea di uno scopo collettivo, che ogni popolo deve avere e che in Italia non può che essere basata sull'arte e la cultura.

Unendo i luoghi e la tradizione culturale, Savona può avanzare alcune proposte in relazione ai propri monumenti.

Priamar: esso deve essere interamente restituito alla città e soprattutto bisogna considerare che qui nacque la nostra città e in tale logica deve essere valorizzato con particolare riferimento sia all'apertura, e alle visite dell'area della ex Cattedrale che del fronte esterno verso la città mentre il museo archeologico deve essere sostenuto da adeguati finanziamenti anche perchè costituisce uno dei pochi musei italiani, che si intrecciano con le attività di scavo e che portano ad un possibile continuo mutamento del materiale esposto.

Bisognerebbe poi riprendere i discorsi sul museo della Resistenza e sul centro visite di Pelagos- Santuario dei cetacei.

Biblioteca: Palazzo Santa Chiara è oggetto di importanti interventi che porteranno alle realizzazione di grande biblioteca, mediante una struttura moderna, a scaffale aperto ma, come emerso nel percorso partecipativo FRONTESPAZIO,  possa divenire un centro polifunzionale in cui si ricostituisca bellezza, storia e comunità attraverso molteplici attività.

Teatro: bisogna puntare ad una apertura su 365 giorni del teatro, offrendo lo spazio alle compagnie locali ma soprattutto cercando di mettere in relazione le sale cittadine, giungendo ad un unico programma teatrale cittadino.

Santuario: esso deve tornare al centro della vita culturale savonese sia rispetto al valore del Barocco cittadino ma anche al ruolo di una Chiesa, che non visse solo di tre Papi ma anche di famosi teologi come Prato e Bof.

Il luogo deve tornare al centro dell'offerta culturale, riaprendo museo, sale espositive ma anche percorsi naturalistici legati pure alle vicende napoleoniche.

Infine bisogna riprendere, come sulle Officine Solimano, un discorso sulle arti contemporanee, che potrebbe trovare sede presso la ex area delle Funivie, recuperata a tale scopo con luoghi espositivi, residenze d'artista e laboratori anche per performances.

L'arte savonese deve sottolineare il valore dei propri artisti come Cuneo e Minuto, ridare slancio alla ceramica albisolese, come dimostrano le recenti iniziative sulla Baia della Ceramica, continuando nella ricerca e nella sperimentazione anche dei materiali.

Questa sfida di Savona Capitale della Cultura, deve coinvolgere ogni iniziativa pubblica e privata per ed ogni cittadino deve sentirsi coinvolto per contribuire al progetto che diverrà un importante volano per tutti i settori economici del territorio.

 

Danilo Bruno

Ti potrebbero interessare anche:

Le notizie de LA NUOVA SAVONA