News07 agosto 2026 13:39

Addio a Balduino Astengo

Savona non perde solo un grande antifascista: se ne va un uomo buono, generoso e ironico che univa una gentilezza fuori dal comune a un vivacissimo umorismo. E ora la lapide di Madonna degli Angeli trovi finalmente posto in Comune

Addio a Balduino Astengo

È mancato stamattina all’ospedale San Paolo Balduino Astengo, nato l’8 ottobre del 1937.

Balduino crebbe nell’antifascismo: figlio di Giuseppe Astengo (uno dei migliori amici di Sandro Pertini) conobbe il confino quando aveva appena due anni.

Sua madre infatti, Tina Gregorini, fu mandata a Vindicio, sul Golfo di Gaeta, per aver criticato pubblicamente il duce nell’agosto del ’39: “Quel pazzo di Mussolini ci porterà alla guerra”, così disse a voce alta. 

E tanto bastò in quegli anni per essere spedita al confino coi suoi bambini di due e quattro anni, Balduino e Cristoforo. 

Fu proprio la presenza dei due piccoli a farle ottenere, tre mesi dopo, la grazia.

La famiglia Astengo, proprietaria dello storico pastificio savonese fondato alla fine del 1700 - il primo impianto industriale sorto in città - era stata sempre assai nota: lo zio di Giuseppe era stato sindaco di Savona all’alba del secolo e per quindici anni, giolittiano, fu in parlamento come deputato.

Cristoforo, zio paterno di Balduino, fu il primo capo savonese del Comitato d’azione Antifascista (nucleo originario di quello che poi divenne il CLN) e fu uno dei martiri dell’orribile strage nota come ‘Natale di sangue’. 

Cristoforo, che gli amici chiamavano Cristofino, fu infatti fucilato al Forte di Madonna degli Angeli il 27 dicembre 1943 in una sanguinosa rappresaglia nazifascista. Insieme a lui furono uccisi Aurelio Bolognesi, Francesco Calcagno, Arturo Giacosa, Carlo Rebagliati, Aniello Savarese e Renato Vuillermin.

Balduino, laureato in chimica ed ex carabiniere, ha trascorso gli ultimi quindici anni della sua vita onorando la memoria di suo zio e di tutti gli antifascisti, di qualsiasi colore politico. 

Ogni 27 dicembre portava sette rose rosse sul luogo dell’eccidio, e grazie a lui uscì ad opera dello storico Giuseppe Milazzo la biografia di Cristoforo Astengo. 

Nel 2018 la lapide che, all’interno del Forte di Madonna degli Angeli, ricorda quei primi sette martiri antifascisti savonesi venne vandalizzata per due volte a distanza di un mese.

Lui la fece rifare e poi la fece riparare per altre due volte (l’ultima tre anni fa) perché non si perdesse la memoria di quegli uomini e di quel che hanno fatto per Savona e per l’Italia.

Da queste pagine, piangendo Balduino Astengo che per noi è stato un amico e un conforto, chiediamo che finalmente alla lapide di Madonna degli Angeli venga trovato un posto degno della memoria che rappresenta: venga apposta nell’atrio del Comune di Savona, Città Medaglia d’Oro al valor militare per la Resistenza, e ogni 27 dicembre avrà le sue sette rose rosse.

Balduino lascia la moglie Margherita e i figli Benedicta e Alessandro. 

Balduino Astengo a Madonna degli Angeli

Qui con Umberto Voltolina, cognato di Sandro Pertini

La Nuova Savona