News28 maggio 2026 14:50

Contro i mercanti di morte

Il 29 Maggio il sindacalismo di base, aderendo ad una specifica richiesta dei portuali impegnati nel blocco dell’invio delle armi via mare e del movimento per la pace e per la fine del genocidio del popolo palestinese, ha proclamato uno sciopero generale nazionale di 24 ore

Contro i mercanti di morte

"Contro la politica del Governo Italiano - spiegano dal sindacato di base - che continua ad inviare armi in Israele e in Ucraina e che adotta in politica estera due pesi e due misure: da una parte, applicando inutili e controproducenti sanzioni alla Russia e. dall'altra, sostenendo il governo genocida israeliano.

Persino di fronte al rapimento in acque internazionali dei membri della Flotilla in missione umanitaria verso Gaza od agli attacchi contro i caschi blu dell' Unifil, il governo si è limitato balbettare qualche protesta di facciata".

 

"Ovviamente a pagare i costi della guerra sono i lavoratori e le masse popolari, non solo dal punto di vista economico ma anche da quello dei diritti, individuali e collettivi.

Esiste un filo che lega tra di loro:

le politiche di guerra, i cui costi vengono scaricati attraverso l'aumento dei prezzi ed il taglio dei servizi pubblici;

la politica repressiva nei confronti dei lavoratori, con limitazioni del diritto di sciopero e la repressione degli stessi, con garanzia di impunità per le Forze dell’ Ordine grazie al Decreto Legge Sicurezza (convertito nella Legge 24 Aprile 2026 n. 54);

l'abbattimento delle tutele sul lavoro (precariato selvaggio, sicurezza inesistente, salari da fame);

la privatizzazione dei servizi pubblici (sanità, scuola, trasporti)".

"La guerra va fermata perché non risolve i problemi ma li aggrava. Gli unici a pagarla ed a soffrirne sono i ceti popolari, siano essi italiani, ucraini, russi, palestinesi o appartenenti a qualsiasi altra nazionalità coinvolta in uno degli innumerevoli scenari di guerra presenti nel mondo.

Quando i nostri padri costituenti scrissero, appena usciti da una guerra devastante, l'Art. 11 della Costituzione che ripudia la guerra come strumento di offesa e di risoluzione delle controversie tra i popoli ci dettero un'indicazione ben precisa. Coscienti che l’unico modo per poter impedire la rovinosa deriva presa è la partecipazione dei lavoratori e la ricostruzione delle lotte sui propri posti di lavoro, vero ago della bilancia delle decisioni prese dalla politica nazionale, invitiamo ad aderire allo sciopero ed a partecipare al presidio di fronte alla Prefettura di Savona alle 10".

Promuovono la mobilitazione locale:

CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE  - ATTAC -  SAVONA DISARMO  - A.C. LIGURIA  PALESTINA   -  CASA DEI CIRCOLI, CULTURE E POPOLI  di CERIALE

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