Negli ultimi giorni abbiamo assistito a un paradosso evidente: quando si trattava di migliorare i diritti di milioni di lavoratrici e lavoratori, il Governo invitava a non votare; oggi, invece, chiede di recarsi alle urne non per ampliarli, ma per cancellarli.
In Provincia di Savona abbiamo costruito una campagna forte, partecipata e diffusa. In due mesi abbiamo incontrato migliaia di cittadine e cittadini attraverso oltre 300 iniziative tra assemblee nei luoghi di lavoro, presidi, banchetti, volantinaggi e incontri pubblici.
Tutto questo è stato possibile grazie al lavoro e all’impegno del Comitato Provinciale Società Civile per il NO della Provincia di Savona, composto da oltre 30 realtà tra associazioni, partiti e sindacati, alle circa 200 adesioni individuali e al contributo prezioso di magistrati e avvocati.
Abbiamo allargato la partecipazione e quindi rafforzato la democrazia, aprendo un confronto importante sul tema della giustizia e sul suo legame con la società. È stata anche un’importante occasione di formazione sulla Costituzione. Un patrimonio collettivo che non deve essere disperso, anche in vista delle prossime battaglie di civiltà a difesa dei principi costituzionali.
Quella proposta non è una riforma della giustizia, ma un attacco all’equilibrio costituzionale. Interviene su sette articoli della Costituzione, indebolendo l’indipendenza e l’autonomia della magistratura e alterando il bilanciamento tra i poteri, rafforzando in modo pericoloso l’esecutivo.
Smantellare questi equilibri è sempre un errore, e lo è ancora di più in una fase storica in cui le democrazie appaiono sempre più fragili.
Inoltre, la riforma non affronta i problemi reali della giustizia e rischia di crearne di nuovi, con conseguenze dirette sui diritti di tutte e tutti.
Basterebbe questo per dire: fermatevi.
Ma c’è di più:
· Non accelera i processi, neanche per chi attende giustizia per un familiare morto sul lavoro.
· Non investe realmente in digitalizzazione e innovazione.
· Non rafforza gli organici: mancano circa 20.000 addetti a livello nazionale e, a Savona, il Tribunale registra una carenza del 50% del personale amministrativo.
· Non stabilizza migliaia di lavoratrici e lavoratori precari: entro luglio oltre 6.000 rischiano il posto.
· Non valorizza il lavoro nel settore: gli aumenti salariali risultano insufficienti rispetto all’inflazione reale.
Non è una riforma: è una scelta che indebolisce il sistema.
Per questo va respinta, aprendo invece un confronto serio sui veri problemi della giustizia.
Votare NO è un dovere civile: non riguarda solo i magistrati, ma la qualità della nostra democrazia e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Comitato Società Civile per il NO – Provincia di Savona
Aderiscono al Comitato Società Civile Savonese per il NO :
Cgil SV, Arci , Anpi, Aned, Auser, Federconsumatori, Sunia, Acli, Linea Condivisa, Emergency, Pd, Udi, Psi, Rifondazione Comunista, Più Europa, Possibile, Sinistra Italiana, Movimento 5 stelle, Comitato Acqua Bene Comune, Attac , Pd savonese, Il Rosso Non è il Nero, Libera, PCI Savonese, Europa Verde, Circoli Italia / Cuba Celle e Savona, Noi per Savona, il segnalibro di Sassello, Medicina Democratica , Cub Sv e Valbormida , e oltre 200 personalità della società civile











