News13 agosto 2026 15:04

Percolano suprematisti

Sarà il caso che la sinistra compia un passo verso la Presidenza della Repubblica allo scopo di reclamare che tutte le forze politiche concorrenti alle prossime elezioni legislative generali rispettino, nei loro programmi ufficiali, il perimetro costituzionale (di Franco Astengo)

Percolano suprematisti

Esiste, infatti, un’eventualità (probabile) che si trovino al di fuori di quell’ insuperabile confine i i principi contenuti nel documento recentemente presentato alla stampa nella sede della Camera dei Deputati da “Futuro Nazionale” . E’ possibile se non probabile infatti che quei principi troveranno spazio nel programma di governo che sarà ufficializzato (ope legis, quindi nell’ufficialità) da quel movimento in occasione delle elezioni politiche.

Nel documento in questione sono infatti contenuti elementi di chiaro riferimento al suprematismo bianco, maschio, occidentale (patriarcato, reimmigrazione) elementi posti in totale antitesi perlomeno a quanto indicato nell’articolo 3 della Costituzione Repubblicana.

Una situazione che non può passare sotto silenzio quasi come una “normalità” nel gioco democratico.

Abbiamo il dovere, invece, di evidenziare e sottolineare questo vero e proprio “strappo” della democrazia repubblicana.

Dobbiamo provare a farlo con grande forza al massimo livello istituzionale perché i principi del suprematismo non risultano essere semplicemente fuori ma simmetricamente contrari al dettato costituzionale.

Se le forze politiche dovessero ritenere non necessario questo passo potrebbe pensarci un comitato di cittadine e cittadine appositamente formato.

Ho presente benissimo l’obiezione: i voti di “Futuro Nazionale” potrebbero essere sottratti alla destra di governo e quindi utili nel concorrere a sconfiggerla.

Ovviamente questa verifica di costituzionalità, considerati i tempi che corrono, andrebbe svolta anche rispetto ai testi ufficiali che saranno presentati dalle altre forze di estrema destra, attualmente al governo.

La domanda conclusiva che vi rivolgo è questa: esiste ancora un limite etico non trattabile secondo le convenienze elettorali: un limite etico che rappresenti anche un confine di orientamento morale e culturale che dovrebbe comunque essere rispettato nel nome dei principi e dei valori che si espressero, a suo tempo, nell’Assemblea Costituente?

Franco Astengo

Associazione “Il rosso non è il nero” Savona