Cose belle26 novembre 2022 15:14

Poesia di forme e colori

Al Bludiprussia di Albissola Marina in esposizione cinquanta disegni del Maestro del realismo Ernesto Treccani

Poesia di forme e colori

Al Bludiprussia di Albissola Marina 50 disegni del Maestro del realismo Ernesto Treccani, provenienti da una collezione privata e presentati con un testo critico da Giorgio Seveso, il maggiore esperto sull’opera e la vita dell’artista.

Quest’anno, centenario dalla sua nascita, a Savona ed Albissola si sono susseguite le esposizioni di pittura e di ceramica e questa, sui disegni, organizzata dal Bludiprussia, completa questo omaggio, offrendo la visione di disegni eseguiti tutti su carte di piccolo formato, seguendo la logica dell’impegno, cogliendo l’ispirazione dalla quotidianità: oggetti, natura, animali, figure (spesso donne) o un dettaglio del corpo e altro ancora, con una facilità immediata d’esecuzione, priva di formalismi. Viveva l’arte ogni giorno per donarla al mondo. L’arte è per tutti, affermava.

Nel 1999 il Comune di Albissola Marina conferì al maestro L’Oscar di Albisola, (premio in ceramica realizzato su disegno del maestro Sergio Dangelo) e grazie all’impegno di Tullio Mazzotti, allora Consigliere incaricato Attività e Beni Culturali, e ai suoi contatti con la galleria Brambati Arte (Vaprio D’Adda), venne realizzata una mostra omaggio intitolata “La via del cuore” che si articolò, suddividendo le tecniche, in più spazi espositivi di Albissola tra cui il Bludiprussia dove espose le ceramiche.

Ora ci troviamo a ricordarlo a distanza di tempo, con questa mostra, quale conferma della sua onestà pittorica e intellettuale che gli ha consentito di cavalcare tutta l’avventura artistica del novecento italiano.

Paola Grappiolo

 

DISEGNI DI ERNESTO TRECCANI

di Giorgio Seveso, Luglio 2022

È stato uno tra i nostri più intensi poeti della forma e del colore, il felice artigiano della penetrazione lirica nelle trame stesse dell’immagine, là dove l’artificio della rappresentazione si dilata e s’incarna letteralmente nella consapevolezza delle cose e nel calore della passione e della partecipazione umana.

La pittura del secondo novecento italiano e quella attuale devono moltissimo, spesso anche senza rendersene conto, e non solo qui da noi, all’impronta di libertà espressiva e di straordinaria espansione narrante che la sua personalità creativa ha lasciato nell’ambiente artistico.

Ogni tela, ogni scultura o ceramica uscita dalle mani di un artista totale come è stato lui, prolifico, incalzante, precocissimo e generoso fondatore d’immagini e di opere, alluvionale e metodico, febbrile e insieme assorto poeta innamorato della vita e dell’umanità, è frutto di una costante tensione espressiva, in cui i sensi e l’immaginario dell’artista (e i nostri con lui) si allargano progressivamente alla fragranza dell’esistere, nell’infinita varietà di colori e palpiti di una natura splendente.

Ma è soprattutto col disegno, come si può ben vedere in questa raccolta assai rappresentativa, che Treccani si immergeva nel flusso nervoso delle anatomie, nel gioco guizzante e sintetico dei tendini e dei muscoli, delle vesti e degli sguardi, del mondo naturale e delle sue meraviglie con un ininterrotto, rastremato racconto per immagini.

 

C’era in lui una vera passione per il disegno, un sentimento carnale, quasi fisico del segno come sismografo dell’anima. Segno che registra le cose con impetuosa evidenza, che informa di sé ogni gesto della mano sul foglio, ogni sussulto, ogni graffio, ogni lacerto d’impulso e ogni scalfittura cromatica tra grovigli guizzanti e colature, tra sbuffi di chine e velature d’acquarelli.

“Vorrei fare”, è Treccani che parla, dal suo libro più conosciuto Arte per amore, “volti che abbiano la freschezza di un fiore e fiori che abbiano l’espressività di un volto”.

È una dilatazione interiore, come si vede; una ricerca dell’anima delle cose più che della loro consistenza fenomenica, che è tuttavia ben lontana – ed anzi opposta a ben guardare – da una fuga nel privato della propria soggettiva esperienza. Gli uomini, la vita e la natura non sono stati per lui e per la sua arte un puro e innocente luogo d’evasione, in cui cercare riparo dalla brutalità della storia. Né sono stati pretesto per una ricerca di effetti e di “bellezza” pittoresca. Ben al contrario, in tali motivi (in fondo sono i generi tradizionali dell’arte figurale: natura morta, paesaggi e figura) egli ha sempre rinvenuto la ragione ultima dell’arte stessa e del suo impegno personale anche etico e perfino politico, la sua giustificazione assoluta, che ha identificato nel destino dell’uomo come parte della sua coscienza del mondo.

L’arte era dunque per Ernesto una sorta di commento permanente al flusso emotivo dell’esistenza nella frizione con le circostanze del quotidiano e della realtà, con le dilatazioni dei segni e delle icone, con le sue diluizioni della forma, con gli impasti di un rappresentare tutto in tensione, nervoso, inquietato dall’immanenza del vero.

La qualità straordinaria di ciò che è stato il suo modo d’intendere l’arte va trovata, allora, nel suo lasciarsi penetrare dal progetto – perseguito costantemente, infaticabilmente, ostinatamente – di ricostruire, rinominare, ristrutturare le cose del mondo all’interno dell’artificio miracoloso della loro raffigurazione. Non dunque rappresentandole, ma proprio rifondandole, ricreandole sulla scorta di equilibri, di materiali, di fondamenta altre da quelle oggettive, o oggettivabili, che i sensi, e il senso comune, mostrano al nostro sguardo quotidiano distratto e affrettato, sempre troppo sicuro delle proprie certezze.

 

Ernesto TRECCANI

Disegni – Poesia di forme e colori

A cura di Paola Grappiolo

con il Patrocinio del Comune di Albissola Marina e il Comune di Albisola Superiore

Sabato 26 Novembre 2022

Presentazione ore 17.00

La mostra proseguirà fino al 23 dicembre 2022

giovedi, venerdi, sabato dalle 16.30 alle 19.00

domenica su appuntamento

comunicato stampa

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