Se poi sulla scheda ci troveremo questi o no non lo sappiamo.
Sappiamo però di avere qualche domanda assai seria per tutti i candidati, e dalle risposte decideremo (come probabilmente tutto il resto della città) se andare a votare e, in questo caso chi votare.
Iniziamo dalle prime quattro che ci vengono in mente.
Ovviamente non ci servono slogan, quelli siamo capaci di coniarli anche noi, ma risposte strutturate e precise. C’è tempo per pensarci.
Cosa si fa con la spazzatura? Si conserva il nuovo sistema porta a porta così com’è, si torna indietro, si modifica? Se sì, in che modo si modifica?
Cosa si fa con la viabilità? Si riapre alle auto il tratto di corso Italia recentemente piastrellato, si tentano soluzioni alternative? Se sì, quali?
Come si reperiscono gli ingenti fondi necessari a sistemare le strade cittadine devastate dalle buche senza ricorrere a orridi tapulli che alla prima pioggia ci abbandonano?
Cosa si fa con gli alberi? Tagli e capitozzature o cura quotidiana? Con quali fondi, con quanto personale qualificato dedicato?
Poi naturalmente ci sono i grandi temi: il lavoro, gli anziani, l’inquinamento, la cultura, gli spazi di socializzazione, l’immagine stessa di Savona: ma son quelli dove il concreto e l’astratto spesso si congiungono, quindi per ora li tralasciamo in favore di una brutale praticità.


