L'USB - si legge in una nota - "denuncia con estrema fermezza quanto emerso dalla notizia pubblicata da “Il Fatto Quotidiano” in merito all’utilizzo di un elicottero del Corpo Nazionale, in servizio presso il Reparto Volo di Genova, per trasportare il sig. Giulio Rapetti, in arte Mogol e la consorte da Sanremo a Roma, in occasione della sua partecipazione, quale ospite del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, alla Festa del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. La circostanza risulta confermata e verificata dalla USB".
"Ci troviamo di fronte a un fatto gravissimo: un mezzo di soccorso, finanziato con risorse pubbliche e destinato esclusivamente alla tutela della vita e alla sicurezza dei cittadini, è stato impiegato per finalità estranee alla missione istituzionale del Corpo. Non sarebbe stato più opportuno utilizzare un volo di linea con partenza da Genova alla medesima ora?"
"Un elicottero dei Vigili del Fuoco non è un mezzo di rappresentanza né uno strumento a disposizione dell’autorità politica e della massima autorità aeronautica dei Vigili del Fuoco per esigenze di opportunità o d’immagine. Ogni ora di volo comporta costi rilevanti, carburante, manutenzione, personale altamente specializzato, usura del velivolo e incide sulla capacità operativa del dispositivo di soccorso sul territorio.
In un Corpo Nazionale segnato da gravi carenze di organico, mezzi vetusti e sedi operative in condizioni critiche, l’eventuale utilizzo improprio di un velivolo operativo rappresenta un atto politicamente e moralmente inaccettabile.
Per queste ragioni, USB Vigili del Fuoco trasmetterà la documentazione alla Procura regionale della Corte dei Conti, chiedendo l’apertura di un’indagine per accertare eventuali profili di danno erariale e responsabilità amministrative".
"Ma la questione non è solo contabile. È politica.
Considerato che è confermato che l’autorizzazione al volo è riconducibile a scelte di natura politica e ministeriale, USB chiede l’immediata assunzione di responsabilità ai massimi livelli istituzionali. In uno Stato democratico, l’utilizzo improprio di mezzi di soccorso per finalità non operative impone conseguenze politiche chiare e non eludibili, fino alla rimessione del mandato. I mezzi dei Vigili del Fuoco appartengono ai cittadini e il vizietto di utilizzarli per usi non strettamente legati al soccorso è vecchia abitudine di certa classe politica e deve risponderne non solo sul piano amministrativo, ma anche su quello politico.
USB Vigili del Fuoco non arretrerà di un passo davanti a pratiche che offendono la dignità e l’immagine del Corpo, né tollererà mancanza di rispetto verso la stima dei cittadini che lo sostengono con le proprie risorse: trasparenza e corretto utilizzo del denaro pubblico non sono una scelta, ma un obbligo inderogabile".
«Leggere che l’elicottero del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, utilizzato in Liguria per l’elisoccorso, sia impiegato come taxi per accompagnare dal Festival di Sanremo a Roma Mogol lascia sgomenti», secondo Davide Natale e Simone D’Angelo, consiglieri regionali del Partito Democratico in Liguria.
«Mentre il sistema sanitario è nel caos, a rendere ancora più surreale la situazione è vedere scippato nella nostra regione un importante mezzo destinato al soccorso e alle emergenze, per essere trasformato su ordine del Ministero degli Interni in un taxi di rappresentanza. Servono parole di chiarezza da parte del Presidente Bucci, per sapere se fosse a conoscenza di questa follia, se durante quel volo, il servizio di elisoccorso fosse pienamente garantito in Liguria o se fosse disponibile un mezzo alternativo pronto a intervenire.
Non si tratta di una polemica strumentale, ma di rispetto per un servizio essenziale per i cittadini e per i professionisti del soccorso che ogni giorno operano in condizioni difficili. Il Presidente Bucci deve chiarire ai cittadini liguri se il sistema di emergenza è stato anche solo temporaneamente pregiudicato per garantire lo spostamento a un ospite del Festival di Sanremo. E - magari - spiegare se intende esercitare fino in il proprio ruolo di guida della Regione o continuare a fare il passacarte di decisioni prese altrove contro l’interesse dei liguri», concludono.











